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La Bce detta la linea all'Italia Sinistra spiazzata e stroncata

Liberalizzazioni, la flessibilità del lavoro, pensioni: la ricetta dell'Europa indica le misure che Libero sostiene da tempo

La Bce detta la linea all'Italia Sinistra spiazzata e stroncata
Siamo stati presi alla lettera. Le cose che qui sosteniamo da tanto tempo le abbiamo ritrovate su carta intestata della Banca Centrale Europea, il che segnala quanto siano evidenti. Perfino ovvie. Cerchiamo di renderci ulteriormente utili chiarendo il perché non vengono fatte: il governo manca di lucidità,  determinazione e coraggio, mentre l’opposizione e le parti sociali sono contrarie. Di più: solleticando i più ottusi istinti si sono portati anche i cittadini ad essere contrari, sicché non vale nemmeno la scusa della “casta”, perché cittadini e politici intenti alla conservazione del non conservabile procedono a braccetto.

Cominciamo da qui. Il governo ha proposto e il Parlamento varato una giusta legge, frutto del recepimento di direttive europee, favorevole alla gestione privata di un bene pubblico, come l’acqua. La sinistra s’è sollevata come un suol uomo, anche se (pochi) uomini della sinistra avvertivano l’errore. È stato convocato un referendum e mentre la maggioranza si è squagliata, mostrando viltà innanzi alle urne, le forze d’opposizione si sono lanciate nella battaglia. Risultato: una valanga di sì all’abrogazione. La lettera della Bce indica la via opposta, quella per cui ci siamo battuti solitari. La sinistra e i tanti demagoghi da strapazzo farebbero bene a leggerla, dopo avervi per giorni alluso, quasi che in quelle pagine si trovassero le loro ragioni. C’è l’esatto contrario.
Discorso analogo per la flessibilità del lavoro: il governo ha fatto troppo poco, ma l’opposizione, i sindacati e la Confindustria si oppongono anche a quel poco. La Bce suggerisce “accordi a livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende”, assieme a maggiore elasticità di assunzioni e licenziamenti. È bastato che il governo accennasse a questo tema che s’è scatenato il putiferio. Dopo di che il governo stesso ha provato a rimpiattare il tentativo, mentre sindacati e Confindustria hanno firmato, con la ola della sinistra, un bel documento in cui ribadiscono il grande valore della contrattazione nazionale. Difendono solo le loro rendite di posizione, non gli interessi dei lavoratori e degli imprenditori.
Subito la parificazione

Per non dire delle pensioni. Ad agosto s’udirono urla al cielo per il solo tentativo di cancellare il valore d’anzianità dei contributi figurativi. Un brodino. I ministri si sono prontamente rimangiati tutto, mentre quelli che hanno passato giorni a dire che la Bce bacchettava il governo erano ferocemente contrari. Ma la lettera dice che quella è robetta da poco, serve molto, ma molto di più, compresa la parificazione dell’età pensionabile fra uomini e donne, come noi sosteniamo e come la sinistra aborre, chiamandola “macelleria sociale”. E serve subito, come qui abbiamo argomentato. Se bacchetta il governo, quindi, massacra l’opposizione. Pubblico impiego? Sono riusciti a montar su una gazzarra solo perché un ministro ha detto quel che sanno tutti: ci sono molti uffici nei quali non si lavora. Poi hanno sostenuto gli insegnanti nel mentre pretendevano di non essere sottoposti a valutazione, sebbene per via indiretta, valutando in modo uniforme gli studenti. La lettera dice che si deve controllare sempre e ovunque la produttività dei lavoratori, come suggerisce di non escludere una diminuzione della spesa in conto stipendi. Va a ponente mentre quelli vanno a levante.

Avendone anticipato i contenuti, ci permettiamo di anticiparne le conseguenze: quel che serve all’Italia non è adottare questa o quella misura, perché quei provvedimenti sono scontati e urgenti, più tempo passa e più saranno duri, ma non saranno mai risolutivi, perché c’è bisogno di mettere mano alla governance, alla capacità di prendere decisioni e farle rispettare. La politica italiana, quando non è turpiloquio, è vaniloquio. La spesa pubblica è incontrollata, al centro come in periferia, nello Stato come nelle regioni, province e comuni, perché nessuno sa com’è composta: i soldi avanzano dove non servono e mancano dove sono indispensabili. I tagli alla spesa pubblica, in queste condizioni, non sono una condanna, ma un’opportunità. Ma si deve cambiare l’architettura costituzionale, altrimenti continueremo ad assistere ad una gara fra inutili e incapaci. Che vinca il peggiore.

di Davide Giacalone

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Commenti all'articolo

  • ginko

    30 Settembre 2011 - 16:04

    Peppone da Bettola ha urlato per giorni al commissariamento del Governo da parte della BCE, senza evidentemente leggere le sue richieste all' esecutivo per uscire dalla crisi. Oppure le ha lette e visto che riecheggiavano le idee e le riforme che lo stesso Premier cerca di realizzare, ha preferito fare come sempre tanto fumo mediatico con il sostegno dei tromboni. Spiace che per mandare l'acqua nel suo orto elettorale, la lega si opponga alla riforma delle pensioni, dando così un involontario aiuto ai casinisti. Ma ora che la lettera della BCE è stata pubblicata il giochetto infantile del peppone si è scoperto facendogli fare la sola figura che merita: quella del contaballe.

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  • sanono

    30 Settembre 2011 - 15:03

    uno che pensa come lei non può non aver letto il quotidiano (purtroppo) La Repubblica di ieri con la lettera della sig.ra Camusso. Ecco la ricetta BCE è l'esatto opposto di ciò che scrive questa Signora che difende privilegi e fannulloni.

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  • uffa

    30 Settembre 2011 - 14:02

    Flessibilità del lavoro cosa vuol dire caro Libero, più precarietà per tutti o più lavoro e futuro per tutti? Mettere mano alle pensioni significa forse eliminare le iniquità delle pensioni troppo alte, di quelle di reversibilità date con troppa leggerezza, mettere mano alle pensioni non rappotate ai conributi versati e dopo tutto questo, magari rivedere anche l'età pensionabile? Fatemi capire, cercate di essere chiari. Poi questa lettera "segreta" come sarà uscita fuori sarebbe bello saperlo. Proprio in un momento in cui si rendono necessarie iniziative impolorari. Facciamo a capirci, altrimenti la colpa è sempre di qualcun altro, ed è troppo comodo. L'europa propone, i Governi applicano. Le responsabiltà delle scelte sono del Governo.

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  • S.Winston

    30 Settembre 2011 - 13:01

    Riporto un commento ad un articolo stranamente simile (mi viene il dubbio che Sallusti e Belpietro convidano lo stesso ufficio...sarà per chiedere meno fondi allo stato italiano? ahahahah) su ilGiornale in meirto al fatto che hanno capito tutti mal ein italia a chi era indirizzata la lettera della BCE (la famosa Europa da rifare, anzi forse no...): "Si certo, così come le parole di Bagnasco di qualche giorno fa erano indirizzate a Balotelli...." MITICA ahahahah non ci resta che ridere!

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