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Cav dà l'ultimatum a Tremonti "Se fa da solo lo sfiducio"

Berlusconi: o Giulio rinuncia a Grilli per Bankitalia o troveremo un accordo senza di lui. Il premier si affida al Colle?

Cav dà l'ultimatum a Tremonti "Se fa da solo lo sfiducio"
La resa dei conti è rinviata di una settimana. Magari - è la speranza - Tremonti ci ripensa e ammorbidisce la linea dura su Bankitalia, lasciando che prevalga il candidato sponsorizzato dal governatore uscente Mario Draghi e gradito al Quirinale: Fabrizio Saccomanni. «Altrimenti andremo in consiglio dei ministri, voteremo su una rosa di  candidati governatori e metteremo Giulio in minoranza». Ma Silvio, nonostante a un certo punto il vertice di coalizione convocato a Palazzo Grazioli si tramuti in uno sfogatoio contro il ministro dell’Economia, non vuole ricominciare la guerra con l’inquilino di via XX settembre. A meno che il professore non se la vada a cercare.  Saggezza consiglia di prendere un po’ di tempo: «La prossima settimana», spiega il premier, «convocheremo un nuovo vertice di maggioranza e arriveremo a un accordo politico». Alla presenza di Bossi e Tremonti, entrambi assenti al tavolo di ieri. L’auspicio, nel frattempo, è che si muova anche il Quirinale, con la propria moral suasion, per sciogliere l’impasse e invitare il superministro a desistere dal braccio di ferro. Intanto, oltre alle candidature di Saccomanni e Grilli (l’uomo tremontiano), avanza l’ipotesi di un terzo nome che possa agevolare la mediazione, chiudendo la partita Berlusconi-Tremonti  senza vincitori né vinti.

L’altro tema della riunione di maggioranza è il decreto sviluppo. Secondo motivo di attrito con il titolare dell’Economia. Specie quando uno dei partecipanti tira fuori delle cartelline e le distribuisce: sono carte riservate del Tesoro - con numeri e tabelle - da cui si evincerebbe che Tremonti sta già scrivendo il provvedimento da solo, senza consultare nessuno. Alla faccia della collegialità. Silvio non ci vuole credere: «Non esiste, il decreto sarà preparato con il contributo di tutti e con il coordinamento mio e di Gianni Letta. Il testo porterà la mia firma e decido io». Dunque, nulla è già deciso, nessuna scatola chiusa da aprire in consiglio dei ministri. Anzi: nascerà una commissione del Pdl per mettere a punto, entro 15 giorni, delle proposte. Non è l’originaria idea di cabina di regìa, ma un modo per evitare il proliferare di emendamenti durante l’iter parlamentare. Berlusconi dà un’accelerata al pacchetto riforme costituzionali, al ddl sulle intercettazioni, alla delega fiscale e assistenziale. E alla nuova legge elettorale: «Io non lascio Palazzo Chigi, avete visto che numeri abbiamo ottenuto  alla Camera su Romano? È l’ora di ripartire». O adesso o mai più.

di Salvatore Dama

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Commenti all'articolo

  • liberal1

    30 Settembre 2011 - 20:08

    ma chi è stato votato? Berlusconi o Tremonti come premier? Basta Basta Caro Berlusconi sei stato votato come il cambiamento? Bene cambia la politica e l'economia abbassa le tasse e manda aff....... le società di rating coloro che hanno causato la crisi ecomnomica mondiale e per di più ci hanno guadagnato milioni di dollari. Adesso vogliono distruggere l'euro non ci credete? Vi consiglio di compravi il DVD in edicola Panorama INSIDE JOB 9,90 parla della crisi mondiale e capirete chi la creata la crisi. Vedrete chi è il colpevole e perché strauss lo hanno fatto dimettere aprite gli occhi. Berlusconi se ci sei batti un colpo tira fuori le palle non con le escort ma con l'europa falli svegliare se no sono cazzi

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  • cioccolataio

    30 Settembre 2011 - 14:02

    ci sono mai state?

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  • critico57

    30 Settembre 2011 - 12:12

    MAI PIU' ! ! ! Troppi sono i danni fatti, troppe le risate nel mondo. Passare la mano, grazie.

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