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Così Maroni ha accerchiato Umberto

Bossi in difficoltà: a Varese la base fedele a Bobo scommette su persone diverse da quelle indicate dal Senatùr

Così Maroni ha accerchiato Umberto
I maroniani sorpassano Roberto Maroni. Per il congresso provinciale del Carroccio a Varese sono pronti a sostenere un candidato diverso da quello appoggiato da Umberto Bossi e dallo stesso ministro dell’Interno. L’altro ieri infatti Bobo aveva dato l’ok a Maurilio Canton, sindaco di Cadrezzate, dopo che il Senatur in persona era uscito allo scoperto. In fin dei conti Canton, vicino al “cerchio magico”, avrebbe rappresentato una tregua armata, soprattutto nella terra natale dei due fondatori della Lega, dopo le vittorie maroniane a Brescia e in Valcamonica.    

Ma la base, ormai stanca dei diktat imposti da Via Bellerio, è pronta a  presentare una candidatura alternativa, sostenuta   da parecchi primi cittadini vicini a Bobo. Si tratta del vicesegretario provinciale uscente, Donato Castiglioni, personaggio vicino al senatore Fabio Rizzi. A dire il vero Castiglioni non è proprio vicinissimo ai maroniani, i quali avrebbero preferito il sindaco di Samarate, Leonardo Tarantino. Ma visto l’accordo ufficiale del titolare del Viminale col “capo”, si accontentano di una persona che comunque non è vicina a Marco Reguzzoni, capogruppo alla Camera e habitue di casa Bossi: fra i due infatti sono volate parole pesanti e qualcosa di più. A questo punto la base maroniana potrebbe battere Canton e sconfessare Bossi: in effetti può contare su metà dei delegati, oltre a un 20% di Castiglioni. Potremmo quindi assistere al film andato in onda qualche anno fa a Bergamo, quando l’Umberto indicò Giacomo Stucchi segretario e i militanti scelsero Cristian Invernizzi, tra l’altro rieletto per il secondo mandato.

Il dato che emerge, anche dalla sfida aperta di Varese, è che i sindaci non vogliono chinare il capo davanti ai provvedimenti bavaglio. Attilio Fontana si morde la lingua, «ma se parlassi...». Chi invece ha messo a dura prova la pazienza del Senatur sono i primi cittadini veneti: Flavio Tosi e Giancarlo Gentilini, in odore di espulsione ormai da settimane. Se   Bossi ha attaccato quelli   che all’interno della Lega parlano a “vanvera” «avrà   le sue ragioni», sintetizzava ieri il   ministro delle Semplificazione, Roberto Calderoli, poche ore dopo la visita a sorpresa di Maroni al sindaco di Verona, attaccato dallo stesso Calderoli per le frasi pro-Napolitano.  Quaranta minuti di colloquio nella sede del comune scaligero, ufficialmente per discutere di sicurezza. In realtà il blitz è un chiaro messaggio: «La stima per tutti quelli che lavorano sodo, soprattutto i sindaci, c’è sempre» taglia corto Maroni, uscendo dallo studio di Tosi. E pressato dai cronisti risponde: «Quali problemi? Ci sono problemi nella Lega? Non mi risulta».

A Treviso però ci sono. Nelle stesse ore in cui la segreteria provinciale decideva di non cacciare Giancarlo Gentilini, lui - lo sceriffo -  esternava a una tv locale: «Nella Lega si può e si deve parlare e continuerò a farlo perché sono il megafono della mia gente. Tosi e Bitonci sono emergenti e giustamente chiedono il loro spazio». E poi la notiziona. Gentilini, 82 anni, vuole ricandidarsi nel 2013 a sindaco di Treviso e punta su Maroni nel dopo-Bossi: «È l’unico a raccoglierne l’eredità». Quanti maroniani...

di Giuliano Zulin

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Commenti all'articolo

  • spalella

    05 Ottobre 2011 - 18:06

    Se alle prox elezioni Bossi avrà ancora il controllo della Lega credo che NON voterò più per la lega stessa. A Bossi dò rispetto e riconoscenza per la lotta innovativa sul federalismo, che è l'unico strumento per riportare le truffe degli amministratori del sud in campi più accettabili per la stessa gente del sud e per il paese tutto. 60anni di sovvenzioni ingoiate dal sud senza alcun vantaggio per nessuno, nè per loro nè per noi, sono davvero troppi. Ma oggi OGGI Bossi non ha più visione d'insieme e non offre più nulla di valido. Sarà l'età o la sua malattia, di cui mi dolgo, ma il paese sprofonda e non c'è alcuno spazio per buonismi e sopportazioni. Se cederà il comando a Maroni, ma anche a Cota o al governatore del veneto, allora voterò ancora Lega, altrimenti dovrò cercarmi qualcun'altro o non votare affatto.

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  • luan

    05 Ottobre 2011 - 16:04

    Con Berlusconi si affloscia anche Bossi.Avanti Maroni un po di coraggio!

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  • 11SETT1973

    05 Ottobre 2011 - 13:01

    ALLA CORTESE ATTENZIONE DEL POPOLO LAGHISTA: Le 10 domande a Berlusconi che Bossi avrebbe voluto fargli nel 1998: Chissà se poi gliele ha fatte ? Mistero. Lui di certo oggi non ce lo dice. Magari domani, chissà... Le 10 domande dell'uomo saggio... Queste scottanti domande sono apparse sul sito Internet della Lega nord (www.leganord.org). Sotto la voce informazione è possibile consultare la quasi totalita' delle edizioni della Padania del 1998 e del 1999. Quella del 19 agosto 1998, che contiene l'imbarazzante sequela di domande al Cavaliere di Arcore dei suoi attuali alleati, è sparita. E con lei altre edizioni di diversi giorni di agosto. Da "La Padania" del 19 agosto 1998 Berlusconi sei un Mafioso? Il 26 settembre 1968, la sua Edilnord Sas acquistò dal conte Bonzi l'intera area dove lei, signor Berlusconi, edificherà Milano2. Lei pagò il terreno 4.250 lire al metro, per un totale di oltre tre miliardi di lire. Questa somma dal '68, quando lei aveva 32 anni e nessun patrimonio familiare a disposizione, era di enorme portata. Oggi, tabelle Istat alla mano, equivarrebbe a oltre 38.739.000.000 di lire. Dopo l'acquisto, lei aprì un gigantesco cantiere edile, il cui costo arriverà a sfiorare i 500 milioni al giorno, che in 4-5 anni edificherà l'area abitativa di Milano2. Tutto questo denaro chi gliel'ha dato, signor Berlusconi? Chi si nascondeva dietro le finanziarie di Lugano? Risponda. Il 22 maggio 1974 la sua società Edilnord Centri Residenziali Sas compì un aumento di capitale che così arrivò a 600 milioni di lire (4,8miliardi di oggi Fonte Istat).Il 22 luglio1975-un anno dopo-la medesima società eseguì un altro aumento di capitale passando dai suddetti seicento milioni a due miliardi(14 miliardi di oggi. Fonte Istat. Anche in questo caso, che è solo l'esempio di alcune delle tante e fortissime ricapitalizzazioni delle sue società, signor Berlusconi, vogliamo sapere da dove e da chi le sono pervenuti tali ingentissimi capitali in contanti. Se lei non lo spiega signor Berlusconi, si è autorizzati a ritenere che sia denaro di dubbia origine, denaro dell'orribile odore. Il due febbraio del 1973, lei, signor Berlusconi, fondò un'altra società: la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola impresa diventò una Spa con un aumento di capitale a 500 milioni. In seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi, e lei farà in modo di poter emettere anche un prestito obbligazionario per altri due miliardi. Nell'arco di nemmeno tre anni, una società forte di capitale di 20 milioni appunto la Italcantieri Srl, si trasformerà in un colosso, moltiplicando per cento il suo patrimonio. Come fu possibile? Da dove prese, chi le diede, in che modo entrò in possesso, signore Berlusconi, di queste fortissime somme in contanti? Risponda. Lo spieghi. Il 15 settembre 1977 la sua società Edilnord Sas, signor Berlusconi, cedette alla neo costituta Milano2 Spa tutto il costruito di Milano2 più alcune aree ancora da edificare. Tuttavia, quel giorno lei decise anche il contestuale cambiamento di nome della società acquirente. Infatti l'impresa Milano2 Spa cominciò a chiamarsi con un proprio da quella data. Quando fu fondata a Roma, il 16 settembre '74rispondeva al nome di immobiliare San Martino Spa, "forte di lire 1.000.000 di capitale e amministrata da Marcello Dell'Utri, il suo "segretario". Sempre il 15 settembre 1977, quel milione salirà a 500, il 19 luglio 1978 a due miliardi. Un'altra volta: tutto questo denaro da dove arrivò? Signor Berlusconi, il cuore del suo impero, la notissima Fininvest, lei sa bene che nacque in due tappe. Il 21 Marzo 1975 a Roma lei diede vita alla Fininvest Srl, 20milioni di capitale, che l'11 novembre diventeranno 2 miliardi con il contestuale trasferimento della sede a Milano. L'8 Giugno 1978, ancora a Roma, lei fondò la Finanziaria di Investimento Srl, soliti 20 milioni, amministrata da Umberto Previti, padre del noto Cesare. Il 30 giugno 1978, quei 20 milioni diventeranno 50, e il 7 dicembre 18 miliardi ( 81 miliardi di oggi ). Il 26 gennaio 1979 le due "Fininvest" si fonderanno. Ebbene, questa gigantesca massa di capitali da dove arrivò, signor Berlusconi? Signor Berlusconi, lei almeno una volta sostenne che le 22 holding alla testa del suo impero societario vennero costituite da Umberto Previti per pagare meno tasse allo Stato. Nessuno dubiterà mai più di queste sue affermazioni quando lei spiegherà per quale ragione affidò consistenti quote delle suddette 22 holding alla società Par.Ma.Fid. di Milano, la medesima società fiduciaria che nel medesimo periodo gestì il patrimonio di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e grande riciclatore di soldi sporchi per conto di Alfredo Giuseppe Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Carmelo Gaeta e altri boss della mafia siciliana operanti a Milano. Perché la Par.Ma.Fid. ? E' universalmente noto che lei, signor Berlusconi, come imprenditore è nato col "mattone" per poi approdare alla tivù. Ebbene, sul finire del 1979, lei diede incarico ad Adriano Galliani di girare l'Italia ad acquistare frequenze televisive, ed infatti Galliani si diede molto da fare. Iniziò dalla Sicilia, dove entrò in società con i fratelli Inzaranto di Misilmeri, frazione di Palermo, nella loro rete Sicilia Srl. Soltanto che Giuseppe Inzaranto , neo socio di Galliani, era anche marito della nipote prediletta di Tommaso Buscetta che nel 1979 non è un "pentito", è un boss di prima grandezza. Questo lei lo sapeva, signor Berlusconi? Sapeva di aver sfiorato i vertici della mafia? E' certo che a lei, signor Berlusconi, il nome dell'Immobiliare Romana Paltano non può risultare sconosciuto. Certo ricorda che nel 1974 la suddetta società. 12 milioni di capitale, finì sotto il suo controllo amministrata da Marcello Dell'Utri. Fu proprio sui terreni posseduti da questa immobiliare che lei edificherà Milano3. Così pure ricorderà, signor Berlusconi, che nel 1976 quel piccolo capitale di 12 milioni salirà a 500 e il 12 maggio 1977 a 1 miliardo. Inoltre lei modificherà anche il nome a questa impresa, che diventerà la notissima "Cantieri Riuniti Milanesi Spa". Ancora una volta: da dove prese, chi le fornì, i 988 milioni ( 5 miliardi d'oggi) per quest'ennesima iniezione di soldi? Lei, signor Berlusconi, certamente rammenta che il 4 maggio 1977 a Roma fondò l'immobiliare Idra col capitale di 1 (un) milione. Questa società, che oggi possiede beni immobili pregiatissimi in Sardegna, l'anno successivo -era il 1978- aumentò il proprio capitale a 900 milioni di lire in contanti. Signor Berlusconi, da dove arrivarono gli 899 milioni che fecero la differenza? E poi: da dove, da chi, perché lei entrò in possesso delle stratosferiche somme che le permisero di far intestare all'Immobiliare Idra proprietà in Costa Smeralda - ville e terreni - il cui valore è da contarsi in decine di miliardi? Dica la verità, signor Berlusconi. Sveli anche questo mistero impenetrabile. Signor Berlusconi, in più occasioni lei ha usato -vedi l'acquisto dell'attaccante Lentini dal Torino Calcio, ad esempio- la finanziaria di Chiasso denominata Fimo. Anche in questo caso, come in precedenza per la finanziaria Par.Ma.Fid. , ha scelto una società fiduciaria al cui riguardo le cronache giudiziarie si sono largamente espresse. La Fimo, infatti, era la sede operativa di Giuseppe Lottusi, riciclatore di soldi sporchi della cosca dei Madonia e Lottusi il 15 novembre del 1991 verrà condannato per questo a vent'anni di reclusione. Ebbene, la transizione per l'acquisto di Lentini, tramite la Fimo, avvenne nella primavera del 1992. Perché la Fimo, signor Berlusconi?

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  • misspina

    05 Ottobre 2011 - 13:01

    bossi ha fatto il suo tempo, credo che sia giusto che vada in pensione. largo ai giovani

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