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Bossi e il nodo Bankitalia: "Silvio scelga il milanese"

Il Senatùr preme per Grilli a Palazzo Koch. Berlusconi preferisce Saccomanni ma l'alternativa è Bini Smaghi. Ne va del governo

Bossi e il nodo Bankitalia: "Silvio scelga il milanese"
Umberto Bossi non molla e sulla poltrona di Bankitalia ci rimette, idealmente, il suo uomo. A chi chiede al ministro per le Riforme se ci siano novità sulla nomina per il successore di Mario Draghi, il Senatùr risponde secco: "No, ma Berlusconi si decida a far votare il milanese". Il milanese, naturalmente, è Vittorio Grilli. Uomo vicinissimo a Giulio Tremonti, caldeggiato a più riprese dall'Umberto e che non va giù a Berlusconi. Il premier infatti preferirebbe accontentare lo stesso Draghi e piazzare a Palazzo Koch l'attuale direttore generale Fabrizio Saccomanni. Di alternativa ce n'è ormai soltanto una: quel Lorenzo Bini Smaghi ancora impegnato con un incarico di prestigio alla Bce. Per lasciarlo (è stato tra l'altro uno dei papabili per la prossima presidenza, alternativa allo stesso Draghi) accetterebbe soltato un incarico di pari prestigio: Palazzo Koch basterebbe, Bossi permettendo. E Bini Smaghi è fiorentino, non milanese. Particolare non secondario: anche da queste cose passa la sopravvivenza dell'asse Berlusconi-Lega e dello stesso governo.


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