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Gianfry fa ancora il finto tonto: da Montecarlo fino a Tulliani

Casa tabù. Fini va in tv e glissa sul caso dell' abitazione e del cognato. Però chiede le dimissioni del governo

Gianfry fa ancora il finto tonto: da Montecarlo fino a Tulliani
Governo alternativo in vista? «In caso di dimissioni di Berlusconi, l’auspicio è la creazione di un governo che comprenda anche il Pdl, visto che non voglio un ribaltone, ma che porti a una maggioranza molto più ampia di quella che ora sostiene Berlusconi...». Era tempo che Gianfranco Fini (autore della frase di cui sopra) non si sottoponeva ad un’interrogatorio davanti alle telecamere. Lo ha fatto ieri sera con Corrado Formigli a Piazzapulita su La7 e si è prodotto in una serie di dichiarazioni sgorgate dal cuore - e un po’ dalla pancia. Fini non rinnega «la mia quota di responsabilità sull’approvazione, non tante, di leggi ad personam», e rivendica: «Non rinnego il Pdl né il mio passato». Stuzzicato dal conduttore individua i suoi errori: «Mi sono illuso di poter condizionare Berlusconi e di potergli impedire di fare alcune cose.

Ora si parla di Tremonti, perché fa di testa sua. C’è stato un momento, è noto, in cui dissi: “O lui o io”. In una coalizione come la nostra An svolgeva un ruolo, magari non ci riusciva sempre, di salvaguardia di valori come l’unità nazionale. Quando ho creduto fosse possibile un unico partito, il Pdl, dopo la nascita del Pd, Berlusconi si è convinto di poter essere il dominus assoluto». Quello, osserva, è stato l’errore, accanto alla scissione intempestiva di Fli dal Pdl: «A posteriori, dovevamo controbattere alla mia ingiusta cacciata dall’interno». Poi tocca il tema delle intercettazioni, parlando della gravità di un possibile di arresto di giornalista in caso di pubblicazione di dialoghi telefonici “non penalmente rilevanti”. «Se Berlusconi pone la fiducia sul decreto legge sulle intercettazioni, vuol dire che ha il timore che la propria maggioranza voti in modo diverso». Fini poi si barcamena sulla futura leadership del Terzo polo, e annuncia che non farà mai il premier; prevede le elezioni per la primavera del 2012: «D’altronde lo fa capire anche Bossi». L’ex leader di An parla anche di inesistente incompatibilità sul proprio ruolo di leader Fli e presidente della Camera. Infine -fatto importante- glissa sulla nota vicenda casa di Montecarlo: «Se la casa di Montecarlo è di mio cognato Giancarlo Tulliani, ho detto che mi dimetto, ma c’è solo un documento da S. Lucia assai dubbio. E la Procura di Roma ha archiviato...». In realtà quella stessa Procura ha stabilito - in un documento per niente dubbio - che la firma dell’affittuario e del proprietario era una sola: ed era davvero di Gianfranco Tulliani. In serata arrivano le repliche dal Pdl. «Fini ha dimostrato ancora una volta di essere un presidente della Camera fazioso, visto che chiede le dimissioni del governo. Per questo le istituzioni dovrebbero intervenire», osserva Fabrizio Cicchitto.

di Arturo Bandini

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Commenti all'articolo

  • encol1

    08 Ottobre 2011 - 07:07

    Hai ragione Marcello se lo ignorassero e non lo intervistassero più sarebbe un sollievo per tutti noi. Sono arrivato al punto di cambiare canale nelle, ormai rare, occasioni che si presenta in video.

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  • colani

    07 Ottobre 2011 - 21:09

    Propongo Fini alla presidenza degli Stati Uniti, almeno li prima di entrare alla casa bianca dovrà dire di se di tutto e di più. E la serietà dei giudici americani provvederebbe a smascherrare tutti le marachelle che ha combinato, qualora fossero state commesse. Lui è bravo, è un vero professionista della politica, conosce benissimo il palazzo, anzi va oltre, molto oltre, gode di influenze in ogni campo, in sintesi è un big.....!!!

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  • guidoboc

    07 Ottobre 2011 - 20:08

    Ha una faccia tosta come le .......

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  • marcello marilli

    07 Ottobre 2011 - 20:08

    il titolo fa riferimento alla canzone del grande (lui si) Lucio Battisti , che continuava : ma non dovevamo non vederci più ? Ecco speriamo che questa penosa storia dei tullianos finisca una volta per sempre con la NON RIELEZIONE del cerebroleso fini (volutamente minuscolo)alle prossimne elezioni . Temo però che qualche approdo in qualche porto politico lo troverà , ma la domanda è : quanti voti porterà a quel branco di poltronari? sparo veramente pochi e che abbiano una rappresentanza parlamentare miserrima (in tutti i sensi).Augurandomi di mai più rivederlo spero che comprenderà lo sfogo di un vero elettore di quella che si chiamava DESTRA

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