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Così Silvio ha ingabbiato Tremonti

Berlusconi si gioca il futuro sulla ripresa economica e su Bankitalia. Il ministro dello Sviluppo designato coordinatore

Così Silvio ha ingabbiato Tremonti
Silvio Berlusconi riesce a imporsi sul decreto sviluppo, ma non ancora su Bankitalia. Protagonista della giornata politica di ieri è stato ancora una volta il braccio di ferro tra il Cavaliere e Giulio Tremonti. Dopo il duro scontro andato in scena martedì sera, il clima si è un po’ rasserenato. Ma con la decisione di affidare al ministro Paolo Romani le sorti del decreto sviluppo, che il governo presenterà il prossimo 20 ottobre, il presidente del consiglio ha dato un bello schiaffo a Tremonti, che fino a una settimana fa era convinto di fare il bello e cattivo tempo anche su questo provvedimento. Nel vertice del Pdl con Berlusconi all’ora di pranzo, infatti, è stato deciso di affidare il decreto proprio al ministro dello Sviluppo economico, che poi riferirà direttamente al premier. I contenuti ancora non ci sono: nella riunione si è parlato di liberalizzazioni e semplificazioni, qualcuno ha pronunciato la parola condono, ma le misure definitive verranno decise nei prossimi giorni. «Sui soldi non siamo ancora d’accordo», ha sottolineato il titolare dell’Economia, ancora convinto della necessità di un decreto a costo zero. «L’importante è che anche questa volta Giulio abbia imparato la lezione: voleva mettere a punto il decreto da solo e invece ora ci penserà un altro. Di fatto è stato esautorato», dice un autorevole esponente del Pdl. Il ministro, infatti, non l’ha presa bene, ma è stato costretto ad abbozzare. I due si sono visti poi a Montecitorio per parlare di tagli ai ministeri e nel nuovo direttore della Banca d’Italia.

E le posizioni sono rimaste invariate: il Cavaliere spinge su Saccomanni e si tiene di riserva Bini Smaghi, mentre Tremonti, forte dell’appoggio di Umberto Bossi (ieri i due si sono visti a Montecitorio), continua a insistere su Grilli. Con Giuliano Amato a fare da outsider. «Il Cavaliere deve avere il coraggio e la forza di imporsi: il premier è lui, non Tremonti. Il Paese ha bisogno di una guida forte. Altrimenti andiamo tutti a casa prima di Natale», sospira un deputato pidiellino. Gianni Letta, al solito, media, perché «non è il momento di bersagliare Tremonti». Anche per il premier i fronti sono tutti legati da una sottile linea rossa: da come si concluderà la partita su decreto sviluppo e Bankitalia dipende il cammino dell’esecutivo. «Perché è chiaro che non si può andare avanti con un capo del governo che non riesce a decidere nemmeno su quello che gli compete, come chi comanderà a Palazzo Koch», dicono da via dell’Umiltà. Berlusconi lo sa bene ed è per questo che ieri, nonostante i sorrisi mostrati ai cronisti in Transatlantico, aveva i nervi a fior di pelle.

Se il suo primo pensiero è quello di portare il Paese fuori dalla crisi con il suo governo, il premier guarda con preoccupazione anche alle fibrillazioni interne al suo partito. Nelle ultime ore non gli sono piaciute alcune critiche nei confronti dell’esecutivo e vigila con attenzione sulle voci di possibili gruppi autonomi da parte di Claudio Scajola e Beppe Pisanu. Il primo non preoccupa troppo il Cavaliere perché, nonostante gli alti e bassi, con l’ex ministro dell’Interno rimane una notevole fiducia e stima reciproca. «Claudio è un mio fedelissimo, mi segue da una vita e non mi tradirà», ha confidato il Cavaliere ad alcuni suoi collaboratori. Diverso è il caso di Pisanu, con cui i rapporti si sono raffreddati da tempo. «Ma un gruppo autonomo di dieci senatori non basta a mettere in difficoltà la maggioranza in Senato», ha aggiunto il premier. Secondo cui tutti questi movimenti di truppe non porteranno da nessuna parte perché «una vera alternativa al mio governo ancora non c’è». E il motivo, secondo il Cavaliere, è che nessuno in questo momento ha il coraggio di prendere il timone di una nave nel bel mezzo della burrasca.

di Gianluca Roselli

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Commenti all'articolo

  • saccard

    07 Ottobre 2011 - 14:02

    L'unica cosa che elettoralemente conta è che la manovra estiva infarcita di tasse sul risparmio degli italiani rimane. Quindi Berlusconi si vanti pure di questi grandi risultati.

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  • Ricafede

    07 Ottobre 2011 - 12:12

    sa di economia, quanto la Clerici di cucina. P. S. Ho fatto un esempio che possono capire anche gli elettori di destra.

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  • bepper

    07 Ottobre 2011 - 12:12

    Sicuramente Tremonti starà tremando, Silvio non ha il coraggio di contrastarlo e manda il suo picciotto. Romani tutor del super ministro dell'economia , talvolta B. riesce veramente ad essere spiritoso senza essere volgare. Forza Silvio, se lasci perdere per un attimo le tue osSESSiOni giudiziarie, riesci pure a farti dire chi sono Saccomanni e Grilli ed a cosa sono candidati.

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  • caio

    07 Ottobre 2011 - 11:11

    Romani tutor di Tremonti ??? uno che ha fatto fallire tutte le sue aziende,col suo diplomuccio di liceo classico, ha la pretesa di fare da tutor a un'economista come Tremonti che tutto il mondo ci invidia....solo in questo governo poteva succedere....

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