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De Benedetti minaccia il Cav "Sarà costretto a dire addio"

L'Ingegnere avverte: "Governo a fine corsa, lo faranno mollare". Duro con Marchionne: "Fiat sta uscendo da Italia"

De Benedetti minaccia il Cav "Sarà costretto a dire addio"
Più che un parere o una previsione, pare una minaccia. I cronisti chiedono a Carlo De Benedetti un giudizio sul governo Berlusconi e l'editore di Repubblica ed Espresso prima va giù piatto, sullo stile politico del suo prodotto: "Mi pare evidente che questo governo sia a fine corsa". Quindi diventa sibillino: "Se mi si chiede se Berlusconi farà un passo indietro, conoscendolo, la mia risposta è no. Se mi si chiede se sarà costretto a farlo, la mia risposta è sì". Non è chiaro chi costringerà il premier a fare un passo indietro. I poteri non troppo occulti della finanza? Il combinato Montezemolo-Marcegaglia? La congiura degli ex Dc?

Interpellato alla cerimonia per la commemorazione dei 50 anni della morte di Luigi Einaudi, De Benedetti si è esibito in un raffinato editoriale: "L'Italia si trova in una situazione assolutamente difficile, c'è la necessità che qualcosa venga cambiato perché quello che è avvenuto fino adesso, al di la della crisi mondiale, ha caratteristiche peculiari che riguardano l'Italia e non gli altri paesi europei". Secondo De Benedetti le forze in grado di cambiare l'attuale situazione sono i cittadini. "Lo dimostra il successo registrato dai referendum, quelli dei mesi scorsi e il milione e 200mila firme raccolte in pochi giorni per l'ultimo referendum sulla legge elettorale, questo dimostra che coloro che devono esserci ci sono e quelli che devono esserci sono i cittadini".

Dall'imprenditore nemico giurato del Cavaliere arrivano anche parole dure rivolte a Sergio Marchionne. L'uscita della Fiat da Confindustria "è un errore, in realtà la Fiat sta uscendo dall'Italia non dalla Confindustria". "Lo penso un errore - continua - perché certamente la Fiat ha fatto molto per questo paese ma credo che il paese abbia fatto di più per la Fiat di quanto la Fiat ha fatto per il paese. Anche nei momenti di difficoltà - prosegue l'ingegnere - il dialogo è possibile e non credo si possa addossare al sistema Italia la responsabilità, per esempio, della mancanza di modelli o che ci facciamo portare via le persone migliori da Volkswagen e da Audi. I problemi sono più complessi - ha concluso De Benedetti - e non si risolvono certo uscendo da Confindustria".

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Commenti all'articolo

  • frank-rm

    10 Ottobre 2011 - 13:01

    Il bolscevico De Benedetti, pur di far cadere Berlusconi, farà riesumare i cadaveri dei partecipanti della Rivoluzione di Ottobre 1917.

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  • prodomoitalia

    10 Ottobre 2011 - 10:10

    Adess te me propri rott i ball ! Mavaddàviaiciapp !

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  • nlevis

    10 Ottobre 2011 - 09:09

    vada da Debenedetti, lui si che le conserverà un bel posto di lavoro....

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  • nlevis

    10 Ottobre 2011 - 09:09

    mentre Lui, in Italia ,ci viene solo per portar danno e poi si "ritira" in Svizzera. Non sarà che la casta di confindustria si ribella al mancato obolo di 20 milioni di euro l'anno che Fiat "elargiva" ad una ssociazione che ha rappresentato sempre solo alcuni "imprenditori", quindi una casta?

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