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Pisanu & Co la sanno lunga: già iniziato il dopo Silvio

Stanco e nervoso, Berlusconi preoccupa i colonnelli e disorienta gli elettori del Pdl. Gli ex Dc hanno studiato tutto

Pisanu & Co la sanno lunga: già iniziato il dopo Silvio
Il futuro è una notte buia e nessuno può sapere che cosa si prepari  nell’oscurità. È una verità che vale per tutte le vicende umane, grandi o piccole che siano. E dunque vale ancora di più per le vicende politiche, di solito soggette a sorprese che nessuno aveva calcolato. Per questo è impossibile dire come finirà l’insorgenza dei parlamentari di centro-destra che non vogliono più il governo di centro-destra guidato da Silvio Berlusconi. Sto parlando del gruppo, grande o piccolo non so, guidato da Beppe Pisanu e da Claudio Scajola. Ho usato di proposito la parola insorgenza. Indica l’emergere improvviso di un atteggiamento, di una malattia, di una rivolta. E la prima domanda alla quale bisogna rispondere è la seguente: il caso Pisanu-Scajola era prevedibile all’interno del Pdl? Io ritengo di sì. Per un insieme di fattori che riguardano tutto il partito, dal vertice sino alla base elettorale.

Sul vertice, ovvero su Berlusconi, non credo di aver molto da dire. Ne ho parlato spesso, e da tempo, su Libero. I lettori conoscono la mia opinione: a diciotto anni dall’ingresso in politica, il Cavaliere non è più in grado di guidare un governo. Ormai lo giudicano così anche parecchi parlamentari del suo partito. E alcuni di questi non sono principianti: stanno con Silvio sin dalla sua discesa in campo e hanno fondato con lui Forza Italia. Berlusconi è il più anziano premier dell’Occidente. E oggi si trova nei guai sino al collo. È perseguitato dai magistrati, ma anche da se stesso. È nervoso, stanco, passa dall’euforia alla depressione. Si sente assediato da un complotto deciso da tre forze nemiche: pubblici ministeri, media e politici dell’opposizione. Medita strategie assurde, come quella di fondare un altro partito, personale, tutto suo. Come succede agli anziani, compreso il sottoscritto, sbrocca. Ossia dice sciocchezze letali, l’ultima è quella di Forza Gnocca.

Il sotto vertice è un mare in tempesta. Parlo del segretario politico Angelino Alfano, dei leader alla testa dei gruppi parlamentari, dei big più influenti. Anche loro si sentono prigionieri del bunker in cui si è rinchiuso Silvio. Il loro obiettivo non è più decidere riforme o leggi utili al paese, bensì resistere. Sino a quando? Fino alla primavera del 2012, come vuole Umberto Bossi, l’alleato più decisivo? Fino al 2013, scadenza naturale della legislatura, come sostiene Berlusconi? Il cerchio dei capi Pdl non sa darsi una risposta. Sono politici intelligenti, non diversi dagli avversari di centro e di sinistra. Ma non conoscono l’orizzonte temporale del loro impegno in Parlamento e vivono un nuovo tipo di precariato. Devono navigare a vista. Per di più su una nave che scricchiola ogni giorno come una barca che rischi di sfasciarsi. Con un equipaggio inquieto perché in preda all’incertezza. E spesso incline a ribellarsi.

Se interroghi questi big, come amico e non in veste di cronista, comprendi subito il loro dramma. Anche loro vorrebbero un cambio di marcia, con il ritiro del Cavaliere. Ma sono frenati da un sentimento che, a volte, conta anche in politica: la gratitudine. Dicono: senza l’avvento di Berlusconi, nessuno di noi esisterebbe. Non possiamo abbandonarlo al suo destino, in preda ai media che lo massacrano e ai giudici che lo vogliono in carcere. Scendendo di un gradino, c’è una domanda  che riguarda la base parlamentare del Pdl. Che cosa si aspetta e che cosa vuole? È molto difficile saperlo. Se la confronto con la struttura del vecchio Pci, negli anni Settanta e Ottanta, l’oscurità del Pdl è ben più profonda. Potrà sembrare un paradosso, ma leggere che cosa accadeva all’interno del Partitone rosso di Enrico Berlinguer era assai più semplice. Il segreto non era così totale. Big come Giorgio Amendola, Giancarlo Pajetta e Giorgio Napolitano parlavano con schiettezza. Bastava interpretare quel che dicevano ed era facile capire molto dell’aria che tirava nel Bottegone e dintorni.

Tuttavia oggi è meno complicato di un tempo intravedere che cosa si stia muovendo dentro il Pdl. L’insorgenza di Pisanu e Scajola ci aiuta a capire le novità già emerse e che emergeranno. La prima è che Berlusconi ha perso anche in casa lo scettro  del leader incontestato. Qualcuno dei suoi ha gridato che il re è nudo. Ossia non è più in grado di guidare il paese. Lo stesso giudizio vale per la maggioranza di centro-destra. Per molti è diventato urgente trovare una via d’uscita, anche per non morire sotto il terremoto della crisi economica che rischia di portarci alla stagnazione e poi al declino. Di Scajola so poco e non credo di averlo mai incontrato. Dicono che rivoglia  il potere di un tempo, ma questo è l’obiettivo di qualsiasi politico. In questo caso, l’essere stato democristiano non conta nulla. Di Pisanu so molto di più. Dopo la sua prima sortita, all’inizio di settembre, l’avevo punzecchiato su Libero. Dicendogli: non vuoi più Berlusconi? Bene, ma poiché sei stato nominato da lui, adesso dovresti dimetterti dal Senato. Era una critica all’eccesso, succede a tutti di  farne senza pensarci molto.

Pisanu è una persona seria. Lo è stato nella Prima repubblica, quando per cinque anni, dal 1975 al 1980,  ha retto la segreteria politica di Benigno Zaccagnini, il leader democristiano eletto dopo la caduta di Amintore Fanfani, sconfitto nella battaglia contro il divorzio. Anche per Pisanu quella fu un’epoca molto difficile, segnata dal sequestro e dall’assassinio di Aldo Moro. Se ripenso a quel giovane  politico sardo, nel 1975 aveva 38 anni, lo ricordo  come un professionista con i piedi per terra, di poche parole, abituato a riflettere prima di muoversi. Con il passare degli anni, la prudenza di solito aumenta. Per questo non credo che Pisanu sia cambiato. Deve aver riflettuto bene e a lungo, prima di parlare all’inizio di questo settembre con Repubblica e poi con il Messaggero. Sapeva di gettare una torcia accesa in un pagliaio, con tutte le conseguenze del caso.

Tuttavia, per Pisanu e per Scajola rimane aperto un problema non da poco.  Qualcuno rammenterà che cosa diceva Stalin a proposito del Vaticano: «Quante divisioni corazzate ha il Papa?». Quanti parlamentari del Pdl sono disposti a seguire i due insorgenti? Azzardo una risposta: molti più di quanti s’immagina. La stessa risposta ha dato uno dei falchi di Berlusconi, Giorgio Stracquadanio. Interrogato dal Corriere della sera, non si è mostrato reticente: «Nel Pdl vedo gente che rinnega la propria storia, ministri che non fanno squadra. Anzi, a proposito di questi ministri aggiungo: molti di quelli che andavano regolarmente in televisione da un po’ di tempo sono spariti. Come mai non vanno più a metterci la faccia?».

A quali big pensava il fedelissimo Giorgio? I giornali fanno tanti nomi. Ma ho imparato a non dare credito alle indiscrezioni troppo facili. Allo stesso modo credo poco ai sondaggi. Annuso nell’aria che il Cavaliere ha perso molti voti, però ne conserva sempre un buon numero. Saranno disposti a dar fiducia al partito di Forza Gnocca? Forse sì, forse no. Comunque non sarà una nuova parrocchia politica a mantenere in vita per molto tempo un governo Berlusconi. Il dopo Cavaliere è già iniziato. Ho il sospetto che durerà a lungo e non sarà indolore per nessuno. Potrà anche esserci un incidente parlamentare. Ma non cambierà il clima fetido che rischia di mandarci tutti al tappeto.

di Giampaolo Pansa

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Commenti all'articolo

  • orso grigio

    10 Ottobre 2011 - 13:01

    Formigoni si è messo sulla lista degli ingrati. Da ricordare con la signora bartolini. Non si vergogna?

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  • bruno osti

    10 Ottobre 2011 - 10:10

    ma quando Burlesque ha formato il partito (e nell'arco di questi 17 anni) coi peggiori rimasugli della DC, del PSI, del PRI, del PSDI, del MSI e financo della destra estrema parafascista (non tanto para e molto fascista) come è che non si sono mai sentiti né letti vostri commenti su questi personaggi, visto che già sapevate? Maldestri, siete solo dei maldestri

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  • guidoboc

    09 Ottobre 2011 - 20:08

    Ex D.C. ho detto tutto.

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  • bosco43

    09 Ottobre 2011 - 19:07

    Ma hanno pensato anche al ridimensionamento della CASTA,o lo fanno per salvarla???...ed inzupparci poi il biscotto???

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