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Gabanelli, pugnalata a Penati Così Milena affonda tutto il Pd

La giornalista al Corriere: "Quando Filippo parlava di questione morale...". Dura con BersanI: "Che aspetta a lanciare i giovani?"

Gabanelli, pugnalata a Penati Così Milena affonda tutto il Pd
Per Filippo Penati la sorpresa più amara forse non è arrivata dai pm di Monza, che lo hanno torchiato per 8 ore nell'interrogatorio di domenica, ma dalle pagine del Corriere della Sera. A colpirlo alle spalle è Milena Gabanelli. La giornalista di Report cita un'intervista realizzata a maggio dal collega Riccardo Iovene all'allora caposegreteria di Pier Luigi Bersani, poche settimane prima dello scandalo delle tangenti rosse nell'area ex Falck di Sesto San Giovanni. La Gabanelli, con la consueta meticolosità, ricorda le parole (oggi imbarazzanti) del capoccia democratico in Lombardia. A proposito dell'Expo 2015, Penati criticava l'ad Lucio Stanca, che guadagnava un doppio stipendio: dal Pdl e da manager, per oltre 300mila euro all'anno. "Alla fine - attacca Penati - ha preso un compenso molto alto, secondo me indebito... Io non ne faccio una questione legale... Ne faccio una questione di moralità". Ecco qua la buccia di banana. L'ex sindaco di Sesto e presidente della Provincia di Milano parla di responsabilità, rispetto del denaro pubblico, interesse della collettività. Un mese dopo ecco le accuse di mazzette e consorterie con gli imprenditori edili "amici", e ancora il caso Serravalle.

Dirigenti inadeguati - "Ci penserà il tribunale ad accertare i reati - scrive la Gabanelli sul Corriere - ma senza attendere i tempi delle sentenze gli elementi per una condanna morale sono già tutti lì". Le accuse a Penati sono quelle alla sinistra, al Pd e a un partito "che deve rifarsi la plastica". La Gabanelli punge poi il senatore Pd Carofiglio, scrittore e parlamentare parti-time. "Quanti orrori sono stati approvati perché gli onorevoli non hanno avuto il tempo di andare a leggere nelle pieghe degli emendamenti e perchP invece di essere in Aula stavano seguendo i processi dei loro clienti o semplicemente i fatti loro?", incalza la Gabanelli, che consiglia Bersani di aprire la strada a giovani amministratori locali invece di "tenerli confinati (...) a tenere in vita una macchina a cui sta fondendo il motore".

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Commenti all'articolo

  • Pirandellage

    11 Ottobre 2011 - 02:02

    Brava Gabanelli tra piacentini ci s´intende anche con poche parole perché quelle poche siamo abituati a dirle chiare. Brava ed gh´é ragion largo ai giovani ma i chseintan mia !

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  • vgrossi

    10 Ottobre 2011 - 20:08

    scrivi " che il pci e successivi cloni sono stati sempre molto abili nel gestire i finanziamenti acculti e nell'immunizzarsi dalla magistratura. " sono d' accordo con la seconda parte della frase, ma non con la prima. Non mi sembra che in generale siano "abili nel gestire", anzi molto alla buona (a chi sarebbe mai venuto in testa di far pagare 240 milioni un valore di 80 ? colpo secco e via ... solo che pensava di esser ultraprotetto, sennò avrebbe fatto in modo di dare meno nell' occhio, no?). Quindi tutto sta a che "le grane" non scoppino. Ma non siamo nel 1991, sono passati venti anni : alcune teste forse addirittura andate indietro, siamo al 1945/46 con le intercettazioni al posto del mitra, e qui ne abbiamo un bel campionario, ma non tutte. Credo che avere tentato di scalpellare l' equazione sinistra=angioletti e destra=ladri sia stato troppo stupidamente rozzo. Avrebbero dovuto tentare almeno sinistra=Robin Hood, rubiamo, ma a fin di bene ... Ma era, credo, troppo complesso...

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  • angelux1945

    10 Ottobre 2011 - 18:06

    c'è nell'aria un profumo di nuovo,e non d'antico, mi sà che chi imploderà sarà il pd e non il pdl e i sogni di gloria del trio bersani -di pietro -vendola andranno in fumo!!!!!!!! la base è stanca e l' epurazioni cominceranno presto!!!!!

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  • Armadillo

    10 Ottobre 2011 - 17:05

    "se saltasse fuori dall' indagine il sistema Sesto". Appunto, SE saltasse fuori. La storia insegna che il pci e successivi cloni sono stati sempre molto abili nel gestire i finanziamenti acculti e nell'immunizzarsi dalla magistratura. Hanno potuto contare su uomini fedeli e pronti al sacrificio pur di difendere il partito. Il caso Greganti fu eclatante: non parlò e si fece un bel periodo in gattabuia. Lo scandalo peggiore non fu che le indagini si bloccarono inspiegabilmente, ma che l'opinione pubblica di sinistra accettò la versione del "compagno che aveva sbagliato", quando era logico che un tal flusso di denaro non avrebbe certo potuto far capo al solo Primo Greganti, che era un semplice cassiere. E questo è un altro punto di forza: buona parte del loro elettorato è restio ad aprire gli occhi. Sono sicuri di sè, ai limiti della spavalderia. Chissà, forse la caduta di B potrebbe "agevolare" le indagini sul pd...

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