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Se Umberto Bossi è più debole la Lega torna di nuovo forte

La leadershipi è al capolinea ma i lumbard sono più carichi che mai, Nel Carroccio è la base, non i colonnelli, a sfidare il capo

Se Umberto Bossi è più debole la Lega torna di nuovo forte
C’è un dato positivo per il popolo leghista: vive e lotta come non mai. Nonostante le censure di «Radio Padania», il divieto di congressi in Veneto, l’imposizione di segretari dall’alto in quel di Varese, cioè la culla del Carroccio. A differenza del Pdl, dove sono i colonnelli a scaldarsi e agitarsi in vista del dopo-Berlusconi, nella Lega è la mitica base che  sfida  il grande capo, tra l’altro a viso aperto e senza cene carbonare. E la base, al congresso più discusso degli ultimi anni, non chiedeva posti ma solo di votare. I militanti volevano esercitare un diritto sancito nei regolamenti, tanto declamati da chi vuole denigrare i vari Flavio Tosi per essere poco leghisti, ma poco rispettati quando si tratta di proteggere un cerchio, quello magico, che non rappresenta una corrente vera e propria, ma solamente un centinaio di aderenti su centinaia di migliaia di iscritti al Carroccio. Insomma, i milioni di padani pronti a scendere in piazza per l’autonomia
della Padania ci sarebbero, peccato che non vogliano più vedere Rosi Mauro alla loro guida.

E il guaio di Umberto Bossi è uno solo: non è più primus inter pares, non riesce più ad applicare il divide et impera di romana memoria. È sceso dal trono e si è messo alla stessa altezza dei suoi colonnelli, ma non per la scelta di Canton come candidato unico. In fin dei conti ci sta che il segretario decida un nome. Il guaio è stato che, vista la mala parata in sede di congresso, abbia impedito la votazione. Ha detto bene un sindaco, prima della non votazione: un conto è l’autorevolezza, un altro è l’autorità. Bossi ha sempre approfittato degli scontri fra i suoi per imporre la  leadership. Altri tempi: all’epoca il capo era più in salute. E soprattutto non esitava ad espellere chi non gli stava simpatico. Ora fa più fatica a cacciare i ribelli (perché sono portatori sani di voti) e così lascia passare circolari in linea col contestato quadro ad ArtVerona, dove la sala delle riunioni leghista era paragonata a quella nazista e fascista.

La circolare-bavaglio infatti è stata adottata anche dalla Liga Veneta, dopo l’improvvisa riunione del direttivo del partito domenica pomeriggio a Padova: in teoria il segretario veneto Gian Paolo Gobbo avrebbe voluto commissariare la sezione di Verona guidata da Paolo Paternoster, vicino a Tosi. Ma il presidente della Liga, cioè il sindaco di Verona, è riuscito a salvare la pelle sua e quella del suo segretario. Ha trovato un compromesso, che però non è incoraggiante per la vita democratica padana: stop ai congressi provinciali. E così chissà quando si terranno quello nazionale veneto e quello lombardo. In attesa, prima o poi, anche di celebrare il federale. Roberto Maroni se ne sta  zitto zitto. Domenica ha votato e poi ha lasciato i militanti   urlare e strappare le tessere. È anche vero che non gli conviene giocarsi il rapporto con Bossi per Canton. Però il tempo stringe: la base è più avanti dei suoi capi. O si esprime o salta giù dal Carroccio.

di Giuliano Zulin

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Commenti all'articolo

  • spalella

    11 Ottobre 2011 - 18:06

    E quando mai un esercito ribelle ha vinto nulla se i suoi capi erano dei perdenti ? la base avrà anche le idee chiare, ma nel cesso romano ci vanno i colonnelli ed il leader, e se questi le idee le hanno confuse la base se la prende in quel posto.... ci hanno pensato a questo i lombardi ?

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  • iltrota

    11 Ottobre 2011 - 16:04

    Intanto a Varese hanno "eletto" segretario tale Canton: la sua prima dichiarazione è da cretino patentato (<<I leghisti sono pronti a combattere con le armi...per l' indipendenza della Padania>> o str0nz@te simili. Questo è il nuovo che avanza in Padania: farabutti!!

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  • avalon42

    11 Ottobre 2011 - 14:02

    " Quasi più sorridenti di Renzo Bossi, alias Il Trota, che per l’occasione ha sfoggiato - oltre a un ostentato sorriso - anche il suo nuovo suv Bmw acquistato con lo stipendio da consigliere regionale. E sì che il padre domenica a Varese per giustificare l’imposizione del suo segretario provinciale aveva parlato dei figli come di due giovani che «nel partito pagano la colpa di essere figli miei»"(Il Messaggero) Quando i leghisti smetteranno di farsi prendere per i fondelli dal Pernacchia ?

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  • angelo.Mandara

    11 Ottobre 2011 - 11:11

    Anche considerando il "condono" un'operazione irrazionale...anche se immediata. Non ultimo, come non percepire il corto circuito verificatosi nel triangolo...Barletta-Berlusconi-Putin ? Morale: ogni giorno in più di resistenza del Premier..di "A" ne è rimasta solo più una (dalle Agenzie di rating (valutazione) e la nostra industria sempre meno competitiva. Dio ci protegga ! Salut Angelo Mandara

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