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Il discorso di Berlusconi: "O me o le elezioni"

Berlusconi in Aula: "Martedì situazione anomala ma non c'è alternativa a noi, l'Italia in mano a sfascisti". Bossi: "Domani sera il governo ci sarà"

Il discorso di Berlusconi: "O me o le elezioni"
No al governissimo e alle elezioni anticipate, al governo Berlusconi non c'è alternativa nonostante lo scivolone "tecnico" di martedì sul rendiconto della finanziaria. E' il succo dell'atteso discorso di Silvio Berlusconi alla Camera, in attesa del voto di fiducia in programma domani, venerdì 14 ottobre. Non sfugge il riferimento, gentile, al presidente Napolitano, il cui comportamento è stato definito ineccepibile. E Umberto Bossi, a caldo, approva: "Domani sera il governo ci sarà ancora", blindando di fatto la fiducia.


Le scuse e il rilancio - "Una situazione anomala, di cui chiedo scusa": così Silvio Berlusconi inizia il suo discorso alla Camera per chiedere la fiducia dopo lo stop del governo nel voto sul rendiconto della finanziaria 2010. "Il governo è l'unico abilitato a rispondere della crisi. Non nascondo la gravità di quanto accaduto martedì, ma non può avere ricadute istituzionali", anche perché "il governo presenterà un nuovo provvedimento sul rendiconto generale dello Stato, abbiamo il dovere di farlo". La legge sul rendiconto generale dello stato "appartiene alla categoria delle leggi formali, senza cioè le caratteristiche sostanziali. Sono dati e bilanci elaborati dalla Ragioneria generale e asseverati dalla Corte dei Conti, che attesta la veridicità dei dati e il rispetto dei vincoli finanziari. Il suo contenuto è inemendabile, il Parlamento dà una copertura legislativa del bilancio. Parlare di sfiducia è totalmente improprio".

Nessuna alternativa - Il governo, dunque, spiega Berlusconi, "vuole porre rimedio al negativo episodio di martedì. Non c'è alternativa per il bilancio e per il funzionamento dello stato, e sul piano politico non c'è alternativa credibile a questo governo". L'Aula, con l'opposizione fuori, applaude. "E' finita l'epoca in cui i governi li faceva una casta di capipartito, ora i governi li fanno gli elettori". Quindi una carezza a Giorgio Napolitano: "Il presidente della Repubblica, impeccabile, ha sorvegliato il corretto funzionamento delle Camere senza fare politica". Se cade questo governo, aggiunge Berlusconi, l'Italia "cadrebbe in mano a una opposizione leninista, sfascista e comunque frastagliata e, direi, sparita". "Mai, come in questo momento, sentiamo l'esigenza di non accettare la richiesta di fare un passo indietro. Le elezioni anticipate non sarebbero la soluzione ai problemi che abbiamo". Il no di Berlusconi ad un governissimo o a un governo tecnico, dunque, è netto.

Attacco all'opposizione - "Contro di me una campagna di inusitata violenza. L'opposizione è unita dall'antiberlusconismo ma divisa su tutto. Il suo primo atto al governo sarebbe rifiutare la lettera inviataci dalla Banca centrale europea".

Fine legislatura - Il governo andrà avanti fino al 2013 per realizzare la riforma federale, del fisco, della giustizia per porre fine al suo uso politicizzato. Chi vuole fare proposte concrete e discutere e prepararsi alle elezioni dando prova di responsabilità civile, sarà nostro utile interlocutore. Le istituzioni si rispettano non facendo perdere tempo al Paese".

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    14 Ottobre 2011 - 07:07

    Quale discorso? Non ha detto nulla. Non ha risposto al Capo dello Stato, non all'UE, non ha detto come conta di rilanciare l'economia. Quanto agli sfascisti, deve riflettere che ormai non c'é piu' nulla da sfasciare: l'ha fatto lui. Fatto! La situazione comincia a fare molta paura, un irresponsabile al potere ci riguarda tutti.

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  • biri

    14 Ottobre 2011 - 07:07

    Le mie frasi saranno forse ovvie, come lo è la verità, una volta che la si conosca. Le sue, molto spesso, purtroppo non sono ovvie, per l'ovvio motivo che non significano nulla e il nonsense, com'è ovvio, non è mai ovvio. Quanto alla caccia ai traditori, si prega di fare riferimento alle sgangherate campagne sulle abitazioni di Montecarlo. Premesse queste ovvietà, credo che i radicali voteranno contro la fiducia, con ciò confermando la vanità delle sue elucubrazioni, assolutamente non ovvie.

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  • paperino1954

    14 Ottobre 2011 - 07:07

    Grande analisi politico sociale del piu' grande statista degli ultimi 150 anni! L'Italia e' in mano agli sfascisti! Diomio ma allora sen'e' accorto pure lui......?

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  • omega46

    14 Ottobre 2011 - 00:12

    di patria non fate più parlare pdc,perchè come apre bocca la borsa cade, e anche la ns. borsa acquifera cade semper più giù in quanto si empie.Saluti

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