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Gianni Letta a Palazzo Chigi: idea esecutivo con l'Udc

La via di fuga: se la situazione precipita, il Cav ha pronto un piano B: il sottosegretario a capo di una nuova coalizione di centrodx

Gianni Letta a Palazzo Chigi: idea esecutivo con l'Udc
L’ipotesi è stata fatta, ma per ora viene accantonata. Pronta a essere ripescata nel caso in cui la situazione nella maggioranza e in Parlamento diventasse insostenibile. Premessa: Silvio Berlusconi vuole restare al suo posto e non pensa assolutamente a un passo indietro. Come ha ribadito anche ieri nel suo discorso a Montecitorio. Ma un piano B il Cavaliere lo ha messo in conto durante i tanti colloqui con lo stato maggiore del suo partito. Secondo il premier, il nome da cui si sentirebbe garantito in caso di sue dimissioni è quello di Gianni Letta. Che dovrebbe mettersi alla guida di una coalizione di centrodestra possibilmente allargata all’Udc di Pier Ferdinando Casini. Ma non a Gianfranco Fini, perché i finiani al governo il Cavaliere non li vuole vedere nemmeno dipinti. Alternativa a Letta sarebbe un governo Alfano, ma è un’ipotesi più lontana, perché in questo modo si brucerebbe il candidato del Pdl alle prossime elezioni.

L’idea gli è stata proposta anche da Claudio Scajola, e il Cavaliere ha abbozzato. «Meglio un governo Letta con Pdl e Lega che un salto nel vuoto e magari la possibilità di un esecutivo tecnico che ci tenga in ostaggio fino al 2013», spiega un deputato dell’entourage del Cavaliere.  Su questa possibilità è d’accordo anche Umberto Bossi. E lo stesso Letta avrebbe dato la sua disponibilità, ma solo in caso di extrema ratio. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio, infatti, è uomo abituato a muoversi dietro le quinte e passare al centro del palcoscenico non è tra le sue ambizioni. Si tratterebbe, però, di un sacrificio nell’interesse del Paese, per evitare un ribaltone come quello del 1995.  Casini, da parte sua, ha lasciato intendere più volte al Pdl che «se il Cavaliere fa un passo indietro, ci si può mettere intorno a un tavolo e discutere». E un governo Letta, in questo particolare momento di difficoltà economica e politica, sarebbe gradito anche a Giorgio Napolitano. Chi invece rimarrebbe con un pugno di mosche in mano è l’opposizione, a cominciare dal Pd: un governo di centrodestra guidato da Letta non è certamente quello che Pier Luigi Bersani ha in mente ogni qualvolta chiede le dimissioni di Berlusconi.

di Gianluca Roselli

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Commenti all'articolo

  • piccioncino

    15 Ottobre 2011 - 08:08

    Sento filtrare..una disgustosa..flautolenza maleodorante...che ci sta avvolgendo...Prepariamoci..a nuotare nel..pantanp nero..

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  • perfido

    14 Ottobre 2011 - 23:11

    Ho ragione ancora quando dico che voi tutti "i politici" collaboratori del Premier, non siete capaci a nulla, anzi, mi correggo, solamente a fare gli affari vostri. Sono solo Berlusconiano, però oggi speravo proprio che cadesse il governo, da fare in modo che tanti di voi "lestofanti" ritornassero nell'amata terra di provenienza, a fare cosa non sò, però è meglio se provate a toccare un pò il fondo. E' da lì che dovete ripartire, se un domani volete affiancare nuovamente chi col niente vi ha fatto sentire "qualcuno". Intanto, vergognatevi per aver fatto arrivare il Premier a chiedere scusa in Parlamento. Saluti.

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  • vgrossi

    14 Ottobre 2011 - 12:12

    saggiamente scrivi "Ci manca solo un nuovo messia che consegni le tavole all'ispirato-spiritato Franceschini e che si preoccupi poi di portarle in visione alla camera." E dici poco ? Ma, dai, un' idea ce l' avrei (provocazione della provocazione nella provocazione) : l' on. Berlusconi vota contro la fiducia, fa cadere il governo Berlusconi, fa una autocritica da mandare in brodo di giuggiole il Migliore nel suo avello e passa illico et immediate al gruppo parlamentare del PD. Le sx finalmente avrebbero un leader, no ? Naturalmente, autocritica a parte, potrebbe sempre chiedere informazioni sul metodo all' on.le Presidente della Camera, lui ne sa e non poco in merito (NOTA: diversamente dal mentore, tuttavia, non credo che l' on. Berlusconi vorrebbe continuare ad essere il presidente del PDL, ma non si sa mai)

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  • vgrossi

    14 Ottobre 2011 - 12:12

    vedo che Ella non ha capito un accidente del mio (quasi) scherzoso post. Glielo rispiego con parole piane : a mio parere il signor Berlusconi, Silvio se badasse unicamente alla propria salute ed ai propri fatti avrebbe tutto da guadagnare ad organizzarsi una "sfiducia pilotata" e con quattro alchimie di palazzo, magari, a fabbricarsi un governo Letta (o un Di Pietro o qualsiasi cosa se le ampolle alchemiche andassero male). Per tale sig. Berlusconi, Silvio sarebbe un grande vantaggio e si potrebbe godere in santa pace le sofferenze di chi lo ha fatto soffrire, il che non è eccessivamente cristiano, ma ragionevole nel perverso mondo. L' on. B, e meno ancora il PdC B., tuttavia, non possono permettersi questi sollievi, e quindi debbono tenere duro, e cadere se sfiduciato, e, politicamente, dare una indicazione precisa di come si muoverà il PDL nelle venture eventuali consultazioni. Tutto qui, con buona pace del Suo serioso post. Ma era così difficile da capire ?

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