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Il Cavaliere si è convinto: tutti al voto nel 2012

Nel discorso l'avvertimento ai peones: se cado dite addio a posto e pensione. E al Quirinale: i governi li fanno gli elettori

Il Cavaliere si è convinto: tutti al voto nel 2012
L’applauso a Giorgio Napolitano tributato in aula dalla maggioranza, quando Silvio Berlusconi ha elogiato «l’alta vigilanza arbitrale del Presidente della Repubblica», e la sicurezza ostentata dal premier e da Umberto Bossi sull’esito della conta di oggi, sono pura apparenza. Il discorso del Cavaliere in realtà è stato duro nei confronti del Quirinale e persino minaccioso verso i peones della maggioranza. Berlusconi ha dovuto farlo perché, al di là delle necessarie pose di facciata, il successo del governo nel voto odierno è tutt’altro che scontato. Tanto che ieri, per convincere gli indecisi a non mollarlo, il premier è stato costretto a terrorizzarli. Dei 630 deputati attuali, ben 244 sono alla prima legislatura, e gran parte di questi fanno parte della maggioranza. Tutti costoro, per maturare il diritto al vitalizio (la “pensione dei parlamentari”) al compimento del 65esimo anno d’età, dovranno svolgere almeno cinque anni di mandato. In parole povere non possono permettersi il voto anticipato. Anche perché, per molti, la rielezione è un miraggio.


Lo sanno bene loro e lo sa anche Berlusconi. Che infatti nel discorso ha inserito un avviso molto chiaro: il Parlamento «dà e toglie apertamente la fiducia politica, ma quando una maggioranza e il suo leader la perdono, la parola deve ritornare agli elettori». Non serve traduzione, l’avvertimento è chiarissimo: se affondate il governo si torna subito al voto. E quindi il vitalizio ve lo scordate e il giorno del vostro 65esimo compleanno, anziché festeggiare il primo di una serie di bonifici che vi accompagnerà per tutta la vita, piangerete lacrime amare. Il presidente del Consiglio non è il solo a battere su questo tasto. Proprio perché gran parte della partita si gioca sulle aspettative previdenziali dei deputati di prima nomina, l’ipotesi che viene proposta a tutti costoro dall’opposizione non può essere certo il rapido ritorno alle urne. Il disegno prevede invece di dar vita a un governo tecnico sorretto da una grande alleanza, alla quale aderirebbe una quota consistente di parlamentari fuoriusciti da Pdl e Lega e riuniti in nuovi gruppi. Insomma, una sorta di «operazione Responsabili» in direzione opposta e con numeri che dovrebbero essere resi ampi dal crollo della leadership politica del Cavaliere.

Berlusconi ha cercato di convincere i novellini di Montecitorio che una simile strada può portarli solo alla perdizione. Se qualche parlamentare pensa di arrivare al vitalizio portando Mario Monti a palazzo Chigi, il Cavaliere gli fa sapere che sarebbe un’operazione suicida: «C’è in questo Parlamento qualche persona di buon senso che può veramente credere che un governo tecnico avrebbe più forza di un governo democraticamente legittimato?». In parole povere l’unica salvezza (per il Paese, per il Parlamento e per il sospirato vitalizio) è lui, che si fa ammiccante quando dice che «le elezioni anticipate non sarebbero una soluzione per i problemi che abbiamo». Guarda caso uno dei passaggi più applauditi del suo discorso, sebbene poco prima lui stesso non si fosse fatto problemi a minacciare il voto nella primavera del 2012.

Anche Pier Ferdinando Casini sa che la questione pensione è decisiva. Infatti ieri ha provato a fare breccia nei cuori dei pidiellini e dei responsabili con l’argomento opposto: non votate la fiducia a Berlusconi, perché la sua strategia è quella di tornare alle urne nel 2012 e di «non ricandidare metà dei parlamentari che gli votano la fiducia». Il governissimo, invece, potrebbe imbarcare «gran parte del Pdl», offrendo una ciambella di salvataggio a tutti i bisognosi. Strategia pericolosa, tanto da costringere i berlusconiani a contrattaccare subito: è il leader dell’Udc, dicono, che vuole far cadere il governo per andare a elezioni anticipate, in modo da evitare che in primavera si voti il referendum per il ritorno al vecchio sistema elettorale, il Mattarellum, che Casini teme come la peste. «E se c’è uno che non è mai stato in grado di garantire la rielezione dei suoi, questo è proprio Casini», ricorda a tutti un sottosegretario di fede forzista.

Il problema è che Berlusconi, per essere convincente nel sostenere che l’unica alternativa a questo esecutivo è il voto, ha dovuto dire che «ora i governi li fanno gli elettori, votando per un simbolo in cui è esplicitamente indicato il capo della coalizione candidato alla presidenza del Consiglio». Nessun dubbio che questa sia la prassi delle ultime legislature, ma la Costituzione assegna sempre la scelta del capo del governo al presidente della Repubblica. Il quale pensa di avere tutto il potere, se necessario, per affidare l’incarico a un’altra persona. Così come spetta al Quirinale, e non al premier, sciogliere le Camere: quando sente Berlusconi dire in Parlamento «o me o il voto anticipato» Napolitano ritiene di subire uno sgarbo istituzionale. Berlusconi lo sa, ma ieri ha dovuto fare il duro con gli incerti e non ha potuto guardare troppo per il sottile. Segno che la situazione è complicata davvero, ma su questo non c’erano dubbi.

di Fausto Carioti

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Commenti all'articolo

  • ivio.paperini

    14 Ottobre 2011 - 13:01

    se per esmpio noi poveri palle che ci hanno preso per il culo fino ad ora provassimo a scuotergli la polvere dalle giacche a questi parlamentari farabutti e di cacca?senza contare giudici e industriali.Questa è l'esasperazione di una persona mplto pacifica e tranquilla non credo di essere solo perchè penso ce ne siano a milioni cittadini che si sono rotti i coglioni.non esistono parole per definire tutta questa cricca di farabutti.....io non voto più.

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  • scorpione2

    14 Ottobre 2011 - 13:01

    si e' tristemente vergognoso al comportamento di quet'uomo, ma vai a fare in culo pezzo di merda.

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  • scorpione2

    14 Ottobre 2011 - 13:01

    ricattare quei pseudi ministri,votatemi altrimenti addio pensione,certamente e' un bel discorso di compraventita, complimenti evviva la sincerita'.

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  • bellanto

    14 Ottobre 2011 - 13:01

    o p.d.m. è meglio!

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