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Maroni: "Serve carcere preventivo"

Pugno duro del governo, perquisizioni contro gli anarchici in tutta Italia, Il ministro: "Ha ragione Di Pietro, serve una legge Reale bis"

Maroni: "Serve carcere preventivo"
Custodia preventiva per tutti i possibili violenti. Dopo Antonio Di Pietro, è il ministro degli Interni Roberto Maroni a invocare una "nuova legge Reale bis", la legge abrogata nel 1978 che prevedeva misure più dure in materia di ordine pubblico. "Domani riferirò in Senato - ha detto Maroni - ma devo dire che, per una volta, sono d’accordo con Antonio Di Pietro, che oggi ha detto che servono nuove norme per prevenire". Gli scontri gravissimi di sabato a Roma fanno premere a Maroni (che però, nel corso della devastazione, non era nella Capitale) l'acceleratore per introdurre "nuove misure legislative che possano consentire alle Forze di Polizia, alle Forze dell’Ordine, di prevenire più efficacemente i fatti, le violenze, come quelle di sabato". Nello specifico, la Legge Reale (introdotta nel 1975 e abolita dopo referendum) prevedeva il diritto delle forze dell'ordine di imipegare armi, qualora necessario, ed estendeva il ricorso alla custodia preventiva anche in assenza di flagranza di reato, permettendo un fermo preventivo di 96 ore entro le quali andava emesso decreto di convalida da parte dell'autorità giudiziaria.


I blitz-  Nel frattempo, il governo ha agito con il pugno di ferro organizzando con le forze dell'ordine operazioni dalla Lombardia alla Sicilia  contro gli anarco-insurrezionalisti, considerati gli artefici del disastro di sabato (gli arresti per ora sono dodici). Le perquisizioni si sono concentrate dove è più forte la presenza di aree antagoniste. In particolare ad esempio a Torino dove è storicamente forte la presenza di centri sociali vicini agli anarchici. Nell’ambito dell’operazione tesa a identificare i responsabili degli scontri durante la manifestazione di Roma, agenti della Digos e carabinieri stanno eseguendo perquisizioni anche a Milano. Nel capoluogo lombardo non vi sono stati arresti. A Napoli si cerca negli ambienti degli ultrà. Una ventina di perquisizioni sono state fatte eseguite tra Cosenza e alcune località della provincia da polizia e carabinieri nell'ambito dell'operazione scattata a livello nazionale contro gli anarco insurrezionalisti. Le perquisizioni, secondo quanto si è appreso, hanno interessato persone coinvolte in passato in indagini sui centri sociali. A Roma si cerca negli ambienti dell'estremismo per individuare chi può aver dato supporto logistico ai manifestanti. Polizia e Carabinieri sono all'opera a Padova e provincia da questa mattina per effettuare sei perquisizioni in altrettante abitazioni nella disponibilità di una quindicina di attivisti del centro popolare occupato Gramigna, punto di riferimento degli anarco-insurrezionalisti nel Veneto centrale.

Rischiano da 3 a 15 anni - Le dodici persone arrestate per le devastazioni di sabato rischiano una condanna da tre a quindici anni di reclusione (il più giovane degli arrestati è del '92, il più grande dell'81). La procura di Roma ha già chiesto al gip Elvira Tamburelli la convalida dell'arresto e l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere dopo gli incidenti con le forze dell'ordine. A tutti viene contestato il reato di resistenza a pubblico ufficiale pluriaggravatra dal lancio di oggetti contundenti, dall'aver agito in più persone e tutte travisate. Il procuratore aggiunto Pietro Saviotti e il pm Marcello Monteleone hanno preferito non percorrere la strada del processo per direttissima perché, sottoponendo al gip gli esiti dei primi accertamenti urgenti, intendono approfondire circostanze e condotte che possono portare a contestare - anche agli stessi dodici indagati - i reati di incendio e devastazione, oltre a quelli di lesione a pubblico ufficiale e danneggiamento.

Milano - Digos e Carabinieri hanno perquisito alcune persone che facevano riferimento all'ex Bottiglieria, spazio occupato e sgomberato circa un anno fa in via Savona. Si tratta di giovani poco più che 20enni appartenenti all'area anarchica.

Padova
- Sei perquisizioni in altrettante abitazioni nella disponibilità di una quindicina di attivisti del centro popolare occupato "Gramigna". Durante le perquisizioni gli agenti non avrebbero però trovato oggetti direttamente riconducibili alle devastazioni di sabato scorso a Roma. Una sede del centro popolare occupato era già stata perquisita il 28 settembre assieme alle abitazioni di alcuni degli attivisti perquisiti nuovamente stamattina.

Bologna - Sono sei le perquisizioni compiute a Bologna dalla Polizia nei confronti di 12 persone dell'area anarchica bolognese, un gruppetto che fa parte di quella trentina di soggetti coinvolti nell'inchiesta del 6 aprile scorso, quando vennero arrestati alcuni anarchici del Circolo "Fuori Luogo". E' stato trovato materiale utilizzabile nel corso di manifestazioni: maschere antigas, fumogeni, paracolpi per gambe e schiena, caschi integrali, passamontagna, bombolette spray.

Firenze
- Sei persone vicine all'anarco-insurrezionalismo sono state fermate domenica in Toscana mentre erano di ritorno da Roma. Viaggiando su un furgone dentro al quale è stato trovato "materiale utilizzato probabilmente durante gli scontri nel corso della manifestazione di sabato". In altre perquisizioni nel capoluogo toscano sono strate trovate maschere antigas e passamontagna. Le persone oggetto di accertamenti sono una ventina, perlopiù di area anarchica.

Roma - La Questura capitolina ha concentrato le proprie attenzioni sull'area dell'estremismo radicale. Controllate alcune persone.

Napoli - Perquisizioni e controlli sono in corso presso abitazioni di aderenti e simpatizzanti dell'area antagonista. Continuano le attività info investigative.

Cosenza - Una ventina di perquisizioni sono state fatte eseguite stamani tra Cosenza e alcune località della provincia da polizia e carabinieri nell'ambito dell'operazione scattata a livello nazionale contro gli anarco insurrezionalisti. Le perquisizioni hanno interessato persone coinvolte in passato in indagini sui centri sociali. Dai controlli non sarebbero emersi elementi utili alle indagini sulle violenze di sabato.

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Commenti all'articolo

  • carlozani

    18 Ottobre 2011 - 07:07

    Anche in altre occasioni dove questi deliquenti avevano sfasciato tutto e da più parti si invocava una punizione esemplare e contrariamente da quanto ci si aspettava ,venivano messi in libertà dai magistrati leggittimando così le loro azioni. Cosa possono fare i poliziotti che hanno le mani legate perchè se uno di quei violenti rimane ferito vengono indagati per l'uso sproporzionato della forza.? Carlo Zani

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  • ciannosecco

    17 Ottobre 2011 - 20:08

    Mi raccomando,la fucilata con palla franca,quelli con i pallini non sono adatti.

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  • corto lirazza

    17 Ottobre 2011 - 20:08

    farebbe sempre tredici al totcalcio se lo lasciassero giocare la schedina il lunedi' dopo tutte le partite. Bravo! cosi' come con i tunisini sei riuscito a fare un'altra figura da tuo cognome al singolare!

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  • corto lirazza

    17 Ottobre 2011 - 19:07

    e' un buono a nulla o un buono a poco, ma qui il problema e' piu' ampio. Non vi ricordate che i compagni hanno intitolato una stanza o un ufficio al parlamento a quel delinquente che, mascherato, lanciava democratici estintori contro la polizia, e che o il padre o la madre sono stati eletti in un qualche partito comunista?

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