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Silvio telefona a Lavitola: "Facciamo la rivoluzione"

Repubblica sbatte in prima gli sfoghi di Berlusconi, che sbotta: "Non conto un cazzo. Assediamo Palazzo di Giustizia"

Silvio telefona a Lavitola: "Facciamo la rivoluzione"
La tregua era durata qualche giorno. Fin troppo, evidentemente. Puntaule, Repubblica ha ripreso a diffondere intercettazioni, telefonate private del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Le ultime schiaffate in prima pagina sono altre conversazioni con Valter Lavitola. Risalgono all'ottobre 2009, pochi giorni dopo che la Corte Costituzionale ha parzialmente bocciato il Lodo Alfano. Il Cavaliere, assediato a livello mediatico e giudiziario, si sfoga. 

"La gente non conta un cazzo" - "Non conto niente... Che cosa vuoi che conti ... Hai visto la Corte Costituzionale che ha datto che io sono esattamente come gli altri ministri... Quindi non ho bisogno di tutele - si sfoga con Lavitola -. Allora, parliamoci chiaro, la situazione oggi in Italia è la seguente: la gente non conta un cazzo... Il Parlamento non conta un cazzo... Siamo nelle mani dei giudici di sinistra, sia nel penale che nel civile, che appoggiandosi alla Repubblica e a tutti i giornali di sinistra, alla stampa estera...". Laconico il commento di Lavitola: "Ci fanno un culo come una casa".

"Consulta occupata" - Ma il premier continua a togliersi sassolini dalle scarpe, spiegando che "poi quando in Parlamento decidono qualcosa che alla sinistra non va, interviene il presidente della Repubblica, che intanto non te la fa fare prima...come quella delle intercettazioni...e poi passa tutto alla Consulta, che hanno occupato, e con undici giudici la bocciano".

"Facciamo la rivoluzione" - Poi c'è il passaggio più duro. Berlusconi spiega che quando viene aggredito dalla stampa e "semplicemente chiede un danno per far capire a questi giornali che non possono andare avanti così, rivolgendosi in maniera disarmata a quella magistratura civile che gli è ostile dicendo 'se per caso trovo un giudice onesto e vinco, quello che porto a casa lo da a un'istituzione benefica'...ti dicono che non c'è la libertà di stampa, che lui è un dittatore...". Quindi il Cavaliere lascia intendere di non star bene e di pensare al ritiro. C'è poi una seconda opzione. Lo sfogo privato che per Repubblica diventa titolo da prima pagina, diventa lo scandalo, la minaccia. "Oppure facciamo la rivoluzione, ma la rivoluzione vera... Portiamo in piazza milioni di persone, facciamo fuori il palazzo di giustizia di Milano, assediamo Repubblica: cose di questo genere, non c'è un'alternativa...".

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Commenti all'articolo

  • vgrossi

    18 Ottobre 2011 - 12:12

    scrivi "Il PdC è esasperato per la difficile situazione economica, per i disoccupati, per la crisi dell'Euro e del debito pubblico ? Ma che scherziamo ! I PdC è esasperato per i fattacci suoi !" e sbagli di grosso, per questioni di italiano. Esasperato significa (Tommaseo, pag 652, vol 7,ed BUR 1977) 'adirarsi grandemente, irritarsi', il che è proprio dei, perdona il bisticcio, "fatti propri", ossia attinenti alla propria persona. La situazione economica, la disoccupazione, la crisi eccetera possono e debbono generare altre condizioni mentali, quali la preoccupazione prima di tutto, se vuoi anche in negativo paura o scoraggiamento, o in positivo determinazione o riflissione, ma non certi ira od irritazione : che fai, ti irriti con la crisi e ti arrabbi per la situazione economica ? tu, io, chiunque potrebbe arrabbiarsi per la situazione economica o il debito pubblico, visto che noi tutti siam puramente PASSIVI, scontiamo gli errori di altri che non controlliamo.

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  • fdrebin

    18 Ottobre 2011 - 09:09

    le statistiche sul 60% di sottobosco chi te le passa? L'ufficio stampa di B.?

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  • Noidi

    18 Ottobre 2011 - 09:09

    A quanto vedo qui nessuno ha idea di cosa sia l'omertà e quello che significa la "famiglia" per i mafiosi. Pur di non parlare venderebbero la mamma, non a caso la "famiglia" viene molto prima della famiglia reale, quindi non mi stupisco che si sia lasciato morire senza fare nomi. Ricordiamoci che fino agli anni '70 neanche si sapeva come fosse organizzata cosa nostra, addirittura se ne negava l'esistenza. Inoltre se avesse fatto i nomi probabilmente la "famiglia" si sarebbe occupata di far sparire la vera famiglia. Quindi non stupirti Borgofosco se Mangano non ha fatto i nomi. Quelli non sono mezzeseghe come voi che al primo problema se la fanno addosso. Quelli sono criminali che si fanno tagliare le palle piuttosto che parlare. Per quanto riguarda jack1, visto che non credi a nessuna sentenza della magistratura allora sei ancora più anarchico di quei teppisti che hanno devastato Roma. Inoltre mi faccio raramente lo Shampoo, con la testa rasata non ne ho bisogno.

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  • darkstar

    18 Ottobre 2011 - 01:01

    Sono pienamente d'accordo con quanto affermato da Berlusconi: L'Italia é davvero una repubblica giudiziaria dove la giustizia esiste solo per gli amici degli amici, un paese in cui tutti vorrebbero cambiare le cose, ma chi prova a fare realmente qualche cambiamento viene regolarmente attaccato da giudici corrotti, servizi deviati, giornalisti scribacchini e venduti, manifestanti pazzoidi e la solita corte dei miracoli di attivisti, blogger, girotondini e provocatori vari. Berlusconi sta cercando di salvare il nostro paese da una torma di politicanti ed affaristi senza scrupoli che vogliono saccheggiarlo e comprarlo per quattro soldi (vedi Alfa Romeo, infostrada, Cirio,SME)

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