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All'Europa conviene il Cavaliere

Solo questo governo può garantire il pareggio di bilancio entro il 2013 e la stabilità di euro e banche. Altre maggioranze non avrebbero tempo

All'Europa conviene il Cavaliere
Sinistre, centristi e alcuni strambi nell’area Pdl non hanno capito il punto. Forse sono dei geni e io sbaglio a considerali idioti. Ma se fossero geni sarebbe sconcertante la divergenza tra la formulazione dei loro interessi singoli o di parte in relazione all’interesse nazionale italiano e di stabilità dell’Eurozona. Il punto: sarebbe un suicidio cambiare governo e maggioranza, nonché delegittimarli oltre misura, in una situazione di crisi di sistema, almeno per un anno. Qui critico da tempo senza mezzi termini il governo. Ma non lo si può cambiare fino a che dura questa specifica emergenza. Spiego. L’Italia è il ventre molle dell’Eurozona per il volume del debito e per la bassa crescita endemica del Pil che rende tendenzialmente insostenibile il debito stesso. L’incapacità della Grecia, certa, e del Portogallo, probabile, di ripagare i propri debiti non mette direttamente a rischio l’euro perché la copertura delle rispettive insolvenze, tra i 400 e 600 miliardi, è alla portata dell’eurosistema. Ma ha un effetto destabilizzante indiretto perché porta l’attenzione del mercato sulla capacità di Italia e Spagna di ripagare i loro debiti, cioè l’effetto contagio. Che si estende a tutto il sistema bancario europeo, ed oltre, in quanto i titoli di debito delle nazioni a rischio posseduti dalle banche sono suscettibili di perdita di valore con un impatto sulla loro solidità patrimoniale. Se i dubbi sul debito italiano e spagnolo aumentano, l’eurosistema non avrebbe capacità di copertura in quanto ci vorrebbero almeno 3 trilioni di euro. Probabilmente di più, fino a 5 trilioni, perché la Francia – con debito crescente, deficit troppo alto e crescita insufficiente – sarebbe anch’essa oggetto di contagio.

Da un lato, tale cifra sarebbe reperibile permettendo alla Bce di stampare moneta. Dall’altro, questa soluzione aumenterebbe l’inflazione, pesantemente, e potrebbe non bastare perché a quel punto il mercato aggredirebbe il debito della Germania, sia per sfiducia sia per speculazione al ribasso, e l’euro imploderebbe. Sia per questo scenario sia perché l’elettorato tedesco chiederebbe il ritorno al marco piuttosto che accettare un rischio grave di inflazione, è probabile che Berlino porrà il veto ad interventi massicci della Bce, già inquieta per quelli minori ora in corso per sostenere i titoli italiani e spagnoli. Per tale motivo le euronazioni devono mettersi in ordine da sole e non via sostegno esterno. Inutile commentare se sia giusto o sbagliato, questo è. Per mettersi in ordine e dare al mercato un segnale di stabilità, che si estenderà a tutta l’Eurozona, l’Italia deve rispettare la tabella di marcia per raggiungere il pareggio di bilancio, cioè non aumentare il debito via azzeramento del deficit annuo, entro il 2013. È una fesseria impoverente applicare estremo rigore in un momento di stagnazione del mercato globale, ma questo è il requisito contingente per evitare la dissoluzione dell’euro. Vista la scadenza ravvicinata dell’obiettivo sarebbe pericoloso cambiare governo prima della legge di bilancio per il 2013, quindi prima dell’autunno del 2012. Tra campagna elettorale e tempo di apprendimento di un nuovo governo passerebbero 6 mesi. Inoltre vi sarebbe il rischio di linguaggi irrazionali e di un risultato non chiaro e stabilizzante delle elezioni. Le agenzie di rating, che considerano la capacità del governo italiano di pareggiare il bilancio nei tempi detti come principale criterio di valutazione a breve, punirebbero con un ulteriore declassamento l’affidabilità dell’Italia in caso di poca chiarezza politica. Ciò aumenterebbe il costo di raccolta del denaro per le banche e aziende italiane, complicando un 2012 già difficile. Ecco perché la politica dovrebbe restare congelata per un anno. Questo governo non può fare molto, ma certamente vorrà e potrà evitare il caso peggiore all’Italia ed all’Eurozona. Realismo, per favore.

www.carlopelanda.com
di Carlo Pelanda

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Commenti all'articolo

  • Borgofosco

    18 Ottobre 2011 - 19:07

    Che la situazione economica italiana fosse complicata lo si sapeva sin dalla formazione dell'esecutivo all'indomani delle elezioni. Serve uno sforzo creativo per rilanciare l'economia. I diktat europei sono un freno ed uno stimolo allo stesso tempo. L'Italia in mano al csx-sel-idv? Farebbe la fine di Milano passata sotto le 's grinfie' di uno che è stato solo capace di aumentare i biglietti del tram con il bilancio Atm in attivo. Certo, la patrimoniale, l'Ici, la tassa sul macinato e quant'altro. Ma fatemi il piacere. La bacchetta magica non l'ha nessuno. I tradimenti di "fini e confini" hanno posto in gravi difficoltà l'esecutivo. E' complicato chiedere sacrifici ed è ancor più complicato fare le indispensabili privatizzazioni e dismissioni. Abbiamo un rapporto tra impiegati statali e popolazione che è il peggiore d'Europa. Ma non si possono tagliare gli esuberi di dipendenti pubblici. Allora? Avanti la compagnia del 'piasnten'. Dopo le elezioni vedremo cosa combineranno!

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  • piccioncino

    18 Ottobre 2011 - 18:06

    Concordo con il compagno Cioccolataio che il centro-destra..meriterebbe ben altro che la guida del.. sor Berlusca..Resto, invece, allucinato dalle sue affermazioni che "l'opposizione fa il suo mestiere"..Caro mio, il mestiere dell'opposizione,..in un sistema democratico, ..non è quello di demonizzare, distruggere, stare attaccata alle gonnelle (rosse) di molti fanatici magistrati..che hanno tradito la loro missione di imparzialità,.. fare proposte assurde..velleitarie, alimentare le clientele, ammorbare l'aria del Paese.., proteggere i violenti, i fannulloni, i parassiti...BENSI' quello di agire da stimolo COSTRUTTIVO verso il Governo,.. alimentare la fiducia e l'immagine corretta del Paese all'estero ecc ecc..Quanto poi all'estemporanea, risibile, smaccatamente contraddittoria.. affermazione.. che si può intervenire sulle pensioni di anzianità..Guardi i fatti, i comportamenti virulenti..della sua parte politica negli ultimi 50 anni e..anche tutt'oggi..Ma..per favoreee!!

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  • rocambole

    18 Ottobre 2011 - 18:06

    Non c'è bisogno di essere berlusconiano per capire che oggi come oggi una caduta del governo sarebbe deleteria e fatale per il Paese. La specualazione in quattro e qattrootto farebbe fuori le nostre finanze. I titoli di Stato verrebero svenduti e nuovi non potrebbero essere messi nel mercato nemmeno con interessi altissimi. Il paese non avrebbe più soldi per pagare stipendi, pensioni, sanitá, scuola. Tutto andrebbe a scatafascio perciò è una fortuna che ci sia ora Berlusconi al timone. Naturalmente il pericolo del disastro sarebbe solo rimandato al 2013 se vincono le sinistre.

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  • cioccolataio

    18 Ottobre 2011 - 17:05

    L'opposizione fa il suo mestiere. Berlusconi ha una maggioranza, governi se può, sennò se ne vada. Questo è il succo del discorso. L'Italia non ha ancora completato i provvedimenti anticrisi e, certamente, non per colpa dell'opposizione, in pratica quasi inesistente, ma per le diatribe interne tra Berlusconi, Bossi, Tremonti e Fra Cavolo da Velletri. Poche ore fa Berlusconi ha detto che il DEF non uscirà come promesso (almeno tre volte...) ma solo quando sarà opportuno e che non ci sono soldi. Questo lo sapeva pure prima e i soldi invece ci sarebbero, così come i possibili risparmI (vedi le pensioni di anzianità), basta prenderseli dove stanno agendo, cioè governando. Governare vuol dire anche prendere decisioni impopolari, ma a questo Berlusconi, dio del marketing, non è abituato e non lo vuole fare. E' questo che sta mancando caro vgrossi, e non lo dice Repubblica, ma molti, molti altri. Tutti biechi Komunisti? Troppo facile.

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