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De Magistris coccola i violenti: "Non dovete criminalizzarli"

Il sindaco di Napoli: "Alcuni in buona fede, a Roma una protesta piena di contenuti". Poi contro Di Pietro: "Legge Reale? Vecchio arnese fascista"

De Magistris coccola i violenti: "Non dovete criminalizzarli"
Luigi De Magistri è stato uno dei pochi politici che sabato ha sfilato con i cosiddetti Indignados: "Questa manifestazione vuole essere una battaglia per difendere i beni pubblici ed è un messaggio chiaro al governo che li sta depredando", tuonava sabato in difesa dei giovani in protesta. E oggi, quando tutti col senno di poi prendono le distanze in toto dalla manifestazione, Giggino non fa nemmeno un passo indietro, anzi. E così, se da una parte bacchetta "l'opportunismo degli apparati di partito che sono rimasti a guardare come andava a finire il corteo", dall'altra mette tutti in guardia. Dalla violenza inammissibile di sabato pomeriggio? Tutt'altro. Per Giggino il manettaro il vero "pericolo è che se una parte della società comincia a pensare che non è più possibile cambiare attraverso la politica allora avremo sempre più ribellioni violente, magari anche in buona fede". Buona fede? Attenzione perchè Giggino questa volta l'ha sparata proprio grossa perché le sue parole suonano come una vera e propria giustificazione a quanto accaduto in Piazza San Giovanni.

"Non criminalizzateli" - Ma non è finita. De Magistris continua: "Non voglio giudicare il lavoro della forze dell'ordine però, da sindaco, dico attenzione a criminalizzare il dissenso". Così nei giorni in cui tutti si domandano se carabinieri e polizia non abbiano rischiato l'eccessiva cautela e insieme invocano la giusta punizione dei violenti, Giggino ancora una volta si sgancia dal gruppo. Il rischio secondo lui è la "criminalizzazione del dissenso". E spiega: "Ho sentito molti accostamenti in questi giorni che non condivido. Le lotte per la difesa delle comunità contro le discariche, i No Tav della Val di Susa, i No Dal Molin sono una cosa diversa da mettere a ferro e fuoco una città."

Contro Di Pietro - Infine il sindaco di Napoli, la voce fuori dal coro, stona anche nel suo stesso partito e stronca la proposta del suo leader Antonio di Pietro: "La legge Reale è un vecchio arnese fascista cancellato dalla democrazia, non serve resuscitarlo. Ci sono le leggi ordinarie, usiamo quelle. Piuttosto si rischia di cancellare  una protesta piena di contenuti politici mettendola solo sul piano dell'ordine pubblico".


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Commenti all'articolo

  • Megas Alexandros

    19 Ottobre 2011 - 00:12

    Questo decelebrato andrebbe preso a badilate in faccia ogni volta che apre bocca!!!

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  • spadino65

    18 Ottobre 2011 - 22:10

    certo che libero con i suoi costanti articoli su De Magistris e Pisapia fa capire quanto vi sia bruciato....perdere Milano e Napoli.

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  • longhma

    18 Ottobre 2011 - 22:10

    Napolitano...... ma su che pianeta vivi ?? Immagino sul pianeta Campania.... vero ????

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  • corto lirazza

    18 Ottobre 2011 - 20:08

    gli facciamo prendere una bella laura e gli facciamo fare il magstrato e anche il sindaco di napoli....

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