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Mutui, giovani e imprese: ecco la bozza per lo Sviluppo

Giovani coppie, Stato farà da garante. Meno controlli per le imprese. Dal 2013 pagelle on-line. Bus, biglietto elettronico. Casa, polizze anticalamità

Mutui, giovani e imprese: ecco la bozza per lo Sviluppo
Il Colle chiama - spingendo sulla necessità di riforme per la crescita - e Silvio Berlusconi risponde. Dopo l'annuncio sulla nomina di Bankitalia ("Domani - giovedì, ndr - il nome", ha assicurato il Cavaliere) ecco la bozza del decreto Sviluppo. Nel pacchetto di misure spiccano i mutui agevolati per le giovani coppie, per le quali lo Stato farà da garante, e la razionalizzazione dei controlli sulle imprese. E' finita inoltre l'era delle pagelle. Dal 2013 arriveranno soltanto via web insieme ai certificati. Lo stesso è previsto per iscrizioni e pagamenti delle tasse scolastiche. Lo si legge nella bozza del dl Sviluppo, che spiega come la misura riguardi "le istituzioni scolastiche pubbliche di ogni ordine e grado". Ma la novità più gradita è quella sui mutui agevolati alle giovani coppie. Inoltre, nel testo, figurano misure relative ai trasporti pubblici, un piano per le infrastrutture e diversi altri punti per concretizzare l'agognata "strigliata" all'economia italiana.


Pensione dei docenti - I professori universitari ordinari andranno in pensione a 68 anni anziché a 70. È prorogato al 31 dicembre 2012, inoltre, il termine per procedere all'assunzione del personale universitario. La norma fa riferimento alle assunzioni "nel limite della spesa pari al 50% di quella relativa al personale a tempo indeterminato complessivamente cessato nel 2010".

Trasporti pubblici - Insieme alle pagelle, anche i biglietti dei bus diventano elettronici: per "incentivare l'uso degli strumenti elettronici per migliorare i servizi ai cittadini nel settore del trasporto pubblico locale, riducendone i costi", le aziende di trasporto locale "adottano sistemi di bigliettazione elettronica e di pagamento interoperabili a livello nazionale".

Mutui ai giovani - Le giovani coppie sposate senza un contratto di lavoro a tempo indeterminato avranno "una garanzia" dello Stato per accendere un muto sulla prima casa. È quanto si legge nella bozza del decreto sviluppo a cui sta lavorando il governo.

Meno controlli su imprese -
I controlli sulle imprese vengono razionalizzati e semplificati con l'obiettivo di "recare minore intralcio" all'attività imprenditoriale. Si prevede "la proporzionalità dei controlli e dei connessi adempimenti amministrativi al rischio inerente l'attività controllata" e viene inoltre disposto "il coordinamento e la programmazione dei controlli da parte delle amministrazioni evitando duplicazioni e sovrapposizioni".

Infrastrutture -
Nel piano del governo, ci sono anche incentivi fiscali per gli investimenti in infrastrutture: "I soggetti aggiudicatari di nuove opere infrastrutturali comprese in piani o programmi approvate dalle competenti amministrazioni pubbliche, ai fini dell'imposta sulle società - si legge - possono dedurre dal reddito di impresa l'equivalente degli aumenti di capitale destinati ad investimenti infrastrutturali".

Polizza anticalamità -
Arriva, inoltre, una polizza anticalamità naturali per garantire un'adeguata e tempestiva riparazione e ricostruzione degli immobili privati destinati a uso abitativo danneggiati o distrutti da calamità naturali. Nella bozza del decreto si prevede "una copertura assicurativa obbligatoria del rischio calamità naturali nelle nuove polizze che garantiscono i fabbricati privati destinati a uso abitativo contro l'incendio, con esclusione dei fabbricati abusivi, compresi i fabbricati abusivi per i quali pur essendo stata presentata la domanda di finizione dell'illecito edilizio, non sono stati corrisposti interamente l'oblazione e gli oneri accessori".

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Commenti all'articolo

  • Max_x

    21 Ottobre 2011 - 17:05

    Non va mai bene niente, neppure uno sblocco del settore edile che potrebbe con tale manovra tirare fiato. io intanto in fabbrica (stampaggio gomma) devo assumere senegalesi xché nessun italiano vuole lavorare 7,5 ore al giorno, al coperto, al caldo, e prendere 1.200 euro al mese netti. Ripeto andate tutti a farvi f..tere.

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  • pi.bo42

    20 Ottobre 2011 - 12:12

    E se quelli mettono dazi in ritorsione ai nostri? Attenzione anche noi siamo paese esportatore, credo sia meglio evitare una battaglia commerciale di questo tipo. Sembra, la sua, la soluzione ideale, troppo facile, ormai siamo in pieno commercio globale; tutte le economie sono strettamente legate l'una all'altra, l'autarchia non funzionò ai tempi del fascismo, figuriamoci ora. Qualità, serietà ed adeguata promozione dei nostri prodotti, questa , a mio parere, la ricetta giusta, battere la quantità con la qualità, come abbiamo fatto per anni, ma ci vogliono imprenditori veri e coraggiosi non semplici speculatori in cerca di sovvenzioni pubbliche più o meno mascherate da investimenti!

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  • caio

    20 Ottobre 2011 - 02:02

    vi siete dimenticati il capitolo liberalizzazione delle professioni che riguarderà 2 lobby molto forti ...le estetiste e i facchini ....si avete capito bene ...non avvocati e notai ma ESTETISTE E FACCHINI, colpa loro la crescita zero in Italia..........per pietà....qualcuno ci aiuti.......

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  • mannius

    20 Ottobre 2011 - 00:12

    Non ci sono più soldi per pagare niente. Adesso basta. Ci vediamo alle prossime elezioni.

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