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Dal mutuo ai giovani al credito alle imprese, le idee a costo zero del decreto sviluppo

Sono alcuni punti del decreto sviluppo che è ancora in gestazione: pagelle solo online. Riscatto più veloce per le case pubbliche

Dal mutuo ai giovani al credito alle imprese, le idee a costo zero del decreto sviluppo
Due certezze e una miriade di ipotesi. Il decreto Sviluppo - che il governo continua a limare con ripetuti vertici notturni e diurni - è ancora in gestazione. «Siamo in alto mare», ammettono nella maggioranza. E poi c’è l’altra certezza non trascurabile: di soldi non ce ne sono e non ce ne saranno, salvo trovate dell’ultima ora. Ieri a Palazzo Grazioli il premier Silvio Berlusconi ha incontrato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il titolare dello Sviluppo Economico, Paolo Romani. Secondo quanti hanno partecipato al summit Tremonti avrebbe bocciato «una ad una» tutte le proposte avanzate dal coordinatore (Romani) incaricato di fare una sintesi tra le varie ipotesi. Morale: oggi si terrà il secondo round, ma al ministero del Tesoro. Tremonti ripete il mantra «a costo zero» mentre i colleghi di governo si industriano per portare avanti proposte (per temi di competenza), rosicchiando decimali di bilancio agli stanziamenti già abbondantemente falciati.

Concordato fiscale. L’altra sera al vertice notturno a Palazzo Grazioli si era ipotizzato di raggranellare 5 miliardi di euro lanciando un concordato con chi ha carichi fiscali pendenti. C’è poi la proposta di attuare l’accordo sui capitali italiani in Svizzera sul modello tedesco o inglese. 
Crediti delle aziende.   L’idea libererebbe circa 70 miliardi di rimborsi che le aziende vantano nei confronti dello Stato: si propone di certificare i debiti di tutte le pubbliche amministrazioni e  dare alle aziende la possibilità di cedere questi crediti a banche o società specializzate.
Infrastrutture defiscalizzate.   Incentivi fiscali ed emissioni di obbligazioni private per rilanciare le infrastrutture. Chi vince la gare potrà dedurre dal reddito di impresa «l’equivalente degli aumenti di capitale». Ma soprattutto  si potranno emettere «obbligazioni nominative» da cedere agli enti di previdenza pubblica o privata.  Mutui garantiti ai giovani.  Per accendere un mutuo per la prima casa le giovani coppie prive di contratto di lavoro a tempo indeterminato potranno contare su una garanzia dello Stato. I fondi e l’idea arrivano dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni.
Burocrazia zero.   Si estenderà a tutta Italia la sperimentazione per zone a burocrazia zero. È già prevista per il Mezzogiorno per le nuove iniziative imprenditoriali.

Fondi alle Pmi.  Più fondi alle piccole e medie imprese innovative e alle Università per consentire la copertura delle aree universitarie con reti senza fili.
Pagelle online.  Le pagelle scolastiche arriveranno per posta elettronica, mentre i docenti universitari andranno in pensione a 68 anni (oggi a 70).  Dal  2013 il reclutamento dei dirigenti e delle figure professionali delle amministrazioni pubbliche si svolgerà con concorsi pubblici unici.
Federalismo solare. Gli incentivi per la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici saranno riparametrati in base alle regioni: aumenteranno nelle zone a minore rendimento garantendo la cosiddetta perequazione Nord-Sud. Biglietto elettronico. Ticket elettronico per l’autobus: obiettivo è ridurre i costi del trasporto pubblico locale. Bombassei minaccia.  Il vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei, in corsa per la successione al termine del Direttivo di viale dell’Astronomia, attacca: «Il tempo è scaduto e bene ha fatto la presidente Marcegaglia a sollecitare il governo». E avverte: «Se non ci danno ascolto ognuno si prenderà le sue responsabilità. Abbiamo bisogno di tutto, meno che di un’ulteriore recessione».
di Antonio Castro


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