Cerca

Nuovo scontro Cav-Tremonti: "Giulio vuole mandarci a casa"

Il ministro boccia tutte le proposte per la crescita e Silvio si sfoga: "Lo fa per dispetto, senza di lui sarebbe tutto più semplice"

Nuovo scontro Cav-Tremonti: "Giulio vuole mandarci a casa"
I doppi vetri del salone di Palazzo Grazioli trattengono a stento i decibel di una nuova lite. La discussione è sui contenuti del decreto sviluppo. Berlusconi, Romani e altri ministri hanno fatto nottata, martedì, per valutare soluzioni che siano di stimolo all’economia. Adesso si tratta di sottoporre un tot di idee a Tremonti. Facile, a dirsi. Più che una riunione di governo sembra una sessione d’esame all’università, Giulio boccia tutti a libretto. Non gli sta bene nulla. E la temperatura si scalda.

Berlusconi non crede che tutte le proposte presentate al titolare di via XX settembre siano impraticabili, non si rassegna all’idea di un decreto sviluppo a costo zero. Torna il sospetto: «Tremonti vuole mandarci tutti a casa, non collabora, non dialoga», ragiona il premier dopo che il ministro è andato via sbattendo la porta, «senza di lui sarebbe tutto più facile, ci sta rendendo il lavoro impossibile,  lo fa per dispetto». Il superministro vuole farla pagare perché il Cavaliere non intende assecondarlo sulla scelta del nuovo governatore di Bankitalia. E anche perché non crede nell’utilità di un decreto sviluppo: quando Giulio varca il portone di via del Plebiscito le agenzie di stampa hanno battuto da un paio d’ore il pensiero tremontiano: le politiche economiche dei governi sono pressoché inutili a stimolare la crescita. Quindi...

Ma Berlusconi e tanti altri non la pensano come lui. Stasera si riunisce il gruppo parlamentare del Pdl: «Proporrò ai colleghi di prendere una posizione contro Tremonti», annuncia Guido Crosetto, «il 99 per cento dei deputati non condivide le sue scelte». Lo considerano un corpo estraneo. Ne farebbero volentieri a meno. Eppure rimuoverlo non si può, c’è la crisi economica, bisogna tenerlo lì. Sopportarlo. Silvio? È al limite. La tensione con il ministro è l’apice di una giornata particolarmente tesa. Cominciata presto, con un faccia a faccia al Quirinale. C’è la celebrazione dei nuovi cavalieri del lavoro, Berlusconi sale al Colle con un margine di anticipo e si ritaglia un colloquio di quaranta minuti con Napolitano. L’argomento è Bankitalia. L’opzione che il Cavaliere sottopone è quella di Lorenzo Bini Smaghi, ma non trova il Capo dello Stato entusiasta. Il Quirinale preferirebbe una scelta interna: Fabrizio Saccomanni. Il potere di nomina tocca a Palazzo Chigi, Napolitano non può imporre veti, tuttavia invita a fare presto: il premier ha avuto quattro mesi di tempo per scegliere e ora deve prendersi «la responsabilità» di una decisione evitando divisioni. Non è facile:  Bossi, che vede Tremonti alla Camera, continua a spalleggiare il ministro dell’Economia sul nome di Vittorio Grilli. Il puzzle si complica: le certezze berlusconiane sul nome fanno da contrasto con i timori per la tenuta della maggioranza (ieri a un passo da un nuovo scivolone). Ed ecco che accanto a Bini Smaghi sbuca l’outsider. È Anna Maria Tarantola, vice direttore di Bankitalia. Scelta interna che garantirebbe l’autonomia di Palazzo Koch, Tarantola proprio l’altro giorno è stata protagonista, in via Nazionale, di un convegno sul “talento delle donne”.

Occasione in cui ha ottenuto la benedizione di Saccomanni e di altri consiglieri dell’Istituto centrale. Insomma l’ipotesi c’è, è sul tavolo. E oggi Berlusconi prenderà la sua decisione. Lo ha annunciato lasciando il Quirinale: «Invierò al Consiglio superiore della Banca la lettera con il nome». Silvio ha anche risposto all’appello di Napolitano che, nel suo intervento ha chiesto «riforme per la crescita» e «subito». Berlusconi assicura che il governo «sta lavorando al decreto», conferma che «l’ipotesi di un concordato fiscale è allo studio»,  ma poi si sfoga: «Se fosse una cosa facile l’avremmo fatta in quattro e quattr’otto». Un nuovo esecutivo diverso dal suo? «Non vedo come possa apportare novità e non ci sono in giro protagonisti tali da cambiare il livello professionale del consiglio dei ministri». C’è lui. O ci sono le elezioni: «Ma spero che non si voti nel 2012». Eppure è di queste ore la decisione del Pdl di prolungare i tempi del tesseramento. Forse perché a via dell’Umiltà mettono in conto, eccome, l’ipotesi del voto anticipato ai prossimi mesi.

di Salvatore Dama

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • libero

    20 Ottobre 2011 - 14:02

    se senza di lui sarebbe molto piu' semplice,che si aspetta a cacciarlo a pedate,visto che la maggior parte degli italiani lo vede come un cane in chiesa?Non capisco se i membri del governo,a comincisare dal capo,lo siano o lo faccoano perche' questo squallido e paradossale teatrino quotidiano,fa imbestialire la gente che gia' non ne puo' proprio piu':In passato e' stato cacciato immeritatamente l'onorato ministro Mancuso ed ora da Berlusconi,Brunetta,Martino,Crosetto e compagni,tutto e' bloccato, come se il rag.Tremonti fosse un emanazione divina con l'appoggio di tutti i santi e le madonne;veramente grottesco mentre si aspettano inutilmente levere riforme necessarie per questo paese e non le prese per i fondelli come questa demenziale bozza di decreto che ha solo come scopo l'effetto di altre gabelle sulla casa mentre le compagnie assicurative si sfregano le mani dalla gioia di lucrare sempr a danno del solito pantalone.

    Report

    Rispondi

  • bepper

    20 Ottobre 2011 - 11:11

    Forza che aspettate a licenziare Tremonti. In sette, otto mesi, Silvio ne troverà un altro.

    Report

    Rispondi

  • woody54

    20 Ottobre 2011 - 11:11

    E del tasso di disoccupazione giovanile tra più alti in europa non dici nulla?? Boccalone il fatto dell'impennata dell'economia nel mese di agosto vuol dire poco (o quasi) in agosto tante aziende che osservavano la chiusura per ferie quest'anno erano aperte, veramente voi lettori di libero siete di un "ingenuità" (per non dire altro) disarmante, non limitarti ai titoloni del tuo quotidiano di fiducia ed informati meglio prima di scrivere postati assolutamente idioti

    Report

    Rispondi

  • Artic85

    20 Ottobre 2011 - 11:11

    voto di sfiducia in tempi brevi e dimissioni,forza cav mandalo a casa sua che se lo merita è soltanto un imbroglione e sprecatempo,rinuncia a tutto,deve capirlo velocemente anche la lega nord che è una rovina per il paese e deve dimettersi e sa fare solo il fatto suo.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog