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Adesso Bersani teme il crollo

Il Pd è già scottato dal caso Penati, l'inchiesta su Baffino potrebbe affondare il partito

Adesso Bersani teme il crollo
Un’altra tegola. Sul Partito democratico, ma soprattutto su Pier Luigi Bersani. Così viene accolta al Nazareno, quando ormai è sera, la notizia che la procura di Roma ha aperto un’indagine a carico di Massimo D’Alema per l’inchiesta sugli appalti dell’Enac. È vero che i fatti contestati all’ex premier, oltre che tutti da verificare, non sono paragonabili a quelli contestati a Filippo Penati. Ma al secondo piano del Nazareno, quartier generale del Pd, il riflesso generale è di mettere in fila i due nomi. Prima Penati, ora D’Alema. Prima il caso giudiziario che ha coinvolto l’ex coordinatore della segreteria di Bersani, ora questo nei confronti dell’uomo che, sia pure tra alti e bassi, resta il primo sponsor politico dell’attuale segretario. Peraltro un qualche legame tra l’inchiesta Enac e il segretario del Pd esisteva già, visto che tutto era iniziato con l’arresto di Franco Pronzato, consulente di Bersani quando era ministro e responsabile trasporti aerei del Pd.   

Naturalmente nessuno, che sia in maggioranza o in minoranza, si azzarda a commentare. L’ex premier, che per tutto il giorno aveva rilasciato dichiarazioni sui temi più diversi (dalla Libia al Pci, fino ai “rottamatori”) fa parlare il suo avvocato Giauca Luongo: «Oramai diversi giorni fa abbiamo incontrato i pm Cascini e Ielo e abbiamo fornito loro ogni chiarimento sulla vicenda dei voli». Stop. Tace Bersani e si guardano dal parlare gli altri big. Ma dietro al muro di silenzio, la preoccupazione cresce. Già la vicenda di Penati ha fatto pagare un prezzo salato. Non tanto al partito, che sì ha registrato una flessione nei giorni caldi dell’inchiesta, ma poi, soprattutto grazie ai demeriti degli avversari, si è ripreso.


 E ora è tornato al suo non esaltante, ma costante 27%. Le conseguenze più forti le ha sentite, piuttosto, Bersani: da quando è scoppiato il caso Penati, il suo gradimento è progressivamente diminuito. L’ultima conferma è arrivata dal sondaggio di Ipsos presentato martedì a Ballarò: il segretario dei Democratici, in termini di gradimento, si ferma al 43%, come Vendola e poco sopra Di Pietro (42%), ma dietro Tremonti (44%), Maroni (44%), Montezemolo (46%), Marcegaglia (51%) e Draghi (51%).  E il report che ogni settimana arriva sulla scrivania del segretario del Pd, commissionato dal partito, conferma gli stessi dati: il Pd tiene, il segretario cala.

C’è anche chi sostiene che l’indagine a carico D’Alema quasi gli fa gioco. Negli ultimi tempi, infatti, i due si sono scontrati su varie vicende, non ultima quella che ha riguardato la presidenza dell’Anci, dove D’Alema ha spinto Bersani a sostenere Michele Emiliano, scatenando la reazione di metà del partito. «I problemi più grossi di Bersani, in questo periodo, vengono dai dalemiani», commenta un dirigente del partito che sta in maggioranza. Ergo: un D’Alema indebolito gli farebbe comodo. E permetterebbe al segretario, secondo questo ragionamento, di «affrancarsi» definitivamente dall’ex premier, di cui ha sempre sofferto la presenza.

Ma la percezione dell’opinione pubblica è più semplice. E non sta dietro agli equilibri interni. Perciò il rischio, più probabile e più temuto, è che i guai giudiziari di D’Alema indeboliscano Bersani. Tutto questo mentre si allontana l’ipotesi di votare l’anno prossimo, scenario che avrebbe reso molto probabile la candidatura a premier dell’attuale segretario. Ma se si vota nel 2013 tutto è possibile. E il rischio logoramento, per Bersani, è concreto. Tanto che persino tra i suoi si comincia a spingere perché si facciano le primarie a gennaio. Anche se non si vota nel 2012. Ma se si fanno subito, è la tesi, Bersani può anche vincere. Fra un anno, e con questi chiari di luna, chi lo sa.
di Elisa Calessi
el.ca.

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Commenti all'articolo

  • angelo.Mandara

    22 Ottobre 2011 - 11:11

    L'onestà intellettuale...bene d'altri tempi ? Premier..."maestro di comunicazione" ? Il tutto ed il suo contrario ? E' da tempo che dissentire con un cenno negativo della testa sta contraddistinguendo troppi dibattiti TV (ma vale per entrambe le parti),non si dice, poi, il peggio, che il mal vezzo di "parlarsi sopra" sta diventando un crescendo insopportabile. Soltanto nell'ultima "Piazza pulita" su "La 7", come non potevano non "colpire" gli atteggiamenti di una rappresentante governativa a tutto quanto raccomandato dal Maestro e vedendo in questo un insegnamento che è la negazione del "vivere civile"? Come si fa, poi, ad osannare il successo elettorale del "movimento cinque stelle" in Molise che avrebbe ridotto il PD al 9%...è come comportarsi alla F. Ferrucci con Maramaldo ed il suo famoso..."vile, tu uccidi un uomo morto" !!...Ma del taglio dei costi della politica ?? Saluti. Angelo Mandara

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  • capitanuncino

    21 Ottobre 2011 - 20:08

    sarebbe meglio la scomparsa del PD ed il Tabaccaio.Riposi in pace. AMEN.

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  • igna08

    21 Ottobre 2011 - 19:07

    Finirà tutto a tarallucci e vino, anche perchè nei giornali di sinistra non se ne parla nemmeno.

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  • imahfu

    21 Ottobre 2011 - 16:04

    Qui già affondato é il PDL che, per vergogna, cambierà nome. Lui dice che durerà 5 anni. Olé...dura il celodurismo 5 anni? Dubito! Mancherà il sostegno della Lega, in aggiunta. Facciamo votare le escort. Di certo assicurano la maggioranza, con quelle tariffe.

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