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Il duro lavoro della Casta Giovedì tornano tutti a casa

Alle 12 l'anticamera del ristorante della Camera piena di valige. Tutto normale: gli onorevoli son già pronti al weekend

Il duro lavoro della Casta Giovedì tornano tutti a casa
La scena si ripete ogni giovedì (qualche volta anche mercoledì). L’anticamera del ristorante riservato ai deputati, dove si trova il servizio guardaroba fatto da due commessi, si riempie di trolley. Blu, neri, rossi, marroni. Ma ci sono anche porta-abiti, valigette, buste varie. Poi, a fine mattina o nel primo pomeriggio, a seconda che il deputato opti per il pranzo o no, gli onorevoli ritirano il bagaglio. E guadagnano, veloci veloci, l’uscita. Si torna a casa. La settimana (cortissima) per loro è finita. Quattro giorni lavorativi, spesso tre, quando non si vota il lunedì (cioè quasi mai), e inizia il riposo del week-end. Diciamolo subito: la pigrizia c’entra fino a un certo punto. È vero che i lavori d’Aula o di commissione non dovrebbero esaurire il lavoro di un parlamentare, generosamente pagato dal contribuente. E non si può escludere che, una volta tornati a casa, gli onorevoli non dedichino altre ore a ciò per cui il solito contribuente (cioè noi) li paga. Ma resta il fatto che il monitoraggio sui lavori parlamentari e su quello che producono è drammatico.

Dall’inizio dell’anno a oggi l’Aula della Camera dei Deputati si è riunita per 614 ore e 15 minuti. Per una media di circa 64 ore al mese, 16 per settimana. Ipotizzando che il mese di lavoro dei deputati fosse come quello di un lavoratore dipendente, 22 giorni, è come se un deputato lavorasse tre ore al giorno. Poi, certo, ci sono le commissioni. Ma anche tenendo conto di queste, la produttività è sotto ogni media. Dall’inizio dell’anno a oggi le commissioni hanno lavorato per 1631 ore e 15 minuti, per una media di circa 171 ore al mese, 42 per settimana. La statistica, però, è inevitabilmente riduttiva. Guardando commissione per commissione, si scoprono fatti curiosi. Se la Commissione di Vigilanza Rai si è riunita, da gennaio a oggi, 60 volte per un ammontare di 49 ore e 20 minuti, quella per la semplificazione ha messo in pratica la sua intestazione, auto-semplificandosi il lavoro: 15 sedute in oltre nove mesi per un totale di 6 ore e 30 minuti. Subito dopo, nella classifica delle commissioni più “sfaticate”, troviamo il comitato di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen e vigilanza in materia di immigrazione: 18 sedute, da gennaio a oggi, per un totale di 12 ore e 40 minuti.

La situazione è ancora più deprimente se si guarda a cosa effettivamente il Parlamento ha prodotto. Limitandoci alla Camera dei Deputati, da gennaio a oggi Montecitorio ha approvato solo 24 progetti di legge di iniziativa parlamentare e 3 di iniziativa mista. La parte del leone (si fa per dire perché la produzione è scarsa anche qui) la fa il governo. Dall’inizio dell’anno a oggi, su 69 provvedimenti approvati dalla Camera dei deputati, 29 sono stati disegni di legge di iniziativa governativa e 13 decreti-legge.  Se Montecitorio fosse un’azienda avrebbe dichiarato fallimento da mesi. Colpa del governo che blocca i disegni di legge, accusano i parlamentari. Colpa del Parlamento che rallenta ogni iniziativa, dicono i ministri. Colpa della crisi per cui, mancando le coperture necessarie, le leggi non arrivano in Aula. Colpa dei regolamenti, colpa del bicameralismo. Ma il risultato è questo.

E dire che, a parole, tutti sono perché si cambi musica. Se non altro per dare un segnale al Paese. Visto che le indennità non si possono (o non si vogliono) ridurre e diminuire il numero dei parlamentari sembra un miraggio, almeno si faccia lavorare chi c’è ed è pagato. Gianfranco Fini, quando si è insediato alla presidenza della Camera, aveva fatto propositi rivoluzionari: si lavorerà dal lunedì al venerdì, aveva detto. L’anno scorso, a maggio, ammetteva che «la settimana cortissima è un problema serio» e parlava di situazione «intollerabile». La scorsa settimana, bloccato dalle “Iene” che hanno filmato la “fuga” dei trolley parlamentari in un ordinario giovedì, ha risposto: «Evidentemente non mi hanno dato retta». Evidentemente qualcosa non va.

di Elisa Calessi
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Commenti all'articolo

  • swiller

    21 Ottobre 2011 - 23:11

    Sono la rovina del paese ma casa a calci in .........

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  • longhma

    21 Ottobre 2011 - 21:09

    Ribadisco, i cittadini Italiani hanno un bruttissimo difetto.... quello di avere un ottima memoria!!! Penso che il commento basti !!!

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  • c.camola

    21 Ottobre 2011 - 19:07

    E' noioso aver nulla da fare.E' giusto dimezzarli altrimenti si annoiano.Pero' quando li dimezzeranno?

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  • caio

    21 Ottobre 2011 - 18:06

    e questi sono quelli che vorrebbero farci lavorare 6 giorni alla settimana in cantiere o in fabbrica fino a 70 anni ??????........ma basta!.. mandiamoli via.....

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