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La mannaia della Consulta: "Basta ai sindaci-onorevoli"

La Corte Costituzionale contro la Casta. Incompatibile la carica per Comuni con più di 20mila abitanti. Ecco la lista dei 22

La mannaia della Consulta: "Basta ai sindaci-onorevoli"
La Casta prende una mazzata: la Consulta ha deciso, niente più sindaci (o rappresentanti di amministrazioni) e parlamentari allo stesso tempo. La Corte Costituzionale ha infatti dichiarato l'illegittimità costituzionale degli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 15 febbraio 1953, numero 60, nella parte in cui non prevedono l'incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di sindaco di Comune o rappresentante di un'amministrazione con popolazione superiore ai 20mila abitanti.

La Corte Costituzionale ha deciso sulla base di un ricorso di un cittadino-elettore (Salvatore Battaglia) contro il doppio incarico di Raffaele Stancanelli, senatore Pdl e sindaco di Catania. Nel giudizio è intervenuto anche il Presidente del Consiglio chiedendo la non ammissibilità del ricorso. La Corte Costituzionale ha, invece, sentenziato: "L'articolo 7, primo comma, lettera c), del d.P.R. n. 361 del 1957, recante il testo unico per l’elezione della Camera dei deputati, sancisce che: 'Non sono eleggibili i sindaci dei Comuni con popolazione superiore ai 20.000 abitanti'. A sua volta, l’articolo 5 del decreto legislativo numero 533 del 1991, recante il testo unico per l’elezione del Senato della Repubblica, dispone che: 'Sono eleggibili a senatori gli elettori che, al giorno delle elezioni, hanno compiuto il quarantesimo anno di età e non si trovano in alcuna delle condizioni d’ineleggibilità previste dagli articoli 7, 8, 9 e 10 del testo unico delle leggi recanti norme per l’elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, numero 361".

Gli articoli da 1 a 4 della legge n. 60 del 1953 sulle incompatibilità parlamentari vengono censurati in quanto nulla prevedono, in termini di incompatibilità, per il caso in cui la identica causa di ineleggibilità sia sopravvenuta rispetto alla elezione a parlamentare. Ed a sostegno delle doglianze il rimettente richiama la sentenza n. 143 del 2010, nella quale questa Corte ha sottolineato (seppure in riferimento ad un differente contesto normativo e fattuale) come dalla legislazione statale in materia elettorale emerga la "previsione di un parallelismo tra le cause di incompatibilità e le cause di ineleggibilità sopravvenute, con riguardo all’esigenza, indicata dalla legge, di preservare la libertà nell’esercizio della carica" attraverso una tendenziale esclusione del co-esercizio con altra carica elettiva.

Si tratta dunque di verificare la coerenza di un sistema in cui, alla non sindacabile scelta operata dal legislatore (che evidentemente produce in sè una indubbia incidenza sul libero esercizio del diritto di elettorato passivo) di escludere l’eleggibilità alla Camera o al Senato di chi contemporaneamente rivesta la carica di sindaco di grande Comune, non si accompagni la previsione di una causa di incompatibilità per il caso in cui la stessa carica sopravvenga rispetto alla elezione a membro del Parlamento nazionale".

LA LISTA DEI 22 CHE DOVRANNO SCEGLIERE TRA I DUE INCARICHI

Maria Teresa Armosino (Pdl): deputato e presidente della provincia di Asti
Antonio Azzollini (Pdl): senatore e sindaco del comune di Molfetta
Daniele Bosone (Pd): senatore e presidente della provincia di Pavia
Luigi Cesaro (Pdl): deputato e presidente della provincia di Napoli
Edmondo Cirielli (Pdl): deputato e presidente della provincia di Salerno
Nicolò Cristaldi (Pdl): deputato e sindaco di Mazara del Vallo
Luciano Dussin (Lega): deputato e sindaco del comune di Castelfranco Veneto
Antonello Iannarilli (Pdl): deputato e presidente della provincia di Frosinone
Giulio Marini (Pdl): deputato e sindaco del comune di Viterbo
Daniele Molgora (Lega): deputato e presidente della provincia di Brescia
Vincenzo Nespoli (Pdl): senatore e sindaco del comune di Afragola
Adriano Paroli (Pdl): deputato e sindaco del comune di Brescia
Antonio Pepe (Pdl): deputato e presidente della provincia di Foggia
Ettore Pirovano (Lega): deputato e presidente della provincia di Bergamo
Fedele Snaciu (Pdl): senatore e presidente della provincia di Olbia-Tempio
Cosimo Sibilia (Pdl): senatore e presidente della provincia di Avellino
Roberto Simonetti (Lega): deputato e presidente della provincia di Biella
Raffaele Stancanelli (Pdl): senatore e sindaco del comune di Catania
Michele Traversa (Pdl): deputato e sindaco del comune di Catanzaro
Gianvittore Vaccari (Lega): senatore e sindaco del comune di Feltre
Marco Zacchera (Pdl): deputato e sindaco del comune di Verbania
Domenico Zinzi (Udc): deputato e presidente della provincia di Caserta

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    22 Ottobre 2011 - 22:10

    Art 134 ''..giudica sulle controversie....'' ecc.. Percio' chi dice che si é svegliata tardi, che lo ha fatto contro il cdx, dice stupidaggini. Fino a che non viene coinvolta da altri organi, non puo' agire d'iniziativa. Percio' i 19 su 22 del cdx sono elementi che non hanno rispettato la legge. Speriamo che la Corte dei Conti chieda loro di rendere il maltolto (doppi stipendi e pensioni)

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  • libero

    22 Ottobre 2011 - 13:01

    Ma la Biancaneve della Consulta,si e' svegliata adesso?Prima dov'era all'estero o dormiva?

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  • abraxasso

    22 Ottobre 2011 - 12:12

    Se stiamo ai commenti, i futuri Parlamentari saranno presi tra i nullafacenti e i centri sociali. Secondo i commenti, solo loro avrebbero le carte in regola.

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  • wilegio

    wilegio

    22 Ottobre 2011 - 12:12

    Sarà sicuramente una coincidenza, ma di quei sindaci o presidenti di province vedo UN udc e UN pd, e tutto il resto pdl e Lega. Sentenza politica? Ma no! Come si può pensare una cosa del genere? I membri (mai termine fu più appropriato) della suprema corte sono super partes, com'è noto a tutti! Mai e poi mai esprimerebbero una sentenza ispirata a bassi intendimenti politici! Adesso ci aspettiamo una bella lezione di democrazia dalla finocchiaro, che sicuramente non si lascerà sfuggire l'occasione per tuonare dal "suo" pulpito.

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