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Silvio furioso: "Tremonti è pazzo"

Il ministro presenta il piano Eurosud e Berlusconi s'arrabbia: "Chi l'ha autorizzato? Se servono a lui, i soldi li trova..."

Silvio furioso: "Tremonti è pazzo"
Silvio Berlusconi arriva a Meise per la cena con i leader del Ppe. Al premier italiano tocca la sedia più scomoda. Quella di chi è sotto esame. I partner europei si aspettano risposte dal Cavaliere sulle misure che sta preparando Roma per rilanciare l’economia tricolore: c’è o non c’è il decreto sviluppo? Ma anche certezze sui tempi delle dimissioni di Bini Smaghi: il banchiere, fallito l’approdo a Bankitalia, dal primo di novembre, cioè dall’insediamento di Mario Draghi al vertice della Bce, sarà un italiano “di troppo” nel board dell’istituto di Francoforte.

Germania e Francia premono perché il governo vari riforme che diano ossigeno all’economia del Belpaese. Berlusconi? Deve vincere le perplessità altrui. Ma anche quel muro di diffidenza personale alimentato dalle voci. Gossip su intercettazioni telefoniche del premier in cui esprimerebbe giudizi su Merkel e Sarkozy. Indiscrezioni alimentate anche da chi, nelle sedi istituzionali, dovrebbe difenderlo. Perlomeno stare dalla sua parte. Un nome a caso? Sì, lui. Silvio è infuriato con Tremonti, anche ieri Giulio gli ha offerto un motivo per esserlo: il ministro dell’Economia ha preceduto l’arrivo del presidente del Consiglio a Bruxelles di qualche ora e ha annunciato il “suo” piano per “la rivisione strategica dei fondi strutturali per il Sud”. «Ma è impazzito? Chi l’ha autorizzato?», lo sfogo berlusconiano. A cose fatte il premier ha potuto solo constatare che «oramai Tremonti gioca la sua partita», si muove come un «corpo estraneo» al suo governo, «rema contro, crea difficoltà».

Ma l’europiano per il Sud dimostra anche altro: «Non è vero che non ci siano soldi in cassa, quando Tremonti vuole, i fondi li trova». L’uscita del superministro complica la missione di Berlusconi. Non fa bene alla credibilità del governo italiano presentarsi ai partner europei parlando due lingue. Specie se quella che declina con la “erre moscia” fa di tutto per svuotare di significato il piano-sviluppo tanto sponsorizzato dal capo dell’esecutivo. Silvio ne ha parlato ieri alla cena, tornerà a farlo oggi nel corso del consiglio europeo straordinario. A Meise il Cavaliere ha avuto un lungo colloquio con la Merkel: «Credo di averla convinta», commenterà a tarda sera. Silvio ha tenuto a sottolineare che «l’Italia non è la Grecia, ha un’economia solida», un debito pubblico enorme sì, ma bilanciato dal risparmio privato. Nessun rischio di crisi di governo, ha giurato, «non credete a quello che scrivono i giornali». Il suo esecutivo terminerà il mandato e farà le riforme necessarie alla crescita. Già, le riforme: giustizia, fisco, architettura istituzionale.  Sullo sviluppo Berlusconi si è limitato alle linee guida non essendoci ancora un testo pronto. Ha spiegato che la copertura arriverà probabilmente dal concordato fiscale e da un piano per la vendita dei beni dello Stato. Tra questi si valuta anche l’alienazione dei terreni del demanio (Silvio ne ha parlato in mattinata col ministro delle Politiche Agrigole Saverio Romano, ricevuto a Grazioli).

Chiarito con la Merkel, rimane invece  delicato il rapporto con l’Eliseo. Sarkozy insiste perché Bini Smaghi liberi la poltrona alla Bce per un francese: questi erano i patti con il governo italiano. Nicolas potrebbe fare una piazzata pubblica sempre che Silvio non lo riesca a rabbonire in queste ore. Difficile, perché il rapporto tra i due non è mai stato così teso.

di Salvatore Dama

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Commenti all'articolo

  • marcopcnn

    24 Ottobre 2011 - 22:10

    La politica non è una questione di azioni di maggioranza e di pacchetti azionari. I numeri non bastano per governere. Ci vuole molto di più bisogna godere di rispetto sia interno che interbazionale. Voglio pure sforzarmi /ma ce ne vuoe...) di credere che Silvio sia vittima di una congiura e che su di lui siano piovute menzogne inenarrabili. Ma non posso comunque concepire quasta sua volontà di resistere ad ogni costo. O meglio non posso spiegarmelo con la sua convinzione di errere l'unico in grado di fare il bene dell'Italia. Se anche fosse vero non è più nelle condizioni di svolgere questo compito e dovrebbe prenderne atto come ha fatto Zapatero ! Molto pià semplice invece capire l'atteggiamento di Silvio pensando che resta al suo posto per fare i sì+propri interessi

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  • geisser

    24 Ottobre 2011 - 13:01

    allora vediamo un pò . Sarkozy ha chiesto a Berlusconi di impegnarsi a liberare lacadrega di Bini Smaghi in tempi rapidi incambio del sostegno a Draghi. OK , ma questo era prima della Libia . E poi Sarkosy si è inventato una guerra coloniale pura per andarsi a prendere del petrolio e gas , degli appalti ed altro che gli facevano gola il tutto travestendo la cosa da guerra di democratizzazione del paese . E se l'è preso . Quindi un paese UE , la Francia , ha fatto una guerra coloniale contro gli interessi di un altro paese UE . Io allora gli lascerei tranquillamente BINI Smaghi che oltretutto ricatta l'Italia per farsi dare un job migliore dal governo . Per cui lasciamogli lì Bini Smaghi tanto in Libia, Sarkosy mira a fregare gli interessi italiani comunque : io mi disinterresserei totalmente della cosa. Se Sarkosy vorrà fuori dalla BCE B-Smaghi, che gli offra un bel posto nel CDA di Sc Generale. Noi quel ricattatore non lo vogliamo più. E sarkosy impari: ride bene chi ride ultimo!!

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  • Veraleks

    24 Ottobre 2011 - 07:07

    chi?

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  • liviel

    24 Ottobre 2011 - 00:12

    all'estero ci ridono dietro per il cav(cogli..e al viagra)...lui e i suoi servi credono che con i mezzi d'informazione si può fregare il mondo...già e troppo che hanno fregato milioni di italiani...ma quelli come me che gli hanno creduto ora hanno un odio profondo che non potra' mai essere recuperato ne da lui ne dai suoi servi attuali

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