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La corte di Bossi querela Libero

"Nessuna lista di proscrizione contro i maroniani". Ma la verità è che il partito è in fermento e le spaccature non sono fantasie

La corte di Bossi querela Libero
«Nessuna lista di proscrizione». Marco Reguzzoni, capogruppo della Lega a Montecitorio, annuncia querela nei confront di  Libero e di altri giornali. Non ha gradito la notizia sui 14 deputati che non possono andare in tv o temono di non essere ricandidati. Il capogruppo dei padani a Montecitorio attacca: «Ho dato mandato ai miei legali di querelare i quotidiani che hanno scritto di fantomatiche “liste di proscrizione”. Una cosa che non sta né in cielo né in terra. Una notizia del tutto inventata  e tesa solo a spaccare la Lega. I giornalisti farebbero bene a   verificare le loro fonti...». A parte che il Carroccio riesce benissimo a dividersi da solo, senza l’aiuto dei cronisti (come hanno testimoniato le immagini del congresso di Varese che abbiamo messo sul sito libero-news.it), ieri abbiamo ottenuto altre conferme. Di più. Gli osservati speciali non sono solo a Roma. In Regione Lombardia, per esempio, spuntano il capogruppo Stefano Galli, il presidente del consiglio Davide Boni e il vicegovernatore Andrea Gibelli. A loro si aggiunge l’europarlamentare Matteo Salvini. L’accusa (o il sospetto) è sempre quella: essere troppo filo-maroniani, e quindi avversari del cerchio magico. Ovvero la pattuglia più vicina alla famiglia del Senatur e di cui fa parte proprio Reguzzoni. Ieri sono piovute smentite, che però confermano il livello di tensione.

Il comasco Nicola Monteni, per esempio, farebbe parte dei 14 deputati “eretici”. Ammette: c’è «un confronto interno che serve a far crescere e maturare il partito. Mi sento tranquillo: parlare di liste di proscrizione è solo una enfatizzazione». Gianni Fava, altro osservato speciale, taglia corto: «Non posso credere che nel Carroccio ci sia qualcuno così stupido da mettersi a fare pagelle con buoni e cattivi, o peggio, liste che hanno il vago sapore dell’epurazione. Al contrario, sono convinto che il segretario federale Bossi, oggi più che mai, abbia a cuore l’unità del nostro movimento e non liste e pagelline stilate da non si sa chi». Paolo Grimoldi, altro maroniano doc, dice: «Liste di proscrizione? Una stupidata pazzesca. Se ci fosse qualcuno che seriamente pensasse di farle sarebbe da trattamento sanitario obbligatorio, e dimostrerebbe di non aver capito affatto come funziona la Lega». Certo, «è umano discutere». Aggiunge Luca Paolini: «Gli attriti all’interno della Lega non sono veri, almeno non come vengono descritti». Poi chiarisce di non aver «mai visto» liste di proscrizione e sottolinea: «Non sono i capigruppo che decidono le candidature. La decisione spetta al Consiglio federale e poi deve essere ratificata dal segretario federale». Per Manuela Dal Lago «nessuno è venuto da me a parlarmi di queste cose, al di là di qualche collega che magari è preoccupato perché teme di non essere rieletto». In alcuni casi, più che smentite sembrano conferme. I cosiddetti maroniani, dietro le quinte, spiegano di voler rispondere colpo su colpo alle iniziative del cerchio magico, senza mettere in dubbio il ruolo di Bossi. Sull’altro fronte reagiscono piccati. Sfidano quelli che si sentono nella lista nera a uscire allo scoperto. E accusano i fedelissimi dell’uomo del Viminale di voler avvelenare il clima. Anche perché - evidenziano - la presenza in tv di gente come Carolina Lussana (vicecapogruppo alla Camera) o di Francesca Martini (sottosegretario), viste recentemente a Porta a Porta, non è strana visto il curriculum e il ruolo delle interessate. Aggiungono che, quando il capogruppo alla Camera era Roberto Cota, i paletti per i deputati erano più rigidi. Spiegano: se alle tv vengono proposti anche altri parlamentari oltre ai famosi 14, è solo un modo per offrire alternative e garantire la presenza in video dei padani. Non una censura. Una cosa è certa: i cronisti non lavorano di fantasia.

di Matteo Pandini

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Commenti all'articolo

  • leg

    23 Ottobre 2011 - 20:08

    Libero di nome ma non di fatto, siete peggio dei giornali schierati di sinistra. Perche? - il mio commento di ieri sulla notizia della lista di Bossi non l'avete pubblicato. E si... vanno bene solo quelli che offendono Bossi, e che esaltano i maroniani. - liberi di accettare tutte le voci, di parte, per poter costruire un articolo " Reguzzoni fa la lista....." senza verificare la fondatezza. Bastava ragionare, Bossi ha bisogno di una lista fatta da qualcuno per sapere chi sono i frondisti? Sapete perfettamente che quando ha detto ai suoi deputati " le liste le faccio io" ha aggiunto " vi conosco so chi sono i buoni e i cattivi" Maroni e i frondisti hanno le ore contate, comunque vadano le cose ,l'albertino e il nome Lega Nord non l'avranno mai, anche perchè li stanno ripudiando. Auguri al prossimo Presidente del consiglio del inciucio in salsa maroniana. Anche all' uno per cento e all'opposizione sempre con Bossi. LEG

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  • fossog

    23 Ottobre 2011 - 15:03

    penso che la ''corte di bossi'', moglie compresa, non c'entrino nulla con la democrazia e le scelte dei cittadini. Credo che Bossi sia ormai vecchio e malato e che non sia più di alcuna utilità, anzi... Me ne dispiace ovviamente, ma se le cose stanno così dovrebbe andare in pensione.

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  • imahfu

    23 Ottobre 2011 - 14:02

    Fuoco amico, eh Libero? Eppure insisti che il PD é allo sbando...

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  • Dream

    23 Ottobre 2011 - 14:02

    preferisco sempre che sia stata acccertata..confido in Libero..

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