Cerca

Il Cav a Umberto: o me o la fine

Berlusconi continua a mediare con l'alleato leghista. Napolitano lo pressa. Drammatico faccia a faccia col Senatur: se cadiamo non si salva nessuno

Il Cav a Umberto: o me o la fine
I«Ma è vuota!», esclama un ministro dopo aver aperto la cartellina etichettata “dl sviluppo”. Essì, è vuota: la riunione di gabinetto comincia alle sette di sera, ma non c’è nulla da mettere in votazione. Non è servita la nottata di trattative con Umberto Bossi, non è bastato tutto il giorno per convincere il leader leghista a fare la riforma delle pensioni. Mettere mano a quelle di anzianità è lo snodo centrale, a cascata viene tutto il resto (liberalizzazioni, lavoro, privatizzazioni,  e quant’altro). Bisognerebbe fare presto, insiste  Silvio Berlusconi: «L’Ue ci chiede interventi urgenti», ha spiegato il premier tenendo un’ampia relazione sul vertice di Bruxelles, «ho dato la mia parola: il governo agirà in maniera tempestiva».

Poi ha lavorato sul morale della squadra: «È assurdo sostenere che sia io la causa della crisi». Il contrario: «Solo noi possiamo portare il Paese fuori da quesa situazione e chi  critica non sarebbe capace di mettere insieme una maggioranza per governare» e allontana  lo spettro di un esecutivo diverso dal suo.  Tutti d’accordo? I leghisti non proprio. Se vogliono, hanno l’occasione per buttare giù il governo con una motivazione più che plausibile.  «Le pensioni non si toccano», torna a ribadire Bossi in consiglio dei ministri. Pur comprendendo l’urgenza di varare un provvedimento per  la crescita, Umberto è selettivo sui contenuti: «Devono piacere a tutti». E l’intervento sulle pensioni ai leghisti non va bene. Che piano ha il Senatur in testa? Silvio chiude il Consiglio e cerca di indagare proseguendo la trattativa a cena con Tremonti e i ministri leghisti (Bossi, Calderoli, Maroni).

«Umberto», il Cav. liscia il pelo all’alleato, «devi capire: non posso ripresentarmi in Europa a mani vuote. Dobbiamo essere uniti, cerchiamo di non dare alibi ai nostri nemici. Siamo sotto attacco, a Bruxelles non ci amano». Silvio prova a convincere l’alleato a lasciar perdere il calcolo elettorale spicciolo: «Se casca il governo adesso, in questo delicato momento, siamo tutti finiti. Non si salva nessuno». L’occhio va a inquadrare Tremonti. Il fatto che Berlusconi veda Giulio a ripetizione nel corso della giornata non deve ingannare. È obbligato a farlo, tra i due l’era glaciale continua. Il Cavaliere guarda sospettoso al fatto che il ministro stia provando a ritagliarsi un ruolo di mediazione con il Carroccio. E ascolta con più di un retropensiero i suoi consigli: «Silvio, esponi a Bruxelles solo le linee guida, non facciamoci imporre nulla». Poco importa, è il ragionamento, se entro mercoledì  l’esecutivo non vara alcun decreto. Berlusconi ha interpretato queste parole come un voler frenare ciò che egli vuole accelerare. E deve aver pensato: questo qui sta cercando di fregarmi. Però l’idea prende piede. L’ipotesi è che Silvio si presenti a Bruxelles senza decreto (oggi nessun cdm in programma) ma con un pacchetto di misure concordate con la maggioranza e un timing preciso. 
Su quanti fronti deve combattere il Cavaliere. In mattinata, al due Merkel-Sarkozy, si è aggiunto Napolitano. Il capo dello Stato ha insistito perché l’esecutivo si spicci a varare misure. Misure su cui l’alleato leghista frena. Tanto che al termine del colloquio un Berlusconi stremato ha guardato Letta: «Gianni, e adesso come ne usciamo?». 
 
di Salvatore Dama

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • bruno osti

    25 Ottobre 2011 - 15:03

    meglio la fine

    Report

    Rispondi

  • gigigi

    25 Ottobre 2011 - 12:12

    E' chiaro che visto che ci siamo dentro, l'UE e' autorizzata a richiedere cio' che ci chiede per il bene del Continente (dicono). Se la Lega non vuol far saltare il Governo, DEVE assoggettarsi a quanto richiedono da Bruxelles. Le baby pensioni e tutte quelle altre pensioni "facili" distribuite a pioggia, da quelli che hanno preceduto il Pres.Berlusconi e lui stesso, dovrebbero essere immediatamente requisite! Piu' di una volta mi e' capitato di discutere del problema che attanaglia questo Paese in tema di pensioni e riguarda proprio me. Anzi mia madre. Ora, e' morta, a 98 anni. Ma prima, ha vissuto con la elargizione della pensione 'Inps, SENZA AVER MAI LAVORATO IN VITA SUA! Ma vi sembra logico? Sia chiaro, che ad una persona cosi, deve pensare esclusivamente la propria famiglia, i propri figli ecc., non lo Stato! E sto' parlando di mia madre! Per non dire poi, di tutti gli extra comunitari,profughi, ecc, cui dobbiamo dare da mangiare qui da noi. Perche'? Pero',ora,dipende solo da noi1

    Report

    Rispondi

  • feltroni

    25 Ottobre 2011 - 11:11

    Sembra Gheddafi davanti al tombino dove si era nascosto, mentre offriva oro affinché non lo sparassero...

    Report

    Rispondi

  • mario modern

    25 Ottobre 2011 - 11:11

    ma che vogliono? il ns governo ha già varato due decreti forrmidabil! piano casa e piano sud. si tratta di volani potentissimi per la crescita ed è sotto l'occhio di tutti!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog