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Senatùr: Fucili puntati sul premier. Ma vorrebbe essere lui a sparare

Anche dopo l'accordo il Senatùr minaccia: "Governo rimane a rischio". Al leghista farebbe comodo il crollo dell'esecutivo

Senatùr: Fucili puntati sul premier. Ma vorrebbe essere lui a sparare
Dopo l'accordino sulle pensioni raggiunto con Silvio Berlusconi, Umberto Bossi ha spiegato: "Abbiamo trovato una strada. Ora vediamo cosa dice l'Unione Europea". Ma ai cronisti che gli chiedevano lumi sul futuro del governo, il Senatùr ha ribadito i concetti espressi in precedenza nella giornata."Se sono più ottimista rispetto a stamattina? No, sono ancora pessimista...". Poi il leader del Carroccio ha svelato qualche punto dell'intesa raggiunta con Berlusconi: nessun intervento sulle pensioni di anzianità, "io sono sempre contrario a far pagare dieci volte quelli che hanno già pagato. Le pensioni di anzianità non si toccano".

I tuoni del Senatùr - La situazione insomma, come aveva detto Bossi in mattinata, resta "molto pericolosa". Che tirasse aria di crisi a Palazzo Chigi - per ora scacciata dall'intesa raggiunta martedì sera - il leader della Lega lo ha confermato più volte. E in questo caso non sembra l'ormai tradizionale spauracchio agitato dal Senatùr in faccia a Berlusconi. E una crisi, oggi, per Bossi, sarebbe una portata succulenta: la difesa delle pensioni si tradurrebbe in una crescita di consensi e nella possibilità - senza passare per un governo tecnico e per una riforma elettorale - di far piazza pulita di maroniani e malpancisti dalle liste del Carroccio.  Arrivato a Montecitorio, ai giornalisti Bossi aveva infatti confermato: "Il governo rischia. Certo. Se cade Berlusconi, elezioni per forza". In casa Lega e non solo, dunque, nonostante l'accordino, si continua a pensare all'eventualità delle dimissioni del premier. Sono due le alternative: ambienti vicini al Pdl già da lunedì prospettano l'ipotesi di un governo tecnico presieduto da Gianni Letta o da Renato Schifani, entrambi fedelissimi di Silvio. Ma siccome è improbabile l'allargamento della maggioranza al Terzo Polo, almeno al momento, prende corpo l'idea di elezioni anticipate, come ha appunto sottolineato Bossi. "Noi non facciamo governi tecnici".


Bossi: "Bce col fucile puntato"... - Bossi, per chi non lo avesse capito ancora, ha ripetuto che per la Lega Nord per le pensioni "i 40 anni non vanno toccati". Quindi i cronisti gli hanno chiesto se si può trovare la quadra sul cosiddetto scalone di Maroni: "Dipende che vuol dire trovare la quadra", ha risposto sornione il Senatùr. Per la giornata di martedì, ha poi puntualizzato, non ci sono in programma incontri con il premier. Vedra Berlusconi?, chiedevano i cronisti. "No, starò lì a guardare le proposte che mi fanno". Poi il leader del Carroccio ha spiegato il suo punto di vista: "L'Europa vuole far fare un passo indietro a Berlusconi. Quello dell'Europa è un colpo contro Berlusconi". Quindi l'attacco frontale al neopresidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. "Chi fa quella roba lì è un italiano", ha tuonato Bossi riferendosi alla lettera della Bce. "L'Europa che parla italiano dice addirittura che bisogna privatizzare le farmacie, che sono comunali. Belle stupidaggini...".

...ma sarà il Senatùr a sparare - Secondo Bossi, insomma, i fucili dell'Europa sono puntati contro Berlusconi, e difficilmente Bruxelles cambierà idea per l'intesa di massima raggiunta tra Pdl e Lega e che non pare implicare le pensioni di anzianità. Le dita sono già pronte e sudate sul grilletto. Eppure a premerlo, quel grilletto, potrebbe (e vorrebbe) essere proprio il Senatùr. Il ragionamento è semplice. La Lega Nord in crisi di consensi secondo i sondaggi più recenti sarebbe in grado di raccogliere l'8,8% dei voti. Una quota non lontana dai record ma comunque elevatissima e che permetterebbe al Carroccio di giocarsi il ruolo di terzo partito nazionale insieme a Sinistra e Libertà e l'Udc di Casini. L'equazione di Bossi è presto fatta: la difesa a oltranza delle pensioni si tradurrà in un ulteriore incremento di voti, i consensi schizzerebbero. E, contestualmente, andare subito alle urne - senza passare per un governo tecnico e una riforma elettorale che eliminerebbe i listini bloccati- permetterebbe al Senatùr di fare pulizia di tutti i dissidenti: via i maroniani, via i malpancisti. Quale occasione migliore per Bossi se non una fragorosa rottura proprio sulle pensioni? Probabilmente, anzi sicuramente, nessuna.

La conferma di Matteoli - Sulla crisi non nasconde preoccupazioni nemmeno Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture: "Stiamo trattando, mi pare ci sia questa ipotesi", aveva ammeso in mattinata prima dell'intesa di massima. Sul nodo delle pensioni, "sostanzialmente - ha sottolineato il ministro - siamo tutti d'accordo che queste è meglio non tagliarle. Però, se non si tagliano le pensioni, bisogna trovare qualche altra soluzione che non è facile". In questo senso, dunque, c'è compattezza: "Non è in discussione il fatto che c'è un partito di coalizione che è favorevole ai tagli delle pensioni e uno che è contrario. Siamo tutti contrari. Nessuno - ha puntualizzato - ci ha chiesto di tagliare le pensioni; nessuno propone di tagliare le pensioni ma di allungare l'età pensionabile".

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Commenti all'articolo

  • paolo1942

    26 Ottobre 2011 - 08:08

    solo parole Bossi non sa far altro che biscicare parole ma i fatti ?

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  • iltrota

    25 Ottobre 2011 - 21:09

    Speriamo che sia l' Europa far staccare la spina a questa banda di briganti che sta impestando l' Italia da anni: mi riferisco a B&B, Berlusconi & Bossi. Dai, che domani ce li levaimo dalla palle tutti e due in un colpo solo!!! W l' Europa!!!!

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  • raucher

    25 Ottobre 2011 - 20:08

    nel momento in cui si mette contro l'evidenza dell'intera Europa. Con la caduta del governo di dx, la Lega non andrà mai più al governo. E allora che senso ha la stupida presa di posizione di Bossi?

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  • vin43

    25 Ottobre 2011 - 20:08

    Energia e forte volontà di riuscire a risolvere i moltissimi problemi, gli aumenteranno stima e apprezzamento di tutti gli italiani. Sono certo che ancora una volta ci riuscirà. La Lega Nord e il suo leader Bossi regaleranno ancora una volta l’Italia alla sinistra? Spero di NO. A sinistra si stanno sfregando le mani e gridano: «E’ fatta, è fatta!». Devono essere legittimati dal popolo. Qualora sarà positivo, allora sì, potranno gioire. Gioire per cosa? Ve lo dico io per cosa! Si venderanno tutto quello che c’è da vendere. Eh sì! E allora perché hanno la bramosia di andare al potere quanto prima?

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