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Il Senatur spara su Draghi

Umberto difende le pensioni di anzianità e attacca il neogovernatore della Bce: "Voleva fucilare Berlusconi". E sul governo: sono pessimista

Il Senatur  spara su Draghi
Non c’è chiarezza sui dettagli, ma Lega e Pdl (come previsto) hanno deciso di tirare avanti. Per ora il governo non cade, anche se con ogni probabilità finirà la corsa nel 2012. La schiarita è annunciata da Angelino Alfano durante la registrazione di Porta a Porta, e pochi minuti dopo Umberto Bossi è più esplicito: «È stata individuata una strada ma resto pessimista. Le pensioni di anzianità non si toccano».

La strada, secondi fonti ministeriali, non colpisce i diritti acquisiti e gli assegni di anzianità ma accelera l’adeguamento alle aspettative di vita delle pensioni di vecchiaia e per le donne. Un compromesso che Silvio Berlusconi sottoporrà all’Unione europea, ben sapendo che il via libera non è scontato. Anche per questo il Senatur ribadisce: «Stavolta la situazione è molto pericolosa». Per poi confermare che «certo», il rischio di una crisi di governo è ancora concreto. La Lega ha una sola certezza: «Non facciamo esecutivi tecnici», e quindi se il Cavaliere lasciasse palazzo Chigi ci sarebbero solo le urne. Ma più che una certezza è un auspicio, visto che bisognerebbe fare i conti con Giorgio Napolitano.

Fatto sta che Umberto, per tutto il giorno, ha ripetuto il no all’innalzamento delle pensioni a 67 anni: «Non è possibile, non possiamo farlo per far piacere ai tedeschi. La gente ci ammazza». E ha ripetuto che per le pensioni «i 40 anni non vanno toccati». Domanda dei cronisti: si può trovare la quadra sullo scalone di Maroni? Risposta di Bossi: «Dipende che vuol dire trovare la quadra...». È seguito un attacco a Mario Draghi: «L’Europa vuole far fare un passo indietro a Berlusconi. Quello dell’Europa è un colpo contro Berlusconi. L’Europa che parla italiano dice addirittura che bisogna privatizzare le farmacie, che sono comunali. Belle stupidaggini...». Le istituzioni europee non piacciono per nulla ai lumbard, visto che «abbiamo un sistema pensionistico che è più a posto di quello francese e tedesco. La lettera» della Bce «è una fucilata a Berlusconi».

La giornata di ieri del Carroccio, dopo il nulla di fatto di lunedì nonostante estenuanti trattative notturne, è cominciata con un vertice da Silvio Berlusconi. Bossi ha mandato i suoi ambasciatori Roberto Calderoli e Roberto Maroni, che poi hanno fatto arrivare la controfferta al Senatur. È seguita una riunione fiume del Carroccio, mentre il ministro dell’Interno - alla Camera - ha chiacchierato a lungo con Enrico Letta e Pier Luigi Bersani. Quest’ultimo ha fatto sapere: «A Maroni ho fatto presente che così non si può andare avanti. Se la Lega non stacca la spina e recupera autonomia, pagherà il conto alle elezioni che siano nel 2012 o nel 2013». Anche questo è il cruccio del Senatur: una mossa sbagliata sulle pensioni potrebbe costare montagne di voti. Certo, in caso di urne anticipate sarebbe curioso sapere come potrà ricompattarsi il centrodestra, perché l’attuale Porcellum caldeggia le coalizioni. Detto questo, è difficile immaginare che Lega e Pdl si separino causando il crollo dell’esecutivo per poi ricompattarsi alle Politiche.

Il nervosismo è palbabile, e infatti il ministro per le Riforme aveva cominciato la giornata di ieri arrabbiandosi con una giornalista di un’agenzia, che s’è presa della «rompi...» prima di ricevere alcune risposte da Umberto sullo stato della trattativa col Cavaliere.I padani hanno detto no anche sui condoni («su quelli non trattiamo»), e in serata Bossi e Calderoli sono andati a palazzo Grazioli per discutere col premier. Presenti i capigruppo Bricolo e Reguzzoni, oltre al governatore Roberto Cota che ha cancellato la sua presenza a Ballarò.
di Matteo Pandini

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Commenti all'articolo

  • imahfu

    26 Ottobre 2011 - 10:10

    Ma con la testa. Questo é il guaio, Il primo fu di norminarlo ''Senatur'' Il governo non é tecnico (troppo difficile per un padano ma TENNICO, più vicino al tennis che alla tecnica). E poi si offendono dei risolini dimenticando che un capo di un governo serio, quello tedesco, fu chiamato culona. Certo é che per un Don Giovanni da strapazzo uso a pagare e per un celodurista, é un complimento.

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