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Silvio va all'esame di Bruxelles con mezzo accordo in mano

Nella notte il Cav e Bossi trovano un'intesa: ok all'innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni. Per le donne obiettivo da raggiungere nel 2026

Silvio va all'esame di Bruxelles con mezzo accordo in mano
Dopo una giornata che ha lasciato il Paese con il fiato sospeso e l'incognita delle crisi di governo, nella notte è stato raggiungo un accordo tra il premier Silvio Berlusconi ed il leader della Lega Umberto Bossi. Nessuna apertura sulle pensioni di anzianità, ma il Sennatur ha detto sì all'all'innalzamento graduale dell'età pensionabile a 67 anni. L'ok anche all'innalzamento dell'età pensionabile per le donne a 67 anni come obiettivo da raggiungere nel 2026.
La lettera che oggi sarà inviata all'Unione europea dovrebbe essere lunga quindici pagine e sarà inviata anche al Capo dello Stato Giorgio Napolitano contiene un articolato programma di iniziative che l'Italia sottoporrà all'Unione europea. 

Segue l'articolo di Sandro Iacometti

Niente interventi sulle pensioni d’anzianità. Ritocchi per quelle di vecchiaia. Stretta sui trattamenti d’invalidità e su quelli di reversibilità. Non è, probabilmente, proprio quello che l’Europa si aspetta, né quello che voleva Silvio Berlusconi. Ma i margini di manovra per evitare di presentarsi al vertice Ue con una crisi di governo in atto erano strettissimi. La Lega non ha ceduto su quasi nulla. I veti contrapposti delle varie anime della maggioranza e dei duellanti che guidano i ministeri economici hanno fatto il resto. Il risultato dell’intesa raggiunta per il rotto della cuffia è un mix di rivendicazioni di quanto già fatto e una serie di impegni futuri sulla falsa riga di quanto già previsto nella delega fiscale e assistenziale e nel piano di valorizzazione degli immobili pubblici presentato qualche settimana fa da Giulio Tremonti. Le misure sono state messe nero su bianco, ma il testo è cambiato più di una volta. L’unica certezza è che la lettera arriverà all’Unione europea nel corso della notte, se non questa mattina. Il Cavaliere ha continuato a limare il testo fino all’ultimo momento utile per tentare di avvicinarsi il più possibile alle richieste della Ue. «Siamo sicuri che l’Italia farà quanto il premier Berlusconi ha detto ai presidenti Barroso e Van Rompuy» e che invierà entro il vertice una «lettera che enunci in modo chiaro le misure» che intende adottare.

L’obiettivo è quello di rompere il clima di ostilità che si è fatto via più aspro fino ai dictat e ai risolini e che rispecchia fino ad un certo punto le difficoltà reali del Paese. Per questo il Cavaliere ha deciso di infarcire la lettera anche di impegni già presi, proprio per ricordare ai soloni europei che fino ad ora il governo non è stato proprio a guardare. Sul fronte previdenziale, ad esempio, che sembra essere diventato l’unico nodo del contendere, l’Italia ha già messo in cantiere un percorso di adeguamento alle aspettative di vita dei trattamenti di vecchiaia, che porterà l’età pensionabile a 67 anni prima di alcuni Paesi europei in prima fila nel bacchettare il governo. Mentre sulle pensioni di invalidità e di reversibilità sono previsti interventi nell’attuazione della delega fiscale. Così come è stato incardinato il processo di valorizzazione del patrimonio pubblico. Il problema, semmai, resta il calendario delle misure, qualcosa che convinca i governi europei che ora si passa dagli annunci ai fatti. Il vertice di oggi resta quindi un passaggio strettissimo. Nella missiva, riferisce chi ha partecipato alla sua stesura, si ricorderà innanzitutto quanto già deciso con le due manovre di agosto e settembre, dando rassicurazioni sul fatto che il pareggio di bilancio sarà nel 2013. Sottolineando che il gettito derivante dalla lotta all’evasione poggia su basi più che concrete e che anche sui tagli non vi è ragione di dubitare. Quanto alla ripresa il presidente del Consiglio confermerà l’intenzione di procedere sul fronte delle liberalizzazioni, delle privatizzazioni, delle dismissioni così come su quello della riforma del mercato del lavoro e della sburocratizzazionè per le imprese. Si impegnerà inoltre sul controverso capitolo della riforma delle pensioni con qualche ritocco ma spiegando che il sistema previdenziale italiano è «sostenibile».

Il Cavaliere è consapevole di arrivare a Bruxelles con un compromesso al ribasso, a causa del veto della Lega ad un intervento incisivo, in particolare sul fronte delle pensioni di anzianità. Ma spera che Bruxelles confermi quel giudizio da sempre espresso sul nostro sistema pensionistico e cioè che vada riformato, ma la cui sostenibilità non sia in pericolo. Il passaggio resta comunque delicato, prprio perché oltre alle istituzioni e ai partner Ue a passare il vaglio della credibilità del governo italiano ci saranno anche i mercati. Sul primo fronte, quello politico, il Cavaliere è convinto che anche Germania e Francia non potranno protestare più di tanto perchè consapevoli che una crisi italiana trascinerebbe a fondo l'intera economia Ue.

di Sandro Iacometti

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Commenti all'articolo

  • rocambole

    26 Ottobre 2011 - 21:09

    Se c'è una cosa che potrebbe far inbestialire le opposizioni cretine che abbiamo in Italia sarebbe proprio il fatto che il nostro Governo possa essere creduto all'estero. Lor nel loro odio verso Berlusconi preferirebbero che l'Italia fallisse e andasse in rovina. A loro del nostro Paese non frega proprio niente. L'importante è fare secco Berlusconi. Se non è un'opposizione idiota questa allora proprio non saprei. La prova che abbiamo a che fare con veri cretini l'abbiamo avuta ieri sera a Ballarò dove quel cialtrone di Fini, ladro e traditore si è permesso di criticare la moglie di Bossi perche questa sarebbe andata in pensione a 39 anni. Che un elemento come questo Fini che mai ha lavorato 5 minuti in vita sua, ma ha solo fatto politica cioè chiacchiere da quando era Balilla, Avamguardista per poi passare tra le Guardie Rosse , è proprio il clmo. Si dimetta da Presidente della Camera perchè un'istituzione così importanete non può essere presieduta dal mascalzone di tal fatta.

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  • alvit

    26 Ottobre 2011 - 17:05

    imafhu, woody e osti fanno parte della stessa casa del popolo e scrivono a sei mani per farsi passare per l'intellighenzia della sinistra? Imafhu fa la parte del taliban, osti del professorino universitario amico degli extraterritoriali e woody del mona del gruppo. Imafhu e' sempre fuori tema, scrive senza nemmeno leggere gli articoli, osti riporta paro paro gli articoli degli altri e wooberone le offese. Lui il mona dei tre, dà del somaro a tutti, in quanto gli ricorda molto suo padre.

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  • ciannosecco

    26 Ottobre 2011 - 17:05

    Dai dati si evince che i migliori rendiconti in Italia si sono tenuti nel ventennio Fascista e nel periodo della DC.I numeri ci dicono questo ma i fatti parlano di altro.La realtà ci dice che per entrare nell'Euro ,la sinistra ha truccato i conti,inventandosi persino il tesoretto.Siamo alla fine di un'imbuto,ora tocca pagare i disastri compiuti dalla sinistra e dalla DC, e gurda caso Prodi è accomunato in ambedue schieramenti.

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  • ciannosecco

    26 Ottobre 2011 - 16:04

    Se hai bisogno di qualche link,eccoti servito subito : http://www.blitzquotidiano.it/economia/wall-street-journal-italia-conti-truccati-980647/

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