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Miracolo della crisi: Silvio e Giulio di nuovo insieme

L'Europa ha messo il governo con le spalle al muro così Berlusconi e Tremonti sono stati costretti a lavorare gomito a gomito

Miracolo della crisi: Silvio e Giulio di nuovo insieme
Il momento è critico e le armi vengono messe da parte. Bruxelles ha messo  con le spalle al muro il governo italiano, così Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti tornano a lavorare gomito a gomito. Non accadeva da un pezzo. Due vertici in due giorni, tra il premier e il ministro dell’Economia. Dopo il faccia a faccia di lunedì, la riunione di ieri, a palazzo Grazioli a Roma, cui ha partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Solo «una tregua armata» spiegano alcuni parlamentari del centro-destra.
 Fatto sta che nelle fasi più complicate, l’esecutivo pare non poter fare a meno di Tremonti. Pure i suoi suggerimenti, secondo fonti vicine al dossier, sono finiti nella lettera del Cavaliere all’Unione europea. Obiettivo è convincere l’Europa che l’Italia è in grado di mettere sul piatto un pacchetto di riforme e di interventi strutturali necessari a risanare i conti pubblici e a rilanciare l’economia.
Nello scorso fine settimane Nicolas Sarkozy e Angela Merkel hanno alzato la voce, obbligando, di fatto, il nostro Paese ad accelerare sulla  ricetta anticrisi. Ricceta che dovrebbe contenere i discussi ritocchi al sistema pensionistico, che stanno creando tensioni nella maggioranza con le Lega di Umberto Bossi che punta i piedi. Berlusconi vuole arrivare al Consiglio europeo di oggi pomeriggio con qualcosa di concreto. Di qui il “ricorso” alle idee fisse del professore di Sondrio: lotta all’evasione fiscale, privatizzazioni e dismissioni del patrimonio immobiliare dovrebbero far parte del pacchetto  in viaggio per Bruxelles nella valigia del Cavaliere.
    
Terminato l’incontro con Berlusconi e Letta, il titolare dell’Economia è rientrato a via Venti Settembre. Ad attenderlo, sulla scrivania che fu di Quintino Sella, c’era la bozza del discorso da leggere oggi alla Giornata Mondiale del risparmio. Un’occasione particolare, quella in programma stamattina. L’evento annuale organizzato dall’Acri, l’associazione delle Fondazioni bancarie  e delle casse di risparmio, porterà per l’ultima volta sullo stesso palco Tremonti e il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Non c’è aria di duelli.
L’addio di Draghi a via Nazionale, non farà perdere di vista a Bankitalia  le potenzialità del Paese. Anzi. Palazzo Koch pare   rilanciare la sfida: gli obiettivi per l’Italia sono raggiungibili. L’aria, su quel fronte, è cambiata. Proprio nel giorno in cui la politica ha vissuto   una delle sue giornate più travagliate, con la lunga trattativa fra Pdl e Lega sulle pensioni a tenere banco, ieri hanno parlato il neo governatore, Ignazio Visco, e il direttore generale di via Nazionale, Fabrizio Saccomanni. E lo hanno fatto all’insegna di uno slancio di ottimismo, per sottolineare che è indispensabile agire ma che si può farlo nella convinzione di uscire dall’angolo. «Credo profondamente nell'Italia, nei punti di forza e nella vitalità della sua economia», ha detto Visco, parlando, a porte chiuse, al Castello di Nipozzano. L’altro concetto che sottolinea è che «la sostenibilità finanziaria e gli investimenti in settori vitali quali l'istruzione, l'innovazione ed il capitale sociale, sono una priorità assoluta».

  Nel suo lavoro, Visco potrà contare sul contributo fondamentale di  Saccomanni. Fino a ieri è stato il suo capo e da domani sarà il suo più stretto collaboratore, sempre nel ruolo di direttore generale. E mostra una piena sintonia, sviluppando lo stesso concetto accennato da Visco. «I nostri obiettivi sono raggiungibili. Ci vuole un minimo di coesione politica e ci vuole anche un minimo di capacità di chiarire esattamente quali sono i termini e le cose che sono state fatte e quelle che devono essere ancora fatte», spiega, parlando a Firenze. «Con le manovre di agosto e dei primi di settembre sono state fatte cose abbastanza importanti», sottolinea. L’Italia, insiste Saccomanni, «ne deve fare delle altre, le sta facendo, però non sono cose che hanno un grado di urgenza come le misure di finanza pubblica di agosto e settembre». A conti fatti, le parole di Visco e Saccomanni si traducono in una promozione a pieni voti per Tremonti.

di Francesco De Dominicis

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Commenti all'articolo

  • spalella

    26 Ottobre 2011 - 12:12

    Stavano già insieme, MA COSA AVEVANO PRODOTTO ? nulla !

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  • imahfu

    26 Ottobre 2011 - 11:11

    Lui é l'unico che sappia aggiustare le cose.

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