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Bossi tiene sulle spine il Cav: "Alle urne quando lo dico io"

Il Senatùr e il voto nel 2012: "Non ho bisogno di accordi con Berlusconi, ho il coltello dalla parte del manico"

Bossi tiene sulle spine il Cav: "Alle urne quando lo dico io"
Patti segreti con Silvio Berlusconi? Neanche per sogno. Umberto Bossi non lascia al premier un attimo di tranquillità nemmeno nel giorno della lettera del governo italiano a Bruxelles. "Il coltello dalla parte del manico ce l'ho io", avverte il Senatùr ed il destinatario è proprio il Cavaliere. Altro che accordo per andare a votare in primavera, Bossi fa capire che alle urne si andrà solo se e quando lo dirà lui, senza dover avvisare Berlusconi. "Il giorno in cui non gli do più i voti si va alle elezioni". Un messaggio al Cav, al Pdl ma pure alla Lega e in particolare a Roberto Maroni, il suo delfino-rivale che a differenza del leader del Carroccio sarebbe propenso a governi tecnici. Sul tavolo però c'è ancora la trattativa sul tema delle pensioni, che la lettera alla Ue non ha chiuso, anzi. Il leghista Gianluca Pini spiega: "Abbiamo aggiustato quanto già scritto a luglio di quest'anno: aumentare l'età pensionabile a 67 anni dal 2026", cosa confermata nel testo inviato a Bruxelles. Le pensioni di anzianità invece non si toccano, perché hanno vinto, ha commentato Bossi, "buonsenso e onestà". "Non possiamo non dare la pensione alla gente che ha pagato per tutta la vita", ribadisce il premier. Ora, come dice il governatore e futuro presidente Bce Mario Draghi, si tratterà di rendere concrete le riforme annunciate.

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