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La rivincita di Berlusconi: adesso rido io

Il premier soddisfatto dell'accoglienza europea: pendevano dalle mie labbra. Ma continua a pensare al voto nel 2012

La rivincita di Berlusconi: adesso rido io
E adesso vediamo chi è che ride...». Quando Silvio Berlusconi atterra all’aeroporto militare di Melsbroek, la lettera del governo italiano è già nelle mani dei vertici di Bruxelles da circa un’ora. In realtà è dal mattino che Roma tiene al corrente il presidente del Consiglio Ue Van Rompuy e il presidente della Commissione Barroso sui contenuti del piano predisposto dal governo italiano. Tanto che dalle istituzioni europee arrivano anche delle indicazioni che vengono recepite in corso d’opera poco prima che il Cavaliere decolli per illustrare di persona le misure. Lavoro di sponda che coinvolge anche Mario Draghi, dal quale, in mattinata, arriva il primo  sigillo alla lettera: «È un passo importante», dice il neo presidente della Bce. 

 «Caro Herman, Caro Josè Manuel», l’intestazione è confidenziale e scritta a mano dal premier, così come la conclusione («Un forte abbraccio, Silvio»). Per il resto, sta alla perizia del vecchio imprenditore vendersi bene il documento, corposo e ambizioso, che prevede un fitto calendario con numerose missioni da portare a compimento. «La lettera e l’agenda hanno fatto un’impressione molto buona e sono state molto ben ricevute», afferma il presidente di turno dell’Unione europea, il polacco Donald Tusk. 

Insomma, a lavori del Consiglio europeo ancora in corso per esaminare il caso Grecia, Silvio sembrerebbe averla sfangata. Ancora una volta. Berlusconi fa sapere a Umberto Bossi, l’alleato che più l’ha messo in crisi in questi giorni, che «la lettera è andata bene», ai partner è bastata una esposizione molto dettagliata delle cose da fare: l’Italia rimane sorvegliata speciale ma non commissariata, come si paventava. «Li ho convinti, pendevano dalle mie labbra», si è auto-complimentato il premier, ricordando di essere il capo di governo «con più esperienza» in sede europea. Anche la signora Merkel sembrerebbe essere un po’ più tranquilla. Sarkozy no. Ma il presidente francese finché Bini Smaghi non si dimette dalla Bce continuerà a essere risentito con Roma. Ridere, non ha riso, stavolta.

Berlusconi? Rimane realista. Sa che il programma contenuto dalla lettera è parecchio ambizioso. Troppo per camminare sulle gambe di una maggioranza come quella che affonda due volte alla Camera mentre lui sta volando a Bruxelles. Nel documento il premier pianifica un calendario che arriva fino alla fine della legislatura. In privato, tuttavia, l’orizzonte che si dà Silvio è molto più ravvicinato: «Cerchiamo di arrivare a Natale, poi vediamo a gennaio che succede». Berlusconi e Bossi negano un patto per il voto in primavera 2012, di fatto però i due hanno un interesse convergente. Il primo a levarsi dalle sabbie mobili cercando l’ultima impresa elettorale; il secondo a mettere ordine in un partito, la Lega, che gli sta sfuggendo di mano. C’è odore di matita copiativa nell’aria: ieri se n’è parlato nel corso di una riunione tra Angelino Alfano e i ministri di Liberamente.Perché ciò accada (urne a marzo 2012) il governo deve arrivare ad affettare il panettone. Ma gli eretici del Pdl sono in movimento perché cada prima. Scajola e Pisanu (che ieri ha riunito i suoi) potrebbero fare breccia tra i tanti peones che hanno la certezza di non essere rieletti. Allora meglio - è la tentazione - mandare a gambe all’aria l’esecutivo attuale in queste settimane, le ultime utili per formare un governo tecnico che consenta all’onorevole. Nessuno di portare a termine la legislatura in serenità. 

di Salvatore Dama


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Commenti all'articolo

  • Guderian

    27 Ottobre 2011 - 14:02

    e loro non se ne accorgono nemmeno, ma non solo cercano di rispondere anche a tono. Basta mettersi un nickname come il suo già basta a confondervi. Ma come fate a vivere serenamente ??? :(

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  • vgrossi

    27 Ottobre 2011 - 14:02

    ... lascia le esagerazioni ai nostri sinistri locali, è meglio

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  • vgrossi

    27 Ottobre 2011 - 14:02

    ... prevedendo quello che avresti scritto oggi, addì 27 del mese di Ottobre dell' anno del Signore 2011,( e che riporto per comodità universale "L'ennessimo apparente traguardo di ieri si porterà nell'arco di una decina di giorni in una precipitazione inarrestabile per PDL e Lega.") disse il grande oratore semplicemente "putant quod cupiunt": E non mi prendo neppure la fatica di tradurtelo, mio Catilina in 64°

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  • vgrossi

    27 Ottobre 2011 - 14:02

    scrivi " è un uomo straordinario che tutto il mondo ammira e ci invidia e tutti gli italiani dovrebbero ringraziare!" : il senso è giusto, ma credimi, al mondo hanno ben altro da fare che preoccuparsi del PdC di una nazione media, importante, certamente, ma periferica nei grandi movimenti attuali. Noi siamo olto importanti per noi stessi, e, casualmente, per la crisi paneuropea attuale. Finita questa, torneremo dove siamo sempre stati, nella pagine MOLTO interne dei giornali che si occupano di politica estera (e che sono molto pochi sul numero totale, credimi)

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