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Cattolici delusi da Berlusconi Ma restano a destra

I sondaggi: non hanno voglia di una nuova Democrazia Cristiana. Il 49% dei credenti non va alle urne, ma tra chi vota Pdl in vantaggio

Cattolici delusi da Berlusconi Ma restano a destra
I cattolici in politica: sempre più tentati dall’astensionismo e se proprio alle urne ci si dovesse andare, preferirebbero ancora il centrodestra, con un margine piuttosto notevole di vantaggio rispetto al centrosinistra. Dati certificati Ipsos, commissionati dalla fondazione delle Acli “Achille Grandi per il bene comune”, quindi al di sopra di ogni sospetto. Un identikit  piuttosto lontano da quello propalato prima e durante i giorni convulsi del seminario di  Todi  - organizzato il 17 ottobre scorso dal Forum delle Persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica nel Mondo del Lavoro -  quando invece era tornato di attualità il ritratto del cattolico impegnato con l’imprinting di sinistra, pronto a dare vita ad un nuovo “soggetto politico” e di ovvio orientamento antiberlusconiano.
Secondo i dati del sondaggio, presentati ieri a Roma nel corso di un incontro sul tema «Cattolici e politica: tra astensionismo e voglia d’impegno»,  i cattolici - distinti tra praticanti, impegnati  e non praticanti - appaiono sempre più delusi dalla politica: se si votasse oggi, il 48,7 per cento dei praticanti  e il 40,3% dei  non praticanti diserterebbe le urne.  Per quanto riguarda gli orientamenti, il 24,1 per cento dei praticanti voterebbe centrodestra, l’8,3 per cento il centro e il 18 per cento il centrosinistra.

I numeri
Scendendo nel dettaglio su coalizioni e partiti, l’Ipsos ha confrontato le intenzioni di voto di oggi tra i cattolici praticanti rispetto a quelle stimate alle politiche del 2008 e poi un anno fa. Oggi il 37,2% dei praticanti voterebbe per il Pdl, contro il 34,4% di un anno fa e il 41,3% del 2008. L’8,6% dei cattolici praticanti indicherebbe la Lega. In totale, il centrodestra è al 47% contro il 49,1 per cento di un anno fa e il 51,8% del 2008. Nel Terzo Polo, l’Udc è al 10,9% e il centro, nel suo complesso,  è al 16,2%. Nel centrosinistra, il Pd è accreditato di un 24,2%: in aumento rispetto al 22,2% del 2010,  ma in calo sul 26,5% del 2008.  I partiti, in generale, raccolgono la fiducia solo del 14% dei   cattolici impegnati e del 17% dei praticanti. «Si tratta  del dato più basso   di sempre, anche rispetto al periodo di Tangentopoli, quando la   percentuale si situava intorno al 20%», osserva Nando Pagnoncelli,   presidente della Ipsos. Nonostante, o forse proprio perché è poca la fiducia nei partiti, il 60 per cento dei cattolici in generale ritiene «sbagliata» la nascita di un’organizzazione politica dei cattolici. Comunque sono moltissimi a condividere l’appello del cardinale Angelo Bagnasco «a purificare l’aria»: si dice d’accordo con il presidente della Cei il 67  degli italiani e il 77 dei cattolici.

Le dichiarazioni
Il  presidente delle Acli, Andrea   Olivero, commenta la ricerca sottolineando la necessità di «chiedere a tutti i partiti, a   tutte le forze politiche, una svolta. A Todi», precisa,  «non è stato   chiesto a qualcuno di andare a casa, ma è stato chiesto anzitutto al   governo in carica di fare le riforme necessarie ed è stato espresso   il serio dubbio che questo governo non sia in grado di farle. Se così  fosse, deve andare a casa. Ma non per andare subito al voto con questa  legge elettorale». Olivero riconosce poi che «non c’è la   richiesta di un partito cattolico». Semmai, è  «la richiesta è in direzione di un movimento in cui  organizzare la propria voce per farsi sentire». E l’idea di un «movimento dei movimenti»  cattolici, per «combattere la tentazione dell’astensionismo» viene lanciata anche da Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc, che ipotizza «un movimento indipendente e che interloquisca con tutti, ma che non sia equidistante da tutti».

di Caterina Maniaci  vai al blog

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