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Pensioni e licenziamenti: la lettera

Lavoro, previdenza, privatizzazioni: nelle 23 pagine del documento ci sono tutte le misure (con relative scadenze) per salvare l'Italia

Pensioni e licenziamenti: la lettera
Lavoro, previdenza, privatizzazioni, semplificazione, liberalizzazioni, snellimento burocratico e istituzionale. Nelle 23 pagine del documento - anticipato a Bruxelles e poi recapitato direttamente nel tardo pomeriggio dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ci sono tutte le misure (già attuate o da attuare) con le relative scadenze.


Nuova manovra
Se necessario il governo è pronto a nuove misure correttive dei conti pubblici. «Qualora il deterioramento del ciclo economico dovesse portare a un peggioramento nei saldi il governo interverrà prontamente».

Sviluppo
Entro il 15 novembre il governo si impegna a varare il decreto sviluppo. 

Licenziamenti
 Sarà possibile licenziare nei casi di contratti a tempo indeterminato. È forse questo il passaggio più delicato tra i punti sul mercato del lavoro. «Entro maggio 2012 l’esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell’impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato». Previste  anche «più stringenti condizioni nell’uso dei contratti para-subordinati» per evitare raggiri.

Liberalizzazioni
Un’accelerazione sul fronte delle liberalizzazioni e maggiori poteri all’Antitrust da conferire entro il primo marzo 2012. «Saranno rafforzati gli strumenti di intervento dell’Autorità per prevenire le incoerenze tra promozione della concorrenza e disposizioni di livello regionale o locale. Verrà generalizzata, la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in accordo con gli enti territoriali».

Piano Sud
Pieno utilizzo dei fondi strutturali per aggredire il divario Nord-Sud. «L’esecutivo è intenzionato a utilizzare pienamente i fondi strutturali, impegnandosi in una loro revisione globale, inclusi quelli per lo sviluppo delle infrastrutture, allo scopo di migliorarne l’utilizzo e ridefinirne le priorità in stretta collaborazione con la Commissione Europea».

Pensioni
Grazie al meccanismo di aggancio dell’età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010, il governo prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026. Sono già stati rivisti i requisiti necessari per l’accesso al pensionamento di anzianità. «Tali requisiti aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013».

Dismissioni
Entro il 30 novembre 2011 il governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico che prevede almeno 5 miliardi di proventi all’anno nel prossimo triennio. «I proventi verranno utilizzati per ridurre il debito o realizzare progetti di investimento locali».

Burocrazia zero
Verrà incentivata la costituzione di “zone a burocrazia zero” in tutto il territorio nazionale in via sperimentale per tutto il 2013.

Mobilità
Verranno introdotti meccanismi per introdurre la mobilità obbligatoria del personale; la messa a disposizione (Cassa integrazione), riduzione salariale e del personale, superamento delle dotazioni organiche.

Fisco

La delega fiscale per la riforma sarà approvata entro il 31 gennaio 2012.
Pareggio - La riforma costituzione che introduce il pareggio di bilancio verrà approvata in «prima lettura entro i prossimi 6/12 mesi».

di Antonio Castro

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Commenti all'articolo

  • maxgarbo

    27 Ottobre 2011 - 17:05

    è a casa. i sindacati dovrebbero fare uno stage in Cina.

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  • freefaber

    27 Ottobre 2011 - 16:04

    Castro, Lei ha ragione; il fatto però è che vuol scioperare anche buona parte della destra. Se Lei prima di scrivere si informasse correttamente o fosse più attento, vedrebbe come ad esempio l'UGL (ex segretaria Renata Polverini) dica, per voce dell'attuale segretario Centrella che 'non c'è alternativa allo sciopero generale' (vedasi sito). Ora l'UGL non è un sindacato di sinistra anzi...così come parte di cisl od uil che Lei annovera con Fini e Casini tra le fila della sinistra. Sa quale è il punto che se Lei lavora per un giornale che prende soldi pubblici (se non è così smentisca!) dovrebbe raccontare le notizie al completo, almeno quello lo dovrebbe fare.

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