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Il Colle convoca Bini Smaghi: è giallo

Il presidente Napolitano ha ricevuto al Quirinale il membro del board della Bce. Napolitano: "Nessun pressing su dimissioni"

Il Colle convoca Bini Smaghi: è giallo
Un incontro faccia a faccia per mettere in atto la moral suasion che compete al presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano ha incontrato al Quirinale Lorenzo Bini Smaghi, il rappresentante italiano al board della Banca centrale europea attorno al cui nome si sta scatenando una battaglia politica tra Italia e Francia. Top secret il contenuto del confronto, ma subito i Palazzi mormorano: "Dimissioni". Sarebbe questa la richiesta del Colle a Bini Smaghi, cui già il premier Berlusconi ha tentato di far fare un passo indietro. Se non che, intorno alle 20.20, arriva la frenata del Quirinale, allarmato: "Dal presidente Napolitano nessun pressing per far rassegnare le dimissioni a Bini Smaghi". Difficilmente, però, si può essere trattato di una visita di cortesia. Secondo indiscrezioni, Bini Smaghi avrebbe chiesto alle istituzioni italiani la vicepresidenza della commissione europea mentre avrebbe rifiutato la presidenza della commissione Antitrust.

Settimane infuocate - La questione, ormai famosa, è nata dalla nomina di Mario Draghi come presidente della Bce. Un italiano, sostenuto da Sarkozy, in cambio della cui scelta il governo italiano aveva promesso di liberare un posto nel consiglio a un rappresentante transalpino. Per convincere Bini Smaghi a lasciare, sembrava già pronta la poltrona di Bankitalia, che da Draghi è però passata a Ignazio Visco. Da lì il pressing di Sarkò, che si è sentito beffato. A tal punto da prendere in giro Berlusconi in eurovisione, sorridendo della credibilità delle sue promesse. Uno scontro diplomatico che ancora non ha trovato soluzione.

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