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Ci costano 350 euro l'anno per famiglia

Confcommercio ha fatto i conti di quanto spende una famiglia per la casta. Ogni cittadino invece spende 150 euro

Ci costano 350 euro l'anno per famiglia
Trecentocinquanta euro l'anno. Questo è quanto costa ad ogni famiglia italiana la casta politica. Cifre, quelle diffuse da Confcommercio, che non stupiscono affatto. Anzi, non fanno altro che affondare il coltello in una piaga che denunciamo da tempo.

I dati - Secondo l'associazione, che ha escluso dalla sua analisi i costi di tutto gli organi non elettivi, l'insieme della rappresentanza politica, dalla sua elezi0ne fino al funzionamento degli organi legislativi nazionali e decentrati, costa alle famiglie "oltre 9 miliardi di euro l'anno, corrispondenti a poco più di 350 euro per nucleo familiare, circa 150 euro a testa". Insomma, ognuno di noi, dal primo anno di vita fino all'ottantesimo, deve calcolare di dover mettere da parte circa 12 mila euro. Una cifra assurda che mette l'accento ancora di più sulla necessità della riduzione della spesa pubblica, che supera di 50% il Pil, a partire dalla riduzione del numero dei rappresentati politici.

La soluzione - Lo studio di Confcommercio non si limita ad elencare una serie di data ma prova anche a suggerire alcune soluzioni. Come qualla di ridurre di un terzo il numero dei parlamentari così che il risparmio possa essere usato o per ridurre l'Irpef o per autare le famiglie povere. "Applicando ai circa 154 mila rappresentanti politici dei vari organi collegiali nazionali e locali, ognuno dei quali costa circa 59 mila euro all'anno - dicono da Confcommenrcio - l'ipotesi della riduzione di poco più di un terzo del numero dei parlamentari si avrebbe un risparmio di spesa di oltre 3,3 miliardi all'anno. Cifra sufficiente ad attuare una riduzione permanente di circa 8 decimi di punto della prima aliquota Irpef a beneficio di oltre 30 milioni di contribuenti o, in alternativa, ad ottenere permanentemente una somma di 2.900 euro all'anno da destinare a tutte le famiglie in condizioni di povertà assoluta. In entrambi i casi - conclude Confcommercio - si tratterebbe della più grande ed efficace operazione di redistribuzione mai effettuata nel nostro Paese".

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  • Borgofosco

    30 Ottobre 2011 - 13:01

    Senza travestirsi da novelli Savonarola, il problema casta esiste e diventa di giorno in giorno in giorno sempre più insopportabile. Il federalismo, nella sua estensione autonoma, inizierebbe a far emergere responsabilità laddove si verificano. La parità nei bilanci non deve essere unicamente richiesta allo Stato Centrale. Essa va attuata dalle amministrazioni regionali che necessariamente dovranno rispondere di eventuali 'buchi' di bilancio. A questo punto vanno totalmente abrogate le politiche 'para-statiste' del recente passato. Privatizzazione totale dei servizi(stridente contrasto con l'ultimo referendum sulla privatizzazione dell'acqua). I demagoghi che conquistano il potere amministrativo locale andrebbero trattati come faceva Savonarola con i presunti eretici(senza torcergli un capello e senza metterli al rogo). Ma se i risultati di Milano e Napoli hanno portato due demagoghi al potere...dove andremo a finire di questo passo?

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  • angelo.Mandara

    30 Ottobre 2011 - 11:11

    La staticità di questo Governo è tale che...tanti nomi e volti di ministri vanno lentamente sbiadendosi dalla memoria (avessero preso troppo alla lettera l'invito dei cittadini...a sparire ?). Sul taglio dei parlamentari, siamo ad un canovaccio degno del miglior commediografo. Quando uno degli schieramenti è disponibile a promuovere il "disegno", l'altro non è d'accordo o svia all'abboccamento...dopo qualche anno, le parti s'invertono e le decisioni finiscono nel cestino, con grave sgarbo verso i cittadini.Di recente...a cosa dar ragione...alla "lettera d'intenti" data all'Europa o alle 14 leggi emanate nel 2011 ? Altro che "vitalizi"...Cassa integrazione, dove si assiste ad una completa assenza di operatività. Quale contrastato Paese, poi, dove un discusso e possibile personaggio dai "mille peccati" si appresta, anche grazie ad un "debito pubblico" ignorato da tempo, a far pagare salatamente errori pregressi. Saluti. Angelo Mandara

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  • s.ilvio

    30 Ottobre 2011 - 11:11

    certo ..per entrare in parlamento bisogna avere una bella capocchia..una mente fina .. un'intelligenza superiore alla media...sufficente per riuscire a spiegare al popolo che loro sono li per risolvere tutti i problemi della gente..e che aumentando il loro consenso potranno abbattere le barriere create dalle opposizioni e vincere quei'' cornuti'' che si oppongono al cambiamento che a loro volta chiedono consensi per sconfiggere il loro nemico che si oppone a favorire ogni cambiamento in favore della povera gente....e quindi ognuno di loro si batte per favorire un miglioramento delle condizioni di tutti...MA quando la finirete di prenderci per i fondelli?

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  • marcolelli3000

    30 Ottobre 2011 - 05:05

    come tutti gli altri parassiti statali devono essere attentamente valutati e le spese e stipendi a vanvera tagliati senza pieta'. Licenziamenti a tappeto. per esempio amato e la pensione da 31mila euro? e cosi' via. Forza, tutti in fila e sotto a chi tocca. Vediamo se la aggiustiamo questa Italia nostra!

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