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E la Cgil boccia anche Ichino

La Camusso chiude alle proposte del senatore del pd. Fassina: "Parla a titolo personale". Apertura di Bonanni

E la Cgil boccia anche Ichino
Si continua a discutere di riforma del Lavoro, un tema sul quale anche il senatore del Pd, Pietro Ichino, ha voluto esprimere la sua posizione, spiegata sulle pagine di Libero. E se il ministro Maurizio Sacconi spiega che "abbiamo idee molto simili", le proposte del giuslavurista spaccano il Pd e vengono rifiutate in toto dalla Cgil di Susanna Camusso. Secondo il sindacato rosso il codice del lavoro semplificato, composto da 70 articoli molto chiari e suscettibili di applicarsi a tutta l'area del lavoro dipendente, va respinto con forza. Tra le fila del Partito Democratico ha parlato Stefano Fassina, il responsabile economico, che ha spiegato: le posizioni di Ichino sono "a titolo esclusivamente personale". Un'apertura al piano-Ichino, invece, è arrivata dal segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, che si è detto favorevole ad aprire un tavolo di confronto sul mercato del lavoro ma non a discutere di come semplificare i licenziamenti.

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Commenti all'articolo

  • aquasimplex

    31 Ottobre 2011 - 18:06

    Facile dare ricette buone solo per gli altri, quando si è ben protetti da lauto stipendio di professore universitario e, pertanto, non soggetto a licenziamento, e di parlamentare. I suoi vitalizi già li ha portati a casa., qualunque cosa accada. Lui come tutti gli altri che fanno il suo mestiere. A lui che importa? Parla di situazioni in cui non si trova nè si troverà mai.

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  • piccioncino

    31 Ottobre 2011 - 15:03

    Le proposte di Ichino (tra l'altro, formulate in tempi non sospetti..)..sono le uniche in grado: a) di togliere il sistema produttivo dal pantano di una delle principali rigidità -unica nel mondo civile-; b) di riequilibrare ed innestare elementi di uniformità e di giustizia tra le diverse generazioni (giovani e anziani); c) di quietare i mercati finanziari internazionali..facendoci, tra l'altro, risparniare varie decine di miliardi di euro per la maggiorazione degli interessi sui debiti; d) riattivare la fiducia investitreci imprenditiriale in Italia, rilanciando la competitività e l'oppuzaione seria..

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  • vgrossi

    31 Ottobre 2011 - 11:11

    ... non è certo elegante. Ma è divertente quando si vede che si è azzeccato (anche se spesso è troppo ovvio). Nel mio post "che c'è da aggiungere ?" sul thread associato alla lettera del sen. Ichino, postato ieri mattina, prevedevo quanto sarebbe successo. Era una previsione, ripeto, troppo facile, ed infatti puntualmente si è avverata, ed è condivisa da altri che circolano su questo forum, anche di altro orientamento, ma non osano parlarne perchè sennò farebbero la figura degli antipartito: insomma la notoria onestà intellettuale dei nostri affezionati "contro" locali. Riusciranno mai ad esser liberi e ragionare con la propria testa, senza arrampicarsi perpetuamente in arabeschi sempre più triti e difficili da sostenere ?

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  • cioccolataio

    31 Ottobre 2011 - 09:09

    Pietro Ichino, senatore Pd, ha presentato un progetto di riforma del mercato del lavoro (disegno di legge numero 1.873) basato su 58 articoli ispirato al principio della «flessibilità sicura». In estrema sintesi le due regole di base sono: per i nuovi assunti (e solo per loro) un solo tipo di contratto a tempo indeterminato e licenziamento possibile in qualunque momento (salvo i casi di discriminazione) in cambio di sicurezza economica e professionale garantita da un indennizzo che cresce al crescere degli anni di lavoro e da un’assicurazione integrativa anti-disoccupazione pagata dall’impresa secondo il criterio bonus/malus e quindi più alta per le aziende che licenzierebbero di più. Parte del PD è d'accordo. Il Sindacato teme, avendo qualche ragione, che qualunque cedimento poi si possa trasformare in un crollo, così come è successo con la legge Biagi. Smettendola con accuse reciproche e faziosità, la stampa per prima, si potrebbe trovare forse un accordo generale

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