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Arriva la stangata di Berlusconi Tra le misure il prelievo forzoso

I provvedimenti nella legge di Stabilità: pacchetto anti-crisi chiesto dalla Ue. Spunta la tassa sui conti correnti

Arriva la stangata di Berlusconi Tra le misure il prelievo forzoso
Una riunione fino a tarda sera con i ministri economici e i vertici della Lega a Palazzo Chigi. E questa sera, o al più tardi domani mattina, dopo una nuova riunione interministariale, il consiglio dei ministri per varare il maxiemendamento al disegno di legge di stabilità - l’ex Finanziaria - con i contenuti dell’“agenda Europa”. È questa la strada che ha scelto il governo per far fronte alla crisi che sta colpendo l’Italia, con i mercati a picco e lo spread in rialzo. «Agiremo con tempestività e rigore per tradurre in concreto le misure annunciate nella lettera all’Unione europea, misure che illustreremo anche al G20», ha detto ieri il premier. Ripetendolo al telefono anche nel colloquio con Angela Merkel. Restava però ancora da decidere con quale strumenti intervenire.

Incognita Bossi Dopo una lunga riunione a Palazzo Chigi, è stato trovato l’accordo: sarà un maxiemendamento al ddl di stabilità all’esame del Senato a contenere le prime misure. Obiettivo: approvare il testo a Palazzo Madama entro il 15 novembre e subito dopo passare alla Camera. Non è escluso, tuttavia, che il governo emani un decreto-legge da affiancare al maxiemendamento. I margini di manovra del Cavaliere, però, rimangono stretti perché Umberto Bossi ancora non vuole toccare l’unico vero tasto che potrebbe dare subito ossigeno ai conti pubblici, ovvero le pensioni. «Se la Lega mollasse sulla previdenza, tutto sarebbe più semplice e anche l’Europa non ci starebbe con il fiato sul collo. Ma non potendolo fare, siamo costretti a giocare di rimessa, con provvedimenti sacrosanti, ma più a lungo termine», spiegano da Palazzo Chigi, dove Silvio Berlusconi avrebbe aperto la porta, seppur in un secondo momento, all’ipotesi patrimoniale.

Le misure Per adesso le misure cui sta lavorando il governo riguardano privatizzazioni e dismissione del patrimonio pubblico; liberalizzazioni; fisco; semplificazioni; lavoro (via libera alla “proposta Ichino”); accelerazione dei processi civili. Dismissioni degli immobili.  Il piano per le dismissioni prevede una serie ingente di immobili dello Stato da vendere, in primis quelli appartenenti ai ministeri, come quello della Difesa. Si tratta di una misura a costo zero che farebbe guadagnare alle casse dello Stato almeno 5 miliardi di euro all’anno nel prossimo triennio. Liberalizzando alcune regole nel mercato del lavoro (dagli orari dei negozi ai carburanti fino alle assicurazioni), invece, l’esecutivo vuole incentivare lo sviluppo e la volontà a investire da parte delle imprese. Anche questa misura sarebbe a costo zero.

Prelievo forzoso  Tra le misure che si stanno vagliando c'è anche l'idea di una patrimoniale o di un prelievo forzoso sui conti correnti e sui depositi bancari. Una soluzione adottata dal governo Amato nel 1992 che prelevò il sei per mille dai conti correnti.

Semplificazioni normative Legato alle liberalizzazioni c’è il capitolo delle semplificazioni normative, che può riguardare sia le imprese sia i singoli cittadini. Avrebbe effetti sia sul risparmio per lo Stato sia sullo sviluppo. Un altro modo per recuperare risorse è quello del concordato, una sorta di condono fiscale mirato verso persone e imprese che potrebbero avere evaso il fisco, ma stabilito prima con un accordo tra l’agenzia delle entrate e gli stessi
soggetti in questione.

Abolire le agevolazioni fiscali
Altra misura allo studio è l’abolizione delle agevolazioni fiscali e assistenziali in modo da recuperare risorse da qui al 2014. E si è tornato a parlare di un ulteriore aumento dell’Iva. Più a lungo termine, invece, è il piano per le infrastrutture al Sud e l’idea di dare soldi alle imprese tramite la Cassa depositi e prestiti, passando attraverso le banche.

di
Gianluca Roselli

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Commenti all'articolo

  • charmant2

    06 Novembre 2011 - 09:09

    Signore mio Dio dammi la certezza che Amato prima di procedere al prelievo forzoso di tanti anni fa,non abbia tolto un centesimo dal suo conto corrente dove rischiava di perdere il sei per mille. Altrettanta certezza dammi,che Berlusconi,se davvero vuole imitare Amato,non stia già alleggerendo il suo conto corrente,trasferendo all'estero tutto quello di cui dispone. Eppoi portami via per sempre da questa terra facendomi raggiungere quell'anima benedetta di mia moglie.

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  • benignoo

    05 Novembre 2011 - 20:08

    AMATO prese con uguale % da tutti i conti correntinella convinzione che Ki + aveva + versava. Io credo , invece, che la % deve aumentare con il crescre dell'ammontare del C.C. e/o del deposito bancario: In sintesi fare delle fasce. Ovviamente tralasciando i CC con poche migliaia di euro (o ancora meno di 1000 se prelievano verso la fine del mese) e aumentando la % d FASCE SUPERIORI AI ......(qui inizierà il tira e molla dei politici portavoce dei potenti e tutto sarà regolato dagli interessi di costoro, come al solito) Io tasserei + fortemente OGNI TRANSAZIONE DEI GIOCATORI DI BORSA raffreddando così la caccia al debole per fare guadagni semplicemente SPECULANDO: ZOZZONI AVIDI E AVVOLTOI SPOLPATORI DI MORIBONDI !

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  • ortensia

    05 Novembre 2011 - 15:03

    Ma che bravi, che pensata! Un bel prelievo dalle nostre tasche o una stangata sui mattoni, gia' Giuliano Amato aveva messo in atto una genialata del genere. Non occorre un gran economista per svuotarci le tasche, basta un qualunque contabile da strapazzo.

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  • rdygua

    04 Novembre 2011 - 17:05

    Mi auguro veramente che questo governo non proceda a prelevare dai nostri conto correnti . Di estorsori ce ne sono già abbastanza senza che ci si metta pure lui. Si parla sempre di paese democratico, rispettiamo questa democrazia.

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