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Giulio e Pier spingono per Letta

Tremonti avrebbe un accordo con il Colle e la fronda Pdl per sostituire Silvio. E con il leader dell'Udc lavora gomito a gomito

Giulio e Pier spingono per Letta
Ieri lo scontro tra Tremonti e Berlusconi si è nuovamente acceso, uno scontro aperto che non si è placato nemmeno di fronte all'acuirsi della crisi economica. Accuse reciproche e un disegno che il ministro avrebbe chiaro in mente. Secondo le accuse dei colleghi Tremonti avrebbe un accordo sotterraneo con il Colle, malpancisti Pdl e parte dell'opposizione per sostituire Berlusconi con un governo tecnico a guida di Gianni Letta. Un tradimento, almeno secondo Sacconi, Brunetta e Calderoli, i più inviperiti con Tremonti: all'interno del partito è già scattato il processo al Superministro. Nel frattempo anche Pier Ferdinando Casini lavora ai fianchi e continua la sua campagna acquisti per sottrarre pedine a Berlusconi: altri due deputati del Pdl si sono trasferiti armi e bagagli nell'Udc...

Leggi l'articolo del vicedirettore di Libero Fausto Carioti sull'ipotesi di un governo Letta

E dopo la giornata di ieri, forse la più convulsa della legislatura, tutte le strade portano a Gianni Letta, tutti gli indizi suggeriscono il suo nome come prossimo premier nel caso – non certo, ma probabile – che Silvio Berlusconi sia costretto, nel giro di pochi giorni, a passare la mano. Il Quirinale, innanzitutto. Giorgio Napolitano sogna un governo di soli tecnici guidato dall’ex commissario europeo Mario Monti. Ma la sinistra non aiuta. Ieri Pier Luigi Bersani e compagni hanno detto che votano i provvedimenti richiesti dall’Europa solo se Berlusconi fa un passo indietro. Questo complica il lavoro del Colle: cerca la concordia, trova il muro contro muro. Al quale il centrodestra può rispondere, a buon diritto, respingendo l’esecutivo tecnico di solidarietà nazionale caldeggiato da Napolitano e proponendo un proprio uomo. Anche ieri, Napolitano ha assicurato che non intende autorizzare la creazione di governi che vedano all’opposizione il Pdl e la Lega. Tradotto: il partito di Berlusconi ha ancora buone carte da giocare, al punto da poter proporre un nome per guidare un esecutivo sorretto da una maggioranza politica più ampia di quella attuale.


Poi ci sono i frondisti del Pdl. E c’è Pier Ferdinando Casini, che li tenta e li spinge alla fuoriuscita definitiva. Cosa chiedono i malpancisti? Che il Cavaliere faccia un passo indietro e allarghi la coalizione. Cosa chiede Casini per tornare a braccetto con il Pdl? Anche lui, che Berlusconi sloggi. Nessuno di costoro avrebbe nulla da obiettare sul nome di Letta. Al di là delle qualità del personaggio, le sue radici democristiane e i solidissimi appoggi sui quali può contare in Vaticano lo rendono un candidato premier al quale l’Udc non potrebbe dire di no. Le voci che parlano di un accordo già stretto tra Casini e Letta forse sono state messe in giro ad arte, ma di sicuro sono plausibili.

Infine, Berlusconi. Il Cavaliere non ha alcuna voglia di sloggiare, questo è chiaro. E accetterebbe l’ipotesi di indicare un successore solo se costretto – magari da un incidente parlamentare, che alla Camera è sempre più probabile – a dimettersi. In questo caso, obtorto collo, il nome più credibile che potrebbe fare è proprio quello di Letta. L’ombra di tutti questi anni, l’unico dal quale si sentirebbe davvero garantito.

di Fausto Carioti

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Commenti all'articolo

  • gasparotto

    03 Novembre 2011 - 18:06

    Gianni Letta al governo? Non credo ,senza il permesso di Berlo,non potrebbe farlo. Eppoi,lui uomo di compromesso e mediazione,cosa potrebbe fare in questo momento così critico per la nazione? Ci rivorrebbe uno come Craxi che non si faceva scrupoli nel decidere una cosa.Si deve a lui se fu abolita la scala mobile,che stava livellando la società e portando i salari alle stelle,gonfiati come l'uomo Michelin,senza valore . Le tasse non hanno mai risolto nulla,vedi quelle di Amato,che fece un rastrellamento di soldi alla maniera dei tedeschi del III Reich. Embè,eccoci ancora qua,a tirare la cinghia.Qui ci vogliono riforme strutturali,se ne parla da anni ed anni,ma nessuno ha il coraggio,perchè la piazza ed i partiti che l'aizzano con i sindacati non le vogliono. Ci vorrebbero uomini risoluti,ecco io ci vedrei una donna,hanno molto più coraggio. Metteteci Rosy Bindi,per esempio o la Finocchiaro. Vedrete che roba!

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  • Bachis Figus

    03 Novembre 2011 - 15:03

    Pensavate che la parte più becera della D.C. fosse stata messa da parte? No, proprio no! E' quella che resiste ! E' quella che continuamente nei sotterranei della politica lavora, cercando di sgrettolare il robusto muro creato a baluardo contro gli arrivisti e contro quelli che hanno sempre agito per il tanto peggio tanto meglio. Una volta messi nell' angolo, Casini,Buttiglione e quant' altri,non si sono rasseganti al ruolo che ha dato loro la Società, e in tutti i modi hanno cercato e cercano di rovesciare quanto di buono è stato fatto dalla caduta della cosidetta Balena Bianca in poi. Alla scuola di Andreotti,Scalfaro,Fanfani,De Mita hanno imparato bene come logorare l' avversario e per il "potere" non badano al danno che possono produrre alla Nazione. Loro debbono esserci nella stanza dei bottoni, costi quel che costi. Poco importa se lo Stato e la Nazione vanno a fondo. Non credo che il Cardinale Bagnasco abbia voluto dire e insegnato questo!

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  • morenoanna_1950libero.it

    03 Novembre 2011 - 14:02

    dovesse accadere l'irreparabile con le dimissione forzate dal napoletano del colle , e berlusconi si ripresentasse io lo voterei anche se privo di arti. W il presidente del consiglio i ratti tornino nelle fogne.

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  • cal.vi

    03 Novembre 2011 - 13:01

    Scusatemi se sbaglio, ma se io chiedo le dimissioni di Berlusconi con la sfiducia al governo e non le ottengo, così come hanno fatto Casini Bersani e altri, ( per un pò di volte) il buonsenso direbbe che non avendole ottenute dovrebbero dimettersi loro da responsabili dei rispettivi partiti, o no? Questo vale anche se le chiede il quirinale, o no?

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