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Scontro Pomicino-Verdini: Super sfida raccogli-voti

Ore decisive per gli stregoni dell'Aula, i più grandi esperti nell'attrarre alleanze. Il futuro del governo dipende da loro

Scontro Pomicino-Verdini: Super sfida raccogli-voti
Quando nominano il primo quasi sempre tirano in ballo anche il secondo. Non sono fumetti. Assolutamente no. Ma sembrano Bibì e Bibò, gli irriducibili protagonisti del perenne gioco di Montecitorio. Lui è Paolo Cirino Pomicino. Lo conoscete, non c’è bisogno di presentazioni. L’altro è Denis Verdini. Conoscete anche lui, possiamo sorvolare sulla nuova presentazione. A Montecitorio la chiamano la strana coppia, anche se non agiscono in coppia. Cosa hanno in comune Paolo Cirino Pomicino e Denis Verdini? Cosa lega ’o ministro per eccellenza e il banchiere ex titolare di macellerie? La risposta sarebbe semplice: un po’ di guai giudiziari. Ma non è la risposta giusta. Riproviamo. C’è qualcosa che accomuna l’uomo messo a suo tempo nel mirino dal pubblico ministero Di Pietro e uno degli uomini oggi più combattuti dal politico Di Pietro? Entrambi sono stati, e Verdini continua ad esserlo, molto vicini a Berlusconi, e anche per questo, dicono gli amici, hanno pagato duramente. Il primo ex e ascoltato consigliere del Cavaliere. Il secondo attuale e ascoltato consigliere. Peccato,  risposta di nuovo sbagliata.

Paolo Cirino Pomicino e Denis Verdini non hanno nulla in comune. Il primo è calvo, o quasi. Il secondo ha una chioma da shampoo Libera e Bella. Ex dc il primo, con la Dc ancora nel cuore e con un progetto nient’affatto segreto: far rinascere la Democrazia cristiana. Ex repubblicano il secondo, senza alcuna nostalgia per il partito che fu di La Malfa senior. Il primo laureato in medicina e chirurgia e specialista in malattie nervose e mentali (l’amore per la Dc non c’entra). Il secondo laureato in scienze politiche, poi dottore commercialista, poi presidente del Credito Cooperativo Fiorentino. Due personaggi diversi. Eppure, oggi, così vicini.

Paolo Cirino Pomicino e Denis Verdini sono gli uomini dai quali dipende il futuro del governo. Più da loro che da Berlusconi e Bossi. Raccolta a Montecitorio: «Sono i due traghettatori, i vaporetti di Montecitorio. Quello che succederà nelle prossime settimane è direttamente legato alla partita a scacchi che stanno giocando». Pomicino e Verdini non traghettano anime. Caronte è un’altra cosa. Trasportano, o tentano di trasportare, uomini. Per la precisione, deputati, che sempre uomini sono, anche se a volte non sembra. Il primo verso Casini o comunque l’opposizione centrista. Il secondo verso Berlusconi.

Differenti le tecniche di adescamento (adescamento politico, non arrabbiatevi, signori manovratori). Verdini è un pragmatico. Va subito al sodo. Spiega un deputato in cambio dell’anonimato, non si sa mai potrebbe essere un futuro traghettato: Denis illustra tutti i vantaggi che si hanno a non far cadere il governo. Poi li spiega di nuovo. Poi li spiega per la terza volta. Dice che il momento è difficile, ma se il governo sopravvive il futuro sarà migliore. Una curiosità: le cronache raccontano che, quando, a fine 2010, il governo Berlusconi iniziò ad avere problemi numerici e di fiducia, fu lo stesso presidente del Consiglio a dare a Francesco Nucara, segretario del Partito repubblicano, l’incarico di creare un gruppo di deputati in grado di sostituire i finiani in fuga. Nucara non ci riuscì. E il 14 dicembre il governo ottenne ugualmente la fiducia. L’artefice del miracolo politico fu Verdini, guarda caso un ex repubblicano. Erano nati i Responsabili, quelli che, responsabilmente, pensarono che il governo doveva sopravvivere per un futuro migliore.

Pomicino no.   Pomicino è uomo della Prima repubblica, esperto di cene e correnti, grandi strategie, scenari futuri. Una cena in sua compagnia può essere un sonnifero, o una lezione di politica. Dipende. Il suo cavallo di battaglia: «C’è bisogno di un nuovo partito che riunisca il cattolicesimo politico, ma anche l’area laica e liberale» perché  la situazione è difficile e il Paese ha bisogno di scelte coraggiose. Insomma, tutti con Casini, o Montezemolo, per costruire un sogno. E addio Berlusconi.

Bibì e Bibò, i traghettatori, oggi più che mai all’opera. Appuntamento alla prossima settimana, voto sul Rendiconto generale dello Stato. Pomicino contro Verdini, gli stregoni dell’Aula. La partita a scacchi è in corso da tempo. E a vincere sarà la prima o la seconda Repubblica.

di Mattias Mainiero

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Commenti all'articolo

  • vincenzodatorino

    05 Novembre 2011 - 10:10

    Questa guerra di logoramento sta spuntando le unghie anche agli oppositori,tutti pronti a recitare il ruolo di prime donne,ma incapaci a fare una mossa utile e pratica per amministrare il paese. Completare la legislatura deve essere un imperativo categorico:sono gli efebi dell'opposizione che non riusciranno a sopportare un tempo così lungo(ma in fondo così breve,18 mesi),per potersi pavoneggiare nel loro vero splendore.

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  • fabiotorino

    04 Novembre 2011 - 15:03

    classificarlo come marciume associabile a mani pulite che di solito i destri odiano, non ha senso ne avessimo oggi al governo di ministri economici come lui

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  • Borgofosco

    04 Novembre 2011 - 14:02

    Leggendo un post mi è risultato ancor più evidente perché personaggi come Casini e compagni non hanno diritto di cittadinanza tra i 'berlusconiani' meglio definiti come popolo cdx. Quei signori, a partire dall'ultimo Apache Geronimo, non hanno capito nulla di liberalismo e rivoluzione liberale. Preferisco mille volte i 'casinisti' del partito Radicale, piuttosto che avere a che fare con gente ondivaga come questi residuati del vecchiume ex Dc. Costoro spariranno nell'alleanza che dovranno giocoforza fare con l'altro vecchiume ex comunista del Pd. Credo che, per tutti i veri liberal-democratici, sia il prezzo da pagare ad un passato che è ritornato e che per essere definitivamente cancellato deve andare al governo del Paese. Ci costerà. Basti osservare cosa sta accadendo a Milano e Napoli, ma alla fine il 'berlusconismo' vincerà e con esso otterremo il pass(non di 5 euro pagati come obolo per circolare a Milano) per un sistema bipolare, compiuto, che da sempre agogniamo.

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  • capitanuncino

    04 Novembre 2011 - 12:12

    Meno male che "mani pulite" doveva fare repulisti di tutto il marciume.....Se Geronimo è in giro ancora adesso,devo dire con rammarico che allora certe mani non hanno visto nemmeno l'acqua....Figuriamoci il Sapone. Cordialità'.

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