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Silvio: Traditori, mi vogliono in galera

Domenica di fuoco a Palazzo Grazioli. Berlusconi infuriato con i ribelli: "Voglio farmi arrestere, me o i miei figli". Ricucire è difficile

Silvio: Traditori, mi vogliono in galera
Il weekend dei lunghi coltelli ha lasciato il segno. Sarebbe un Silvio Berlusconi furioso quello che domenica ha riunito a Palazzo Grazioli lo stato maggiore del Pdl, da Gianni Letta ad Angelino Alfano, da Fabrizio Cicchitto a Maurizio Gasparri. "Traditori, tutti traditori! Mi vogliono far fuori, farmi arrestare, me o i miei figli". Così Marco Conti sul Messaggero ha ricostruito le ore di tensione del Cav, che questa mattina in abiti informali è tornato a Milano. Con sé ha l'appunto di Denis Verdini ("Se insisti a restare ce ne porteranno via altri") e la sensazione di accerchiamento sempre più concretizzata. L'ultimo tassello la fuga di Gabriella Carlucci, ex fedelissima non solo in politica ma pure in tv, dai tempi di Buona domenica su Canale5. La situazione è critica. Tra sabato e domenica il premier ha contattato telefonicamente più o meno tutti gli indecisi, i malpancisti, coloro insomma che tornando sui propri passi potrebbero garantire al governo di restare ancora a galla. Non senza bucce di banana, perché per convincere tutti si dovrebbero spostare un po' di tessere (leggi sottosegretari) creando nuovi malumori. Un'opera da fine alchimista. Qual era Berlusconi e quale forse non è più, costretto a guardarsi anche dagli amici (Verdini sempre più in pressing, Letta addirittura pronto a subentrare a Palazzo Chigi con l'appoggio di Pier Ferdinando Casini) e non in grado di riallacciare un dialogo con Casini, sola ancora di salvezza (lo ha detto a chiare lettere anche la pidiellina in fuga Isabella Bertolini, intervistata dal direttore di Libero Maurizio Belpietro a La telefonata. Berlusconi coi suoi insiste ("L'Udc alla fine non farà accordi alle elezioni con il Pd") ma deve incassare un'inattesa apertura proprio del segretario neodemocristiano: "Governissimo anche con i democratici".


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Commenti all'articolo

  • claude2

    09 Novembre 2011 - 08:08

    Morale della favola: o nei primi cento giorni fai fuori la casta sull'onda dello slancio elettorale, oppure la casta fa fuori te. E noi ci becchiamo (unico paese al mondo!) una casta vergnognosa di ben cinque livelli abbondantemente retribuiti prima di aver un rapporto con il Parlamento eletto. Peraltro non tenuto per regola alla fedeltà del mandato. E chi volete che ci dia fiducia?

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  • cougar472

    07 Novembre 2011 - 23:11

    Trovo assolutamente giusto che finalmente, dopo le dimissioni, da uomo libero affronti i processi che si è cercato, con i suoi complici che lo hanno assecondato e consigliato. Se ne uscirà "pulito" tutta l'Italia sarà contenta. Io voterò solo quando potrò leggere la fedina penale e carichi pendenti dei prossimi candidati. Franco

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  • franz k

    07 Novembre 2011 - 19:07

    Affideranno il governo direttamente a que quattro inutili scienziati del sole 24 ore od al massimo a qualche teorico del nulla di estrazione bocconina cioe' delle nullita' buoni solo ad infamare l'Italia dalla mattina alla sera.Stiano tranquilli perche' non potranno fare un bel niente.Elezioni subito

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  • bepper

    07 Novembre 2011 - 18:06

    E' solo una crisi di un governo che dopo tre anni e mille promesse ha fallito. Nessun dramma. Di governi ne abbiamo avuti una cinquantina, addirittura con Craxi e Rumor. Il contribuente pagherà carissimo l'inattività del premier che, per insipienza, scarsa percezione della situazione, incapacità, non ha saputo prendere con coraggio misure adeguate. Tre anni fa ricordo che Silvio sghignazzava alla Merkel che fece una manovra da 85 (ottantacinque) miliardi di euro. Ma non stavamo meglio di loro, e il nostro sistema era più robusto? Ora non va via perché altrimenti va in galera con i figli? Alto senso del dovere e amore patrio.

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