Cerca

Maroni sceglie il governo tecnico per colpire il Cerchio magico

Bobo e i suoi premono per Letta o Alfano in caso di crisi. E' un modo per smarcarsi da Calderoli e i bossiani

Maroni sceglie il governo tecnico per colpire il Cerchio magico
Ufficialmente vuole Silvio Berlusconi premier o, se venissero a mancare i numeri, le urne. È la linea di Roberto Maroni, ribadita anche l’altra sera ospite nel salotto televisivo di Fabio Fazio. Di sicuro i fedelissimi del ministro dell’Interno non digerirebbero un esecutivo a guida Gianni Letta, mentre potrebbero tollerare un nome considerato meno vicino ai poteri forti di Roma come quello di Angelino Alfano. In via Bellerio, soprattutto nelle ultime ore, si sentono ragionamenti come questo: «Cosa vuol fare la Lega? Ormai ci sono due leghe....». Maroniani da una parte, fedelissimi della famiglia Bossi dall’altra.

La pensano uguale su Letta e Alfano. Forse la grande differenza sta nel giudizio su un eventuale esecutivo tecnico. Ufficialmente la Lega è contraria, addirittura Roberto Calderoli lo considererebbe un «colpo di Stato». Fatto sta che un eventuale governissimo - o come lo si voglia chiamare - potrebbe cambiare il Porcellum. E il cosiddetto cerchio magico perderebbe parecchio potere, perché con l’attuale sistema delle liste bloccate crede di avere più voce in capitolo nella selezione dei candidati. I maroniani, invece, avrebbero meno da perdere. Se non altro perché un governo guidato, per esempio, da Mario Monti, porterebbe inesorabilmente il Carroccio all’opposizione. Fino al 2013. E la circostanza favorirebbe i padani, che così avrebbero le mani libere e la possibilità di gridare alla manovra di palazzo che ha fatto fuori la Lega, nonostante la vittoria alle elezioni del 2008. Buonissimi argomenti per la campagna elettorale. Di più: visto che recentemente s’è parlato di lista nera di deputati maroniani, che il cerchio magico vorrebbe costringere ai margini o addirittura non ricandidare, ecco che una volta all’opposizione l’attuale ministro dell’Interno potrebbe togliersi delle soddisfazioni. Per esempio imponendosi capogruppo alla Camera al posto di quel Marco Reguzzoni, varesino come lui, che è portato in palmo di mano da Bossi ma che è in rapporti gelidi con Bobo.

Resta da capire come spiegare queste dinamiche ai militanti. Anche domenica, in una roccaforte come quella di Bergamo, sono proseguite le assemblee per tastare il polso alla base. L’umore è pessimo, e tra le tante lamentele c’è proprio quella contro un Carroccio troppo diviso e quindi distratto. Per Bossi e Maroni, un problema in più.

di Matteo Pandini

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • fonty

    fonty

    08 Novembre 2011 - 15:03

    Bene, allora confermamelo, perchè così non lo darò più io, stare insieme agli imbecilli che ragionano con il paraocchi non mi piace.

    Report

    Rispondi

  • antari

    08 Novembre 2011 - 09:09

    se continua cosi' rischia di avere persino il mio voto.

    Report

    Rispondi

blog