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I vertici Finmeccanica: "difendiamoci da Tremonti"

Dagli atti processuali della Procura di Roma sull'affare Digint emerge che i capi della holding consideravano il prof l'ispiratore delle inchieste

I vertici Finmeccanica: "difendiamoci da Tremonti"
I vertici Finmeccanica erano convinti che le inchieste giudiziarie fossero state ispirate dal ministro dell'economica Giulio Tremonti e dal suo braccio destro Marco Milanese. E' quanto emerge dagli atti processuali della Procura di Roma che ha chiuso il fascicolo sull'affare Digint e riportati dal Corriere della Sera. Dalla lettura delle carte si può capire chiaramente cosa è accaduto negli ultimi due anni nella holding specializzata in sistemi di difesa. Per avere idea di quanto Giulio Tremonti venisse considerato come l'ispiratore delle inchieste, basta partire dalla telefonata del 9 marzo in cui il ministro parla con il presidente Finmeccanica Pierfranfesco Guarguaglini.

La telefonata - Tremonti  esprime le sue perplessità per quanto riguarda Digint e chiede al presidente la mappa di tutte le società di Finmeccanica per controllarne le partecipazioni. Il 28 maggio 2010, Lorenzo Borgogni (responsabile delle ralazioni istituzionali di Finmeccanica) ne parla al telefono con Luigi Marini, presidente dell'Enav. Borgogni dice: "Sì, però questi hanno giocato tropop sporco, bisogna fargliela pagare?". Martini: "Sì, però bisogna capire chi è? Va bene Lorenzo?". E Borgogni: "Ma come? E' il professor Giulio Tremonti, dai". Martini insiste: "Ma ormai ne sei sicuro?". E Borgogni: "No, ma il Corriere della Sera mi tratta peggio di Repubblica, sai potevo pensare fosse De Benedetti invece è il professor Tremonti con tutti i suoi scagnozzi Marco Milanese, Ignazio La Russa, Paolo Belrusconi...". (...) Martini: questi so traditori, E Borgogni: "So' masclazoni....Si chiama Giulio Tremonti, te lo dico io".

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