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Maxiemendamento al Senato Nessuna modifica all'art. 18

Il Cdm deposita il testo, entro domenica ok alla Camera. Giallo sull Ddl stabilità. L'Idv Lannutti: Licenziamenti facili. Tesoro: falso

Maxiemendamento al Senato Nessuna modifica all'art. 18
Il governo ha depostato il maxiemendamento al Ddl stabilità al Senato, dove verrà votato venerdì in attesa del via libera definitivo della Camera, entro sabato o domenica. Sono serratissimi i tempi dell'ultimo provvedimento in cantiere del governo. Secondo Dagospia, lunedì mattina Berlusconi si dimetterà e si aprirà così la strada al governo tecnico. Prima data utile per il ritorno al voto sarebbe il 14 febbraio, troppo in là nel tempo secondo il presidente della Repubblica Napolitano. Si rischierebbe di avere un paese a bagnomaria per almeno due mesi e mezzo in un momento delicatissimo. Ecco perché il Colle preme per il governo tecnico guidato da Mario Monti.

Cosa c'è nel testo - Venticinque pagine e 23 articoli suddivisi in 10 punti: è il nuovo testo del maxiemendamento firmato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti e portato all'esame del Consiglio dei ministri. E regala subito un giallo.

Articolo 18 - Il senatore Idv Elio Lannutti, che ha ascoltato in commissione Bilancio la relazione di Tremonti, annuncia la presenza delle modifiche all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e l'articolo 8 dell’ultima manovra. I famosi licenziamenti facili mettono sul chivalà Pier Luigi Bersani: "Non mi risulta che l'articolo 18 ci sia, se c'è ne discutiamo. S
pero - ha aggiunto il segretario del Pd al Tg3 - che non ci siano dentro provocazioni, che non accetteremmo, ovviamente". Categorico il leader della Lega Umberto Bossi: "Se nel Ddl ci sono articolo 18 e pensioni la Lega voterà no". Pronta, e necessaria, la smentita del sottosegretario all'Economia Antonio Gentile: "Tremonti non ha mai parlato, né accennato ad una eventuale modifica né dell'art.8 nè dell'art. 18, che sarebbe stata inserita nel testo del decreto presentato al Senato. Il ministro Tremonti ha detto l'esatto contrario. In Commissione ha sostenuto che non saranno apportate modifiche ai due articoli in questione".

Liberalizzazioni - Nel testo è prevista invece la liberalizzazione degli ordini professionali con l'eliminazione delle tariffe minime dei professionisti.

Pensioni - L'età minima per accedere alle pensioni di vecchiaia è fissata a 67 anni a partire dal 2026, come indicato nella lettera presentata da Berlusconi a Bruxelles.

Dismissioni
- Il ministero delle Politiche agricole individuerà entro tre mesi i terreni "a vocazione agricola" dello Stato che non sono più utilizzabili e quindi da mettere in vendita.

Editoria -
Meno tagli all'editoria, ridotti di 19.550.727 per l'anno 2012, di 16.257.524 per il 2013 e di 12.920.019 per il 2014. Precedentemente erano previsti tagli per 69.820.659 per il 2012, 58.059.526 per il 2013 e 46.140.569 per il 2014.

Tassi agevolati -  Proroga fino al 2014 dei prestiti a tassi agevolati previsti del Fondo di credito per i nuovi nati. "Le misure relative al Fondo di credito per i nuovi anti - si legge nel testo - sono prorogate per gli anni 2012, 2013 e 2014". Alla copertura, spiega il testo, "si provvede mediante utilizzazione delle risorse complessivamente disponibili alla data del 31 dicembre 2011 sull'apposito conto corrente infruttifero, aperto presso la Tesoreria centrale dello Stato, nonchè di quelle successivamente recuperate in ragione del carattere rotativo del Fondo stesso".



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  • piccioncino

    10 Novembre 2011 - 08:08

    Il debole, titubante contenuto del maxi-emandamento..è il solito tremolante pasticcio italico, dettato soprattutto dalla preoccupazione di non pestare i piedi alle note forze retrive del sindacato e della sinistra comunistoidi...Il vero risanamento e rilancio di questo disastrato (da oltre 40 anni di sinistro populismo demagogico) Paese, non passa dall'imbellettamento dei conti (che rappresentano solo gli effetti degli squilibri), ma dall'incidere sui veri nodi causali..che hanno distorto, spiazzato il sistema economico, produttivo, finanziario..Uno dei nodi principali..è la distorsione del mercato del lavoro, ove convivono forme di assurdo ipergarantismo (per alcune ampie sacche di anziani), con forme di incivile precariato, soprattutto giovanile..Non aver messo mani sull'art.18, senza estendere altresì il contratto a tempo indeterminato obbligatorio a TUTTI..è un atto pusillanime, irresponsabile..sostanzialmente inutile..

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  • dubhe2003

    09 Novembre 2011 - 22:10

    ...chi rimarrà col cerino acceso in mano! Dove non si vuole camminare...bisogna invece correre,correre about the bush!

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