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Il governo tecnico è pronto Ecco il toto-ministri

Le condizioni di Berlusconi: Nitto Palma alla Giustizia, Gianni Letta sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Agli Esteri ancora Frattini

Il governo tecnico è pronto Ecco il toto-ministri
Mario Monti è appena stato nominato senatore a vita da Giorgio Napolitano e già si fanno i primi nomi dei possibili ministri di un governo guidato dall’ex commissario europeo. Un esecutivo che dovrebbe essere in parte tecnico e in parte politico. Questo, a quanto si apprende, è il frutto dell’accordo tra il capo dello Stato e Silvio Berlusconi che ha portato alla decisione del premier di dimettersi dopo l’approvazione sulla legge di stabilità. Il Cavaliere, infatti, ha preteso dal Colle precise garanzie sul fatto che del nuovo esecutivo debbano far parte diversi esponenti del centrodestra, in modo da non avallare l’idea che si tratti di un governo del ribaltone, concetto su sui ha concordato anche il capo dello Stato. Anche se rimane il problema della Lega: il Cavaliere sta cercando di convincere Umberto Bossi ad appoggiare il nuovo governo, ma per il momento il Senatur non ne vuole sapere e si prepara a rompere con il Pdl.


Nel nuovo esecutivo, dunque, verrebbero confermati Franco Frattini agli Esteri, Raffaele Fitto agli Affari regionali e Gianni Letta rimarrebbe sottosegretario alla presidenza del consiglio. Ma una condizione posta dal Cavaliere è anche la permanenza alla Giustizia di Francesco Nitto Palma. Se poi Bossi dovesse decidere di entrare in partita, viene data per certa la conferma di Roberto Maroni agli Interni. Poi ci sono le new entry. La più importante è quella del ministro dell’Economia: in un governo Monti è altamente probabile che la casella venga occupata da Giuliano Amato o, in alternativa, da Fabrizio Saccomanni, che ha da poco visto sfumare la sua nomina a governatore della Banca d’Italia, bruciato sul filo di lana da Ignazio Visco. Secondo le voci che giravano ieri sera, poi, della partita dovrebbe far parte anche Pier Ferdinando Casini.

Tra gli uomini molto vicini a Monti e possibili candidati a entrare nel suo esecutivo, inoltre, c’è sicuramente Guido Tabellini, rettore della Bocconi ed economista di fama internazionale. Altro nome in pole position è quello di Francesco Giavazzi, economista ed editorialista del Corriere della Sera, come del resto lo stesso Monti. Nella squadra potrebbe entrare anche l’ex ministro dell’Economia Domenico Siniscalco, che nel precedente governo Berlusconi prese il posto di Giulio Tremonti. E un ruolo di primo piano potrebbe avere il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli, ovvero il candidato di Tremonti alla guida di Bankitalia. Le trattative, però, sono ancora all’inizio. Anche perché, in caso di sostegno anche del Pd, nella squadra di Monti potrebbero entrare almeno un paio di tecnici dell’area vicina al partito di Pier Luigi Bersani. 

di Gianluca Roselli

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Commenti all'articolo

  • calibio26

    13 Novembre 2011 - 16:04

    Ci voleva un estraneo per mettere a tacere i comunisti e la Camusso.Avremo almeno un paio di mesi di tranquillità.No piazze piene di pensionti in difesa del lavoro-di blek blok-di centri asociali-di falsi studenti e di contestatori a pieno servizio.Compagni,il compagno vi a fregato

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  • macciacb

    12 Novembre 2011 - 19:07

    che senso ha confermare 3 ministri berlusconiani quando a capo del governo ci sara' una persona non eletta dal popolo e mandata li' dal vero burattinaio che e' il presidente della repubblica? con che coerenza la sinistra votera' questo governo? bene la Lega che rimane fuori da questa porcheria.

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  • curcal

    10 Novembre 2011 - 22:10

    ma certa gente (non sapendo cosa altro invertarsi contro il Berlusconi) sbraita va che ormai era piuttosto in eta avanzata per governare l'Italia, ora hanno perso la parola. E poi, questa nomina senatoriale l'avesse fatta qualche altra persona (tanto per interderci) si aprivano le cateratte. Pure i sindacati sarebbero scesi in piazza.Indubbiamente questa parvenza di governo tecnico/politico non fa onore a tutta la classe politica, in particolare a quella sinistroide, che come diagnisticato gia da tempo non è in grado di presentare un leader che possa dare garanzie per il futuro. Una accoz zaglia di poltronisti. Al piu presto alle urne , è il popolo che deve scegliere chi lo deve governare.

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  • linhof

    10 Novembre 2011 - 22:10

    Berlusconi non c'è più, ora tutti i ladri al governo col permesso di Napolitano!

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