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Mario Monti ha già molti nemici Mezzo Pdl è in rivolta

L'economista: "Italia ha molto da fare". Stasera al Colle, il Pdl frena. Alfano "Siamo per il voto, ma decide il Colle". Ex An agitati

Mario Monti ha già molti nemici Mezzo Pdl è in rivolta
Mario Monti si avvicina a grandi passi a Palazzo Chigi. Parte da Berlino, ricordando che l'Italia "ha un lavoro enorme da fare" e passa da Palazzo Chigi, dove stasera è arrivato per incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un incontro preliminare, un faccia a faccia che precede quello assai probabile di domenica quando, dopo l'ok al ddl stabilità, le dimissioni di Berlusconi e le consultazioni di rito, il presidente incaricherà l'economista di formare il nuovo governo tecnico (ed è già partito il toto-ministri, da cui si è autoescluso Lorenzo Bini Smaghi). Un governo tecnico accolto piuttosto freddamente dal Pdl, anche se Silvio Berlusconi continua a ripetere ai suoi che Monti "è l'unica soluzione possibile". E se il segretario Alfano nicchia ("Siamo per il voto anticipato, ma deciderà il Colle"), il resto del partito è in subbuglio. Gli ex An (con i ministri La Russa, Meloni e Matteoli in testa) insistono per il voto anticipato e Angelino assicura: "Non siamo spaccati, troveremo una sintesi". Bisogna farlo in fretta, perché se il Cav vuole Monti deve mettere a disposizione voti: Pd e Terzo Polo non bastano, visto che Lega e Idv hanno già ribadito il loro rifiuto ad appoggiare ogni ipotesi "tecnico-politica". E intanto Piazza Affari continua ad essere titubante: che l'effetto Monti ci sarà è ancora tutto da dimostrare.

Di seguito l'articolo di Tommaso Montesano

Ufficialmente la nomina di Mario Monti a senatore a vita, propedeutica alla sua designazione alla guida di un governo tecnico,  genera solo sorrisi. Come quello di Denis Verdini, uno dei tre coordinatori del Popolo della libertà: «È un bel segnale». In realtà l’accelerazione sul nome dell’ex commissario europeo spacca il Pdl, dove ex An e ministri come Maurizio Sacconi e Giorgia Meloni sparano bordate all’indirizzo del possibile esecutivo guidato dal professore lombardo. Ai loro occhi, una simile soluzione avrebbe anche il difetto di allentare l’alleanza con Lega, orientata a tornare all’opposizione con la prospettiva di riconquistare consensi. Così adesso il centro di comando del Pdl, rappresentato dal segretario, Angelino Alfano, dai tre coordinatori e dai capigruppo parlamentari, dovrà faticare non poco per convincere il resto del partito a “donare il sangue”, ovvero i voti in Parlamento, a quell’esecutivo di transizione finora sempre allontanato dalle ipotesi per il dopo Berlusconi. Ipotesi che prevedevano al primo posto le elezioni anticipate. Da qui un drammatico vertice di partito nella sala del governo a Montecitorio. Riunione cui in serata ha fatto seguito, nel tentativo di trovare una posizione comune, un nuovo incontro a Palazzo Grazioli aperto anche alla Lega.


Ex An infuriati -
Quelli più infuriati sono gli ex An. «Un governo di larghe intese sarebbe valutato con enorme freddezza», annuncia Massimo Corsaro, vicecapogruppo a Montecitorio. In prima fila tra i contestatori c’è Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture, che fa sapere di considerare «la nascita di un governo del “tutti insieme” una iattura definitiva». «Io sono per votare immediatamente», avverte l’ex colonnello di An, che afferma di controllare una pattuglia di trenta deputati pronti a mettere i bastoni tra le ruote di Monti. «Dopo Berlusconi ci può essere solo il voto anticipato e un governo eletto dai cittadini», è il messaggio recapitato con una telefonata al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Si morde le labbra anche Ignazio La Russa. «Chiedete a Napolitano», risponde stizzito il ministro della Difesa ai cronisti che in Parlamento lo sollecitano sul significato della nomina di Monti a senatore a vita. Più diretta Meloni, che mette nero su bianco il proprio altolà «ai tentati dal ribaltone: la difficile situazione economica mondiale è figlia soprattutto della debolezza della politica. Agli sciacalli della speculazione finanziaria l’Italia deve ribadire il primato della politica sull’economia». E ancora: «Non è il momento di cedimenti agli interessi di lobby e di palazzo. È tempo di rispettare la centralità della sovranità popolare». Quindi l’avvertimento sul voto come «l’unica risposta possibile alla crisi». Sulla stessa lunghezza d’onda Sacconi: «Pdl e Lega dovranno affrontare la crisi di comune accordo», conservando il valore di un’alleanza «orientata dai valori della tradizione alternativa alla sinistra di radice comunista e alle spregiudicate borghesie del capitalismo relazionale». Parole che non è difficile leggere come uno stop a Monti, espressione di quel capitalismo.

I realisti che tendono la mano - Sull’altro fronte trovano posto Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, uno dei primi ad aprire a Monti («sarebbe da irresponsabili escludere qualsiasi ipotesi»), Franco Frattini, ministro degli Esteri, favorevole alla prosecuzione della legislatura, Gianni Alemanno e Roberto Formigoni. «Tutte le ipotesi devono essere vagliate per il bene dell’Italia», ammonisce il sindaco di Roma. Sarà un caso, ma le stesse parole le sceglie il governatore della Lombardia: «Berlusconi esplori tutte le possibilità, nessuna esclusa, perché l’Italia possa avere un governo che riporti sotto controllo la situazione economica».

di Tommaso Montesano

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Commenti all'articolo

  • Newswan

    15 Gennaio 2012 - 14:02

    Ci credo che ha nemici, sta tagliando auto blu... il PDL ormai è sempre più lontano dal Paese. Arroccato a difendere i politici, anni luce distante dal mondo reale.

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  • bruno osti

    11 Novembre 2011 - 10:10

    moglie del piccioncino, l'uomo del puntino?

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  • sempresi

    11 Novembre 2011 - 08:08

    Noi del PDL non vogliamo Monti, semmai un uomo del PDL, come potrebbe essere DINI, da imporre a Casini e Bersani per tappargli quel sorriso di vittoria che hanno sul viso. Se il PDL decidesse per Monti, sappia che perderebbe i miei voti e della mia famiglia. e di tanti amici del PDL che lapensano come noi.

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  • Borgofosco

    10 Novembre 2011 - 21:09

    Veda il suo punto di vista è rispettabile, ma, secondo me, totalmente fasullo. Lei è stato condizionato dalla propaganda che le hanno inculcato da cui emergono le ipotesi che poi ha esposto. Sono diffidente sulle ipotesi prestabilite. Il linguaggio civile mi stimola al confronto. Non avevo registrato il mio post e non lo ho potuto rileggere sotto. Immagino sia quello in cui sostengo una sorta di coercizione nei confronti del premier. E' una delle mie ipotesi da cui è scaturita la tesi dell'accerchiamento giudiziario che, me lo concederà,non trova uguali nella storia di qualsivoglia capo del governo di tutte le epoche storiche. Credo che almeno in questo Berlusconi ha fatto scrivere qualcosa di indelebile nelle pagine della storia moderna. Ammetterà che attenuanti e giustificazioni, per aver disatteso il programma, ne potrà esporre in quantità industriale Mister B ha molti difetti? Qual'è l'essere umano perfetto? Lei avrebbe preferito una dittatura? Non era da cosa da mister B

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