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L'unico che gongola è Bossi "Finalmente all'opposizione"

Umberto: se sono così fessi, ora ci ricostruiamo la verginità. Finisce l'epoca Bossi-Berlusconi, ma anche quella del Carroccio granitico

L'unico che gongola è Bossi "Finalmente all'opposizione"
Finisce l’epoca di Berlusconi&Bossi. In serata, dopo che per tutto il giorno i padani avevano timidamente creduto in un governo Alfano («può riportare in maggioranza una quindicina di malpancisti», si sussurrava in Transatlantico) si concretizza l’ipotesi di un esecutivo tecnico. Con Mario Monti. Nominato giusto ieri, guardacaso, senatore a vita. Il Senatur spazza via i dubbi all’ora di cena: «È bello fare opposizione. Faremo opposizione». I lumbard si rimettono l’elmetto: «Se sono così fessi da farci andare all’opposizione» ribadisce il leader ai suoi «ci rifacciamo la verginità».
La parole del ministro per le Riforme erano state precedute dagli avvertimenti dei suoi colonnelli: «La Lega è assolutamente indisponibile a qualsiasi forma di governo tecnico» avvertiva il capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni. E Roberto Calderoli, ancora più chiaro, tuonava: «Il popolo con il voto ha scelto questo governo e se questo governo cade la parola deve tornare al popolo il prima possibile». Invece le urne s’allontanano. Altro che elezioni sotto la neve (a gennaio) o in primavera: si rischia di arrivare al 2013 con un governo composto da Pdl (o quel che ne rimarrà), terzo polo e Pd.

Il brindisi -
Bossi si frega le mani e inizia a lanciare avvertimenti: «Se nel maxiemendamento dovessero esserci norme sulle pensioni o sui licenziamenti facili la Lega voterebbe no». E poi: «C’è la volontà politica di non fare la fine della Grecia. C’è stata la risposta all’Europa. Berlusconi ha fermato la spirale». Carezze per il premier, che «è stato tradito dai suoi». La parabola del Cav è finita? «Chiedetelo a lui» risponde secco ai giornalisti.
Poi, mentre i sindaci del Carroccio e i maroniani stappano bottiglie per festeggiare il «ritorno alle origini», Bossi ripete il copione degli ultimi giorni: «Noi vogliamo andare al voto. Un ticket Alfano-Maroni? Noi tendenzialmente vogliamo andare al voto». La verità è che la strada che portava all’ex Guardasigilli si è interrotta bruscamente nelle ultime ore, non solo per i numeri traballanti alla Camera ma per le perplessità di larghe fette di azzurri. A partire dallo stesso Alfano.

Il ruolo del Prof
- La Lega s’era decisa a ridimensionare il ruolo di Giulio Tremonti, il superministro col quale s’è consumato uno strappo difficile da sanare. Si tratta del decreto anti-crisi trasformato d’un colpo in maxi-emendamento senza che i padani fossero avvertiti.
All’inizio, Bossi aveva lanciato la carta Alfano immaginando il professore di Sondrio come vicepremier, in modo da liberare via XX Settembre. Ma proprio Tremonti ha detto no. E ha ribadito la sua contrarietà anche quando Umberto ha cambiato la proposta, immaginando prima Roberto Maroni e poi - in alternativa - Roberto Calderoli vice, così da lasciare a Tremonti il dicastero ma rivedendo al ribasso il suo potere. Anche questo progetto è franato in un amen. Alla fine, vuoi per la pressione dei mercati vuoi per il pressing del Colle, Berlusconi ha deciso di gettare la spugna. E di imboccare una strada che fa felice la Lega, al di là delle dichiarazioni di facciata. Perché è la condizione migliore per riscattarsi dopo anni e anni di accordi al ribasso. Certo. Alcune fonti di maggioranza non sono disposte a giurare in una Lega davvero all’opposizione, nonostante Monti. Ma da via Bellerio escludono categoricamente di voler entrare in un esecutivo simile, soprattutto perché la convergenza di Pd, terzo polo e azzurri permetterebbero al nuovo governo di avere una solida maggioranza anche senza padani. Si potrebbe pensare a uno strappo interno, ma né cerchio magico (i colonnelli vicini alla famiglia di Umberto) né maroniani hanno ragioni valide per imbarcarsi in un’impresa del genere, anche se nel vertice notturno organizzato a palazzo Grazioli il Cavaliere ha provato a convincere la pattuglia leghista capitanata da Bossi. È girata pure un’indiscrezione: se la Lega ci sta, Maroni resterebbe ministro. Ma i lumbard smentiscono.

Il progetto - Prende così forma il progetto di Lega sul modello della Csu bavarese, rilanciato a inizio settimana proprio dall’attuale responsabile dell’Interno nelle segrete stanze di via Bellerio. Bobo, in attesa di capire cosa succederà in Lombardia (che la Lega vorrebbe far sua, prima o poi), si scalda a bordo campo per tornare capogruppo alla Camera. Scalzando il suo rivale storico Reguzzoni.
Se davvero si concretizzerà il passaggio di consegne, sarebbe il primo atto di un regolamento di conti ormai ineludibile tra le due anime della Lega. Perché se sta tramontando l’epoca di Berlusconi&Bossi, quella del Carroccio granitico era stata archiviata già da un bel po’.
di Matteo Pandini



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Commenti all'articolo

  • marcopcnn

    10 Novembre 2011 - 22:10

    e bossi da qualche anno lo è. Gongalo perchè non capisce. Gongola perchè contagiato dal suo amico Berlusconi vive ormai in un mondo che non esiste ! Come quando soli pochi giorni fa Berlusconi ripeteva di avere una maggioranza Forte e coesa e Bossi diceva "Si va alle elezioni quando lo dico io ! Hp il coltello dalla parte del manico !" Due poveri.... illusi che credevano di essere superuomini invincibili e furbissimi ! In che mani era finita la nostra povera Italia !

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  • opzionemib0

    10 Novembre 2011 - 21:09

    il perdente e' lui e la lega..cosa vuole fare opposizione?, come se la gente non capisse che non ha fatto un c....zzo. e' stato la peggior delusione .un partito inconcludente.un partito di trote.

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  • emilioq

    10 Novembre 2011 - 20:08

    Zotici che hanno acquistato figura stando con il PDL ma dove hanno fatto più danno che altro. Adesso vanno ad infoltire il gruppo di disfattisti, rovina del paese, parassiti, inetti che hanno fatto di tutto per portare a questo risultato! Irresponsabili!!!!!!!!!!!!!

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  • angelo.ally

    10 Novembre 2011 - 19:07

    Finalmente la lega torna alla opposizione, così almeno smette di fare danno. Tra bossi e berlusconi non so dire chi ha danneggiato di più il Paese

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