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Monti e i travagli del Pdl "Votiamolo". "No, è un golpe"

Prevalgono i favorevoli al governo tecnico. Brunetta, Sacconi, Matteoli e La Russa per il no. Il rischio: perdere altri parlamentari

Monti e i travagli del Pdl "Votiamolo". "No, è un golpe"
Il Pdl sull’orlo di una crisi di nervi. Col rischio di perdere qualche pezzo per strada. Di fronte all’ipotesi di un governo guidato da Mario Monti, infatti, il partito di Silvio Berlusconi si è spaccato. E qualcuno minaccia addirittura di dimettersi da parlamentare. Carlo Giovanardi, per esempio. E anche il ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi. «Ci sono deputati e senatori per cui il governo tecnico è un colpo di Stato e sono pronti a gesti estremi come dimettersi da parlamentari», ha detto l’ex Udc, oggi nel Pdl. «Monti non lo voto, altrimenti mi dimetto», avverte Rotondi. Ieri a Palazzo Grazioli è andato in scena un vertice molto teso con Silvio Berlusconi, molti ministri (tra cui Giulio Tremonti) e lo stato maggiore del partito, compreso il segretario Angelino Alfano, anch’egli perplesso nei confronti del nuovo esecutivo. La decisione finale sull’appoggio o meno al governo Monti è affidata alla direzione nazionale del Pdl, che si terrà tra sabato sera e domenica, dopo che il Cavaliere avrà rassegnato le dimissioni al Quirinale.

Il partito, dunque, è diviso in due. C’è un fronte, maggioritario, favorevole a un esecutivo guidato dal presidente della Bocconi. A patto, però, che la squadra sia composta anche da esponenti politici espressione dei partiti che lo sostengono. Nella compagine, dunque, dovranno esserci politici del Pdl, del Terzo polo e del Pd, più una serie di tecnici scelti al futuro premier. Il partito berlusconiano, però, vorrebbe che facessero parte della squadra anche alcuni ministri dell’attuale governo, come Raffaele Fitto e Franco Frattini, mentre il Pd ha posto il veto sulla presenza degli attuali ministri. «Dovrà essere un governo politico di emergenza, con personalità dei partiti che lo sostengono. Innanzitutto come garanzia dell’impegno di ogni forza politica, in secondo luogo perché tutti devono assumersi le loro responsabilità e mettere la faccia sulle misure anche impopolari che il governo Monti potrebbe varare», spiegano da via dell’Umiltà. «Sarà un esecutivo di garanzia per l’Europa, di riforme (anche quella elettorale), ma anche di tregua, per traghettare l’Italia dalla Seconda alla Terza Repubblica sotto il controllo del presidente Napolitano, che in questo momento gode della fiducia di tutti. Quindi l’arco temporale del governo Monti è di almeno un anno e ci porterà alla scadenza naturale della legislatura», sottolinea un autorevole esponente del partito del premier.

Ma c’è anche chi non ci sta, come Giovanardi e Rotondi. Ma anche  Brunetta,  Sacconi, Gelmini e, soprattutto, gli ex An guidati da  La Russa e  Matteoli. Più defilato sembra  Gasparri, che non si è ancora espresso in materia, mentre sembra aver accettato l’ipotesi Monti il sindaco di Roma  Alemanno. La Russa e Matteoli, comunque, sono gli scogli più duri per Monti. Il ministro della Difesa, infatti, da una parte è sicuro di non entrare nel nuovo esecutivo, dall’altra è fortemente contrariato dal fatto di ritrovarsi come alleati Gianfranco Fini & C. con cui i rapporti sono pessimi. E quindi spinge per le urne. «Stiamo valutando tutte le opzioni, ma diciamo no alle ammucchiate», sottolinea il ministro della Difesa. Ma anche gli ex finiani ora nel Pdl sono divisi, con  Ronchi per il voto e  Urso e  Buonfiglio per il governo Monti. E, giusto per non farsi mancare niente, ci sono anche i Responsabili con Silvano Moffa a chiedere garanzie per dire sì al nuovo esecutivo, mentre i ribelli del Pdl Antonione, Destro e Gava insieme a Sardelli e altri stanno lavorando per formare un gruppo autonomo a Montecitorio. E per questo motivo (e magari per chiedere qualche deputato in prestito) ieri hanno visto Fini e Casini. Discorso a parte  al Senato. Alcuni senatori Pdl (tra cui Quagliarello) hanno lanciato l’ipotesi dell’appoggio esterno a un eventuale governo Monti, mentre gli ex An, con Nania, spingono per il voto anticipato.

di Gianluca Roselli

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Commenti all'articolo

  • guidoboc

    11 Novembre 2011 - 18:06

    Meglio perderli . per strada.

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  • cegs49

    11 Novembre 2011 - 12:12

    Hanno ragione La Russa e ex AN. Per il PDL il governo tecnico è una polpetta avvelenata. Che se da una parte porta a rompere con la lega, dall'altra non porterà vantaggi se non a UDC e PD. Il PDL resterà comunque il capro espiatorio indicato per giustificare ogni batosta a partire dalla patrimoniale che colpirà innanzitutto l'elettorato di riferimento del PDL. E poi con Di pietro fuori, scommetto su un PD pronti a votare contro a sorpresa a tutte le norme sgradevoli magari con un pò di deputati assenti così da farle approvare con i voti del solo PDL . E' solo un esempio fantasioso che faccio ma anche probabile. Meglio votare e subito come farà la Spagna !!

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  • Al-dente

    11 Novembre 2011 - 12:12

    Chi vota Monti o lo appoggi in qualsiasi maniera è un traditore della democrazia! Al voto subito e niente golpe decisi nelle segrete stanze.

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  • Borgofosco

    11 Novembre 2011 - 11:11

    Ho grandissima stima di Mario Monti, tuttavia sono in accordo con la quasi totalità del 'vero' Pdl e della Lega che al massimo si potrà concedere una tregua, cosa peraltro non attuata dai 'sinistri', per fare quelle cose necessarie che ci richiede l'economia globale. Silvio è fuori, con tutto il nostro rincrescimento, ora tocca alla politica e l'altro schieramento dovrà giocoforza fare i conti con la 'rabbia' di chi è stato espropriato del legittimo diritto di governare. Quello che mi fa inorridire è il pensiero di trovarsi ad appoggiare un esecutivo in compagnia degli infingardi che hanno provocato la fine del governo Berlusconi. Mai, mai e poi ancora mai. Gianfranco Fini deve sloggiare dalla poltrona che occupa abusivamente. Non è più tollerabile che un personaggio di così poca credibilità regga ancora la terza carica dello Stato. Non importa, accada quel che accada, le condizioni della resa dovranno essere durissime. Diversamente? La parola al popolo!!!!

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