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Lega: "Il governo Banda Bassotti"

Bossi guida i suoi: "Le urne sono lontane, stiamo fuori dal governo per vigilare". E Calderoli parte all'attacco di Monti

Lega: "Il governo Banda Bassotti"
Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla contrarietà leghista al governo Monti, Roberto Calderoli e Mario Borghezio fanno di tutto per dissiparli. Il ministro della Semplificazione tuona: «La Lega combatterà la futura Banda Bassotti e farà un’opposizione durissima». Ancora più chiaro l’europarlamentare. A Klaus Davi spiega che Monti «è un bambino viziato dell’alta finanza», mentre a La Zanzara sbotta: «A che serve un senatore a vita del cazzo?». Peccato che il Cavaliere non abbia ancora rinunciato a trattare con la Lega, sperando di coinvolgerla in un’avventura che ha contorni ancora indefiniti.

Umberto Bossi tiene il punto e invoca le urne, anche se «sono lontane». Chiosa: «Noi restiamo fuori perché si può controllare meglio». Inoltre, «non c’è un programma né un progetto...». Esempio: «Ammettiamo che si toccano le pensioni o altre cose, non è che noi possiamo dare la fiducia a priori». Niente appoggio esterno: «Io starei al di fuori a vedere le cose, su alcune possiamo essere d’accordo su altre no». Ieri nessun lumbard è andato al vertice pomeridiano convocato a Palazzo Grazioli, mentre poche ore prima il Senatur s’era visto con Giulio Tremonti a Montecitorio. Alcuni spifferi raccontano che Roberto Maroni è tirato per la giacchetta dal Pdl, con l’obiettivo di coinvolgerlo nel futuro esecutivo (ieri gli ha fatto una battuta pure Emma Marcegaglia), ma l’interessato rifiuta. «Per la Lega è meglio restare fuori» ha confidato ai fedelissimi. Parole in linea con le dichiarazioni ufficiali: «Non voteremo la fiducia a un governo tecnico. Nel caso in cui Napolitano scegliesse di formare un governo non scelto dai cittadini, la Lega passerà all’opposizione» ha osservato Maroni. Di più: «La Lega voterà a favore del maxiemendamento al ddl stabilità. Sarà l’ultimo atto di questo governo e di questa maggioranza». L’uomo del Viminale suggerisce una via d’uscita: «Si sciolgono le Camere e si va al voto dopo appena 45 giorni». D’altronde, aggiunge, «sono ministro pro tempore». Al momento, l’unico spiraglio che potrebbe convincere Umberto a sostenere Monti sarebbe la garanzia di un esecutivo politico, ma resta sempre il problema dei numeri. Sarebbe necessario l’ingresso in maggioranza dell’Udc, o comunque il suo appoggio esterno, ma le truppe di Casini non lo farebbero gratis. E Bossi s’è detto contrario a trattare con i centristi. Calderoli insiste: «Se danno l’incarico per un governo tecnico, stiamo all’opposizione». Proprio il ministro potrebbe così diventare capogruppo al Senato, mentre Maroni lo farebbe alla Camera. Su Radio Padania, intanto, i militanti  sparano a zero su Giorgio Napolitano. E dal Pirellone Davide Boni avverte: «Se Formigoni va a Roma, la Lombardia va alla Lega».

di Matteo Pandini

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Commenti all'articolo

  • nictriplo

    11 Novembre 2011 - 13:01

    ......se non lo accettassero.............è possibile farglielo accettare...............ricorrendo ad esempio all' ONU che da sempre difende il principo di autodeterminazione (si è votato anche in Scozia pochi anni fa) e che potrebbe fare da garante durante le operazioni di voto per la separazione consensuale così come consensuale è stata in cecoslovacchia

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  • Elviatar

    11 Novembre 2011 - 12:12

    Beh che dire, prima trascinano l'Italia sul baratro del fallimento rintuzzando ogni volta il peggior governicchio degli ultimi 1500 anni, e poi, quando bisogna prendere provvedimenti impopolari si sfilano pronti al populismo più bieco per riguadagnare una oncia di credibilità.....che dire quasi peggio della vecchia prostituta DC. Di buono c'è che se rimane Bossi & Co. alla prossima tornata faranno fatica a passare la soglia di sbarramento....2 piccioni con una fava, PdL allo sfascio e Lega ai minimi termini. Au Revoir B&B

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  • cegs49

    11 Novembre 2011 - 12:12

    Ha perfettamente ragione , pur non essendo leghista trovo una perfetta analisi del possibile governo Monti. Di salvifico non ci sarà proprio nulla se non una vera macelleria sociale a vantaggio di imprese etc in nome dell'iper capitalismo. Molto meglio che il governo emetta i decreti attuativi delle norme contenute nel decreto di stabilità e porti a elezioni subito. Magari guidato da Alfano in modo da stemperare lo scontro politico. E poi chi vince governerà assumendosene anche meriti o demeriti. Però se devo vedere quello che stà succedendo a Milano con Pisapia e co con appoggio terzo polo..... sarà meglio se vince Bersani emigrare in ... Grecia.

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  • nictriplo

    11 Novembre 2011 - 12:12

    la minestra che il Nord deve sopportare è fatta di incapaci con lauree e diplomi finti made in sudde iddalia, spediti a Nord con concorsi mafiosi a distruggere l' economia del Nord, rovinando quello che funziona. Cari settentrionali, quando vi sveglierete, infilerete nel cesso gli incantatori di serpenti affiliati a partiti centralisti e meridionalisti e tirerete l' acqua...............sarà sempre tardi. L' unica soluzione è imitare la cecoslovacchia...............noi di qua, loro di là..............sia che lo accettino o anche no

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