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Alla Lega Nord per rinascere serve un nuovo leader

Per il carroccio vorare contro Monti serve a recuperare voti. Ma deve cambiare classe dirigente e sganciarsi da Roma

Alla Lega Nord per rinascere serve un nuovo leader
Nel caso di un governo Mario Monti (e mi sembra che l’ipotesi sia prossima a diventare realtà perché altrimenti Napolitano perderebbe in un nano secondo faccia e prestigio di fronte al mondo, così come li perderebbe Mario Draghi), in caso di un governo Monti – dicevo – la Lega si metterà all’opposizione. Il Carroccio infatti non si lascerà convincere né dal Capo dello Stato (con cui i rapporti sono assai buoni) né da Berlusconi a prestare la propria pattuglia a favore del padano professore di Economia. Perché?

Diciamo che il motivo è essenzialmente uno. Ed è anche facilmente intuibile: recuperare identità, quindi consenso. L’operazione è ardita e non priva di fascino, almeno per chi osserva le cose della politica. Ad una condizione: che il Carroccio abbia la forza di andare fino in fondo e non fermarsi a metà percorso, altrimenti sarebbe la sua fine. Proviamo a mettere le cose in ordine.

Al di là di quello che possono dire i sondaggi, la Lega è in forte crisi: la base ribolle, ha voglia di uno scatto di reni, vuole scrollarsi di dosso le scorie di un berlusconismo con cui ha vissuto con umori alterni. I leghisti erano venuti su a forti dosi di messaggi rivoluzionari, a manciate di Braveheart, a cucchiaiate di... bossismo (“Né neri né rossi ma liberi con Bossi” era lo slogan che sintetizzava più di altro il dna padano); per questo hanno vissuto con affanno l’agonia del loro Capo nelle fasi terminali del governo Berlusconi. Ovvio che questo in via Bellerio non si può dire e guai a fare discorsi del genere di fronte ai componenti del Cerchio magico, i «poltronari» come li chiamano i duri e puri. Ma quello che non si può dire nelle stanze del partito echeggia invece nelle valli pedemontane e prealpine, rimbalza (quando si può) nell’etere di Radio Padania e in quelle segreterie cittadine e provinciali dove sono state aperte le finestre per cambiare aria.

Mettersi all’opposizione di Mario Monti significa avere le mani libere. Più sbrigativamente qualcuno ha scritto che il posizionamento permetterà un recupero di verginità (Gad Lerner su Repubblica). La cosa ha del vero, ma è poco. Se infatti il Carroccio ritiene sufficiente questo anno di opposizione per ripulirsi dai compromessi cui l’ha costretta il berlusconismo senza ottenere nulla in cambio, allora è tempo perso. La Lega non ha bisogno di un giro in lavanderia. La Lega ha bisogno di uscire dal corpo di Umberto Bossi. Lo so che è come bestemmiare in chiesa e infatti nessuno osa fiatare in tal senso. Tuttavia non vi sono altre strade. Bossi è un leader politico come pochi altri ne sono nati, un vero talento. Tuttavia la malattia ce lo ha riconsegnato dimezzato e perciò in balia di badanti fantozziani. La velocità con cui la crisi sta modificando i tempi della politica e le ricadute sociali non permette leadership dimezzate, invecchiate o acciaccate. Ciò è cinico, lo ammetto, ma il Senatur conosce bene il cinismo della politica avendolo egli per primo masticato nei suoi anni migliori (per questo è stato un leader impareggiabile).

La Lega deve rinnovare – sotto la presidenza onoraria del Senatur - buona parte della propria classe dirigente, deve ridarsi un solo leader (per sua natura il Carroccio non può che reggersi su un solo Capo. Maroni? Tosi? Zaia? Reguzzoni?), e ripartire da quello che finora è riuscita ad accreditare. Il credito del Carroccio per esempio è attivo sul piano della sicurezza, è passivo su quello del federalismo: quello di Calderoli è un brodino caldo, ben lontano dai sogni delle origini. È vero che non tutto si ottiene subito, ma se si parte da così lontano... campa cavallo.

Per essere nuovamente credibile e per rinnovare la propria classe dirigente, il Carroccio deve compiere un ulteriore gesto. Sganciarsi sempre più da Roma. Dopo tanti anni nei palazzi della capitale, il grido Roma Ladrona in bocca alla Lega fa ridere se non addirittura arrabbiare. Pertanto i lumbard devono tornare a essere forti nella loro Padania: i presidenti di Regione devono stare nelle loro regioni (per dare alle cose un nome e un cognome diciamo che Zaia si sta dimostrando più attento al territorio di quanto non lo sia Cota); i sindaci devono essere liberi di dire quel che pensano anche contro le decisioni del governo (bravi Tosi e Fontana a non abbassare la testa quand’anche Calderoli parlava da romano centralista e centralizzatore); e i presidenti di provincia... beh fosse per questo giornale avrebbero già dovuto appendere da tempo le chiavi dei loro palazzi al chiodo degli enti inutili.
In chiusura. Andare all’opposizione per starnazzare cose “contro” non basterà alla Lega per tornare a essere una forza motore del cambiamento. Più che la verginità, la Lega deve pensare alla sua identità. Una Lega forte e matura non potrà che fare bene a tutti.

di Gianluigi Paragone

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Commenti all'articolo

  • Al-dente

    14 Novembre 2011 - 00:12

    Probabilmente la malattia e il conseguente handicap di Bossi di muoversi tra la gente gli hanno fatto perdere il polso della politica italiana e della gente normale. I suoi due gravi errori sono stati l’accoglienza dei clandestini sancita dal suo Ministro Maroni, addirittura oltre 20 Mila tunisini in un colpo solo che gli elettori non credo che gli abbiano perdonato. L’altro suo errore è l’avere aderito all’Euro e all’Unione Europea, probabilmente convinto in questo da Berlusconi così come lo era stato per i clandestini. In definitiva non ha capito che era l’UE, tramite la leva dell’euro, ad imporci la politica che lui contrastava e che aveva promesso ai suoi elettori di contrastare. Ha creduto che tramite il controllo di una banca la Lega avrebbe potuto controllare la speculazione internazionale. Doveva farci uscire dall’Euro e dall’Unione Europea, era solo questo il modo di riprenderci la nostra sovranità e le libere scelte sulla politica, l’economia e la società dell’Italia. Si doveva rimettere in auge la Lira per gestire la nostra economia che è diversa dall’economia delle altre nazioni europee e la moneta nazionale si doveva far gestire unicamente dallo Stato, senza ingressi di capitali privati, che sono stati proprio quelli che hanno permesso a tipi come Ciampi, Dini, Amato, Visco, Prodi e adesso Monti di entrare in politica e stravolgere l’Italia facendoci infine cadere nell’Euro con le conseguenze attuali che vediamo.

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  • Al-dente

    14 Novembre 2011 - 00:12

    PdL e Lega hanno perso voti alle comunali di Milano e Napoli a causa del via libera dato ai clandestini, 20 Mila permessi di soggiorno provvisori ai tunisini da parte del Ministro Maroni, cosa per cui erano stati eletti proprio per il motivo opposto, cioè bloccare l’immigrazione selvaggia. Naturalmente la cosa non si può fare perché l’Euro e l’UE ci impongono di far entrare chiunque e di assisterli. La stessa cosa accade per l’economia, dato che l’euro è una moneta che si basa essenzialmente su nazioni che hanno una forte economia come Germania e Francia. La nostra economia è diversa dalla loro, si basa su fattori totalmente differenti e di conseguenza ha bisogno di una moneta differente e che si possa manovrare a nostra volontà per attutire le difficoltà e i cambi di mercato. Era inevitabile che finissimo sotto attacco della speculazione tramite l’Euro. In altre parole l’Euro e l’UE sono due cose che non ci possiamo permettere, nessuna nazione europea se lo può permettere. Tuttavia PdL e Lega insistono contro gli interessi dei loro stessi elettori che vogliono tutt’altro. Bossi forse l’ha iniziato a capire, staremo a vedere, ma Berlusconi ancora no! Nel suo video insiste con l’Euro e l’UE, cioè a favore del libero mercato e dei patrimoni ma dimentica i cittadini italiani autoctoni che formano la spina dorsale della nazione. In pratica non fa differenza alcuna se sono italiani o stranieri che diventano cittadini italiani per legge, in altre parole niente difesa della Patria e dei fratelli che la compongono, a lui interessa che ci sia il libero mercato e i patrimoni, questa è l’unica differenza con la sinistra, per tutto il resto sono uguali. Di conseguenza perché mai dovrei andare a votarlo?

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  • Utente71

    13 Novembre 2011 - 21:09

    poi sono al completo,tanto tra bossi e il gabibbo non c'è differenza! anzi, il gabibbo almeno non rutta non fa pernacchie e non alza il dito medio!

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  • violacea

    13 Novembre 2011 - 21:09

    invece io votavo centro sinistra e 5 anni fa' ho votato lega e son ben felice e contenta di averlo fatto!!!! mi sono recata parecchie volte ad ascoltare i politici leghisti,che a roma ci rappresentavano e vi posso garantire che le loro parole erano quelle che dicevano anche a roma!!!! solo che hanno sempre sostenuto che a roma non si riesce a fare nessuna riforma !!!! come in un pantano dicevano!!!! qualunque riforma tu presenti i catto comunisti e anche i terroni del pdl fanno di tutto x affossarli!!! non vogliono cambiare una virgola di tutta la emme di questo paese!!!! solo una cosa rimane da fare??? che cosa.???la secessione !!!

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